In Memoria dell’attivista omosessuale Ugandese David Kato

David Kato La morte di David Kato è stata per me un’occasione di profonda riflessione per tanti aspetti della mia vita.Sono cristiano, e negli anni ho avuto l’opportunità e la fortuna di incontrare persone e contesti dove ho potuto conoscere, senza filtri “culturali o storici”, cosa realmente significhi il messaggio di Cristo: accoglienza, inclusione, servizio, dono, superamento dei pregiudizi e delle convenzioni…David Kato è morto in solitudine e massacrato a martellate, senza neanche la delicatezza che da noi si concede alle bestie che vengono macellate e a cui si cerca di concedere una morte istantanea, senza dolore. Nell’atto brutale gli assassini hanno confermato la loro visione dell’omosessualità: David non era un uomo per loro, come non lo sono gli albini che vengono altrettanto brutalmente uccisi e cacciati in Africa per divenire pozione o ingrediente utilizzati dagli stregoni per le loro cerimonie.La cosa che mi ha più inquietato e messo in discussione, però, è che il movente primo della morte di David siano stati i movimenti fondamentalisti cristiani evangelici che da qualche anno portano avanti una campagnam che definire diffamatoria è poco, contro gli omosessuali, alimentando l’odio e il pregiudizio, arrivando a convincere le masse locali che questi “omosessuali” stavano promuovendo un complotto che aveva come finalità la corruzione di un milione di bambini con meno di dodici anni”, mettendo in bella mostra foto e indirizzo di casa di David e di altri, facendo della loro persone e delle loro vite solo carne da macello… E allora mi chiedo cosa ne è stato in questi secoli del messaggio di Cristo se oggi in alcune parti del mondo diventa strumento di morte orribile, caccia, sterminio… Mi chiedo come abbiamo fatto a storpiare quel messaggio sino a renderlo irriconoscibile… Dobbiamo ritornare alle radici per comprendere questo sfacelo, e ricordarci che l’annuncio della nascita di Cristo avviene ai pastori prima di ogni altra persona; i pastori oggi ci appaiono una categoria bucolicamente innocua ma per la cultura farisea del tempo erano gli ultimi degli ultimi in quanto impuri per definizione, vivendo sempre a contatto con gli animali e di conseguenza impossibilitati a realizzare le pratiche di purificazione considerate fondamentali per la legge farisaica. Un pastore era considerato un perduto… eppure gli evangelisti ci presentano questo annuncio fatto in primis ai più immondi degli immondi per quella cultura e per quella religione. Gesù, inoltre, tocca e guarisce di sabato la donna con perdite mestruali, contravvenendo a ciò che di più sacro c’era per la religione bigotta farisaica: il rispetto del sabato e la necessità per l’uomo di non venire mai a contatto con il sangue femminile, considerato fonte somma di impurità, pena il divenire impuro a sua volta… Gesù andava oltre tutto ciò che è uso, costume, pregiudizio, convinzione… Portava avanti il Bene della persona, oltre ogni altra cosa. Mi chiedo se i cristiani, che con tanta veemenza si sono accaniti contro David Kato e i suoi amici, fino ad armare le mani degli assassini, siano più in grado di rintracciare qualcosa nella loro vita della luce originaria o se siano definitivamente sprofondati nelle tenebre, piena di leggi religiose, regole perfette, puri e impuri, ma pur sempre e solo tenebre… Tutti i gruppi di cristiani omosessuali italiani quest’anno dedicheranno le veglie di preghiera, che si terranno in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia, alla memoria di David Kato e di tutti quelli che non sono riusciti a completare il loro progetto di vita perché uccisi o suicidati, o costretti alla consegna del silenzio dall’omofobia.

Intervento del Presidente di Nuova Proposta Andrea Rubera alla conferenza stampa in ricordo a David Kato tenutasi a Roma al teatro Valle di Roma il 12/2/11 in cui hanno partecipato tutti i gruppi e associazioni LGBT, compresa NUOVA PROPOSTA Personaggi del presente e del passato tra fede e omosessualitàIl Sacerdote contro le mafie: Don Tonio Dell’Olio Incontro del 16 febbraio 2011: “Vivere la vita come servizio e opportunità per conferire e condividere dignità e Amore”. Incontro con Don Tonio Dell’Olio, dell’ufficio di presidenza e responsabile del settore internazionale di “Libera – associazioni nomi e numeri contro le mafie”. Presto l’articolo sull’incontro.

Ascolta il suo intervento!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *