“Per chi non c’era…” Spunti dal Primo incontro esperienziale con S.Luisa

Mercoledì 26 settembre: primo incontro di Nuova Proposta del percorso esperienziale e di condivisione ““Non temere, Io (Qualcuno) sono (è) sempre con te”

Una sintesi delle riflessioni proposte da Suor Luisa.

(In allegato un testo di Enzo Bianchi –Enzo Bianchi-parlare di Dio – che S.Luisa ci ha lasciato da leggere a fine incontro )

Cosa si nasconde dietro la paura?

Nel profondo, dietro ogni paura,  si nasconde un desiderio. Ed è proprio questo desiderio la radice di quell’emozione forte e ancestrale che è la paura. Dietro la paura di essere solo, c’è un profondo desiderio di poter condividere la propria vita con qualcuno.

Nelle frasi della Bibbia il “non temere” è sempre seguito da un “perché…” con una promessa per il futuro che va ad incontrare ogni desiderio profondo dell’essere umano.

Come nasce la paura?

Nella Genesi si legge del dialogo tra Dio e Adamo.

Allora l’Eterno DIO chiamò l’uomo e gli disse: “Dove sei?”. Egli rispose: “Ho udito la tua voce nel giardino, e ho avuto paura perché ero nudo, e mi sono nascosto”.…

Quindi l’uomo ha paura del giudizio di Dio, perché di Dio ha un’immagine falsata, pensa che sia un Dio che inganna, giudica, abbandona l’uomo. E così l’uomo si separa da quella che è una fonte di amore assoluto, da uno sguardo pieno di dolcezza ed armonia perché crede che sia invece uno sguardo che giudica e non accetta la persona per ciò che è. Adamo si sente nudo di fronte a questo sguardo e si nasconde.

Purtroppo nei secoli la religione, la filosofia e un certo tipo di educazione hanno spesso contribuito ad alimentare questa falsa immagine di Dio!

Ma Gesù è sceso sulla terra per liberarci da questa paura e mostrarci il vero volto misericordioso di Dio. Dio è come innamorato pazzo di noi! E come tutti coloro che si prendono una “cotta”, è difficile farlo ragionare! Dio prende la mia realtà qualunque essa sia, la impasta con le sue mani amorevoli e desidera farne un capolavoro.

Gesù ci parla di un Dio che si prende cura di noi (più che della natura tutta), che fa festa (come col figlio che lascia la casa del padre e sperpera tutti i beni), un Dio che conosce i nostri bisogni fisici e psichici (come ben espressi  nel Padre Nostro) e che rispetta la nostra libertà: bussa alla nostra porta e rimane ad aspettare, lasciandoci liberi di scegliere se farlo entrare o no.

Perché nell’amore non c’è timore ma solo libertà. L’amore non chiede nulla in cambio, è senza ondizioni.

Ma allora non bisogna davvero avere paura di questo Dio misericordioso … semmai avere paura
di perderlo!

La testimonianza di Sonia

Non temere

La mia sorpresa, a posteriori, è stata quella di comprendere come Nuova Proposta sia stata un ponte che ha unito la mia fede, la mia omosessualità e la mia famiglia.

All’età di 23 anni ho accettato l’idea che ero attratta affettivamente dalle donne e che appartenevo ormai alla sfera di un mondo a me sconosciuto, del quale avevo sentito parlare solo in tv e sul quale avevo ascoltato pessime battute.
All’epoca, ricordo, percepivo un gran vuoto, una voragine che mi lasciava cadere in un mondo diverso, costruito su valori che mi apparivano opposti a quelli cristiani, valori con i quali, invece, ero stata cresciuta. Mi sembrava di dover resettare tutto ciò che ero stata fino ad allora e così mi sentivo perduta e sola.

Per un anno ho frequentato gli incontri al femminile organizzati dal Mario Mieli ma non riuscivo a sentirmi a mio agio in quel contesto e quando affermavo di credere in Dio venivo spesso criticata ironicamente. Allora ero giovane e  probabilmente piena di pregiudizi, così mi sono allontanata da quelle persone per cercare qualcuno con cui confrontarmi, che vivesse la mia stessa sensazione di dualità: sentirmi diversa ma uguale a prima, costretta a vivere in un mondo
che non mi apparteneva e che sentivo estraneo.

D’altro canto cresceva in me la consapevolezza di volermi rivelare alla mia famiglia e
agli amici. Non riuscivo a riunire il vecchio mondo col nuovo che mi si apriva davanti. Così un giorno, stanca di dover recitare un ruolo che neppure mi apparteneva (la finta atea), ho cercato un gruppo di omosessuali credenti e ho trovato Nuova Proposta.

Ricordo il primo incontro e i volti di Lucio, Alessandro, Fausto, Bernardo e Fabio, le
loro anime che sentivo già affini pur non conoscendole. Da quel momento le mie paure hanno iniziato a sgretolarsi.

Ho iniziato a frequentare il gruppo con assiduità e attraverso gli incontri con i diversi relatori che spiegavano e contestualizzavano i  passi del vangelo che più spesso venivano utilizzati dalla Chiesa per definirci sbagliati, ho potuto avere uno strumento di risposta ai dubbi e alle paure mie e dei miei genitori, ai quali mi ero da poco rivelata. E quando sono stati pronti li ho invitati a partecipare ad uno degli incontri di Np con l’Agedo. Sapevo che l’ambiente che avrebbero trovato
nel gruppo sarebbe stato a loro familiare e quindi meno impattante di una sfilata al pride!

Il mio cammino sarebbe stato sicuramente più duro senza il valore aggiunto che questo
gruppo ha apportato alla mia vita, grazie ai tanti  scambi di opinione, alle relazioni di amicizia che mi hanno collocata lì dove sentivo che fosse il mio posto. La solitudine era scomparsa, la paura di rivelarmi pure.

Sono stata fortunata, ma anche coraggiosa, perché ho lottato contro le mie paure, soprattutto contro quelle che mi toglievano la speranza di una vita felice. Grazie a Dio e a Nuova Proposta.

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