12.05.12 – tutto sulla conferenza “Omofobia e transfobia: osserviamole da vicino”, Roma, palazzo Valentini

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Ciccare qui, invece, per l’articolo pubblicato da Adista a firma della nostra Caterina Bianchi.

 “Omofobia e Transfobia: osserviamole da vicino”

Roma. 12 maggio 2012

 

Same-sex couples should be able to get married “! Mentre in USA Obama si pronuncia con forza sulla legittimità del diritto di coppie dello stesso sesso di unirsi in matrimonio, in Italia l’omofobia e la transfobia appaiono fortemente radicate nella società.

Su questi temi si sono confrontati il 12 maggio a Roma, presso il Palazzo della Provincia, numerose associazioni LGBT, insieme ad autorevoli voci quali l’On.le Paola Concia e lo psichiatra e docente universitario Prof. Vittorio Lingiardi, in occasione della conferenza dal titolo “Omofobia e Transfobia: osserviamole da vicino” organizzata dall’Associazione Nuova Proposta, gruppo di omosessuali cristiani che opera nella Capitale da oltre 20 anni per l’accoglienza delle persone che faticano a coniugare con serenità fede e affettività.

Omofobia e transfobia sono termini ormai diffusi in Italia, ma vengono associati soltanto ad episodi estremi di violenza attribuiti a singoli individui “border line”. Non si riconoscono, e quindi si legittimano, tutti quegli episodi di discriminazione, umiliazione, non riconoscimento civile e politico, che caratterizzano il vissuto quotidiano della minoranza omosessuale e transessuale e che sono responsabili del cosiddetto “minority stress”. Tale forma di stress, ben descritta dal Prof. Lingiardi, porta molti omosessuali e trans a vivere come se non avessero le carte in regola, condizionati da una disistima verso se stessi che impedisce di gioire pienamente della propria vita. Affrontare tali difficoltà attraverso la condivisione delle esperienze e la lotta comune contro le discriminazioni, ad esempio nell’associazionismo, è un modo per sviluppare la “resilienza” cioè la capacità di superare le difficoltà trasformandole in occasioni di crescita.

Si può lottare contro omofobia e transfobia nei luoghi di lavoro, come si impegna a  fare l’associazione Parks, aiutando le aziende a comprendere come garantire un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso delle diversità, al di là dei motivi etici, aumenti  la produttività delle imprese.

Più difficoltoso da sgretolare è il muro della lesbofobia, in un’Italia che appare ancora oggi come un paese per uomini “bianchi-eterossessuali-cattolici”, dove le disuguaglianze di genere e la violenza sulle donne ci portano ad avere un triste primato rispetto ad altri paesi europei e dove le donne lesbiche subiscono perciò una doppia discriminazione.

In comune con il resto dell’Europa è purtroppo il grado di arretratezza giuridica e sociale nel campo dei diritti per la minoranza transessuale e transgender, nonostante una legge italiana promulgata nel lontano 1982 che regolamenta il cambiamento di sesso. Oggi la transfobia continua a palesarsi attraverso gli altissimi livelli di disoccupazione, gli episodi di violenza e gli omicidi di cui sono vittima le persone transessuali e trasgender.

Sono da ricercare nella tradizione patriarcale giudaica e nella visione ellenistico-romana della sessualità intesa come pericolosa passione da controllare, gli elementi alla base della profonda omofobia che permea il cristianesimo ed in particolare la posizione attuale delle istituzioni cattoliche, come illustrato dal pastore valdese Eric Nolfke. Soltanto laddove la Chiesa diventa il luogo dove si riflette sulla vita e non dove la si controlla e la si ingabbia in un rigido sistema di regole, può scaturire l’originario e liberatorio messaggio di amore di Cristo.

Un impegno sempre più pressante per prevenire e contrastare l’omofobia viene sollecitato dalle associazioni che rappresentano i genitori di figli omossessuali e le famiglie omogenitoriali. Nonostante le fortissime difficoltà vissute quotidianamente, si riscontrano nella società tanti gesti di “disobbedienza civile” come il riconoscimento di coppie omosessuali all’interno delle comunità valdesi o l’elezione di un papà gay come rappresentante dei genitori in un nido comunale.

Accanto all’impegno concreto di formazione, informazione e ai coraggiosi gesti di visibilità, per sconfiggere queste forme di intolleranza e odio sono indispensabili leggi che da un lato garantiscano l’uguaglianza dei diritti e dall’altro prevedano profili di responsabilità penale per chi attua gesti di violenza contro omossessuali e transessuali.

 

 

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