“Per chi non c’era…” Spunti dal Secondo incontro esperienziale con S.Luisa

Mercoledì 24 ottobre: secondo incontro di Nuova Proposta del percorso esperienziale e di condivisione “Non temere, Io (Qualcuno) sono (è) sempre con te”

Una sintesi delle riflessioni proposte da Suor Luisa.

Questi incontri, partendo dalla ‘paura’ che si annida in ognuno di noi, vogliono esplorarla e scardinarla attraverso la Parola di Dio, creando così uno spazio di preghiera che ci mette in relazione con lui nella nostra autenticità.

Siamo partiti da Geremia 1,8 “Non avere paura di fronte a loro perché io sono con te per proteggerti per confrontarci sulla domanda “Di fronte a chi/a che cosa abbiamo paura?”.

Geremia nell’Antico Testamento è un Profeta dell’esilio, appartiene infatti ad una casta sacerdotale esclusa dal culto e allontanata dal tempio. Una discendenza maledetta, condannata e scomunicata in maniera irrevocabile (628-627 a.C).

Accostandoci a cuore aperto alle scritture ci accorgiamo come queste attraversando i secoli parlano ancora una volta a noi e di noi. La clamorosa esclusione di Geremia risuona dentro ogni persona che si sente estromessa e giudicata ‘irrevocabilmente’.

Ma il Signore parla proprio a lui, a lui che dapprincipio gli risponde: “Ahimè, Signore Dio! Ecco, io non so parlare, perché sono giovane”.

Geremia parte da una fragilità, la sua posizione e quella di un uomo che ha oramai interiorizzato il giudizio e l’esclusione e che quindi non sente di avere la forza di fare quello che Dio gli chiede.

Ma il Signore mi disse: “Non dire: “Sono giovane”. Tu andrai da tutti coloro a cui ti manderò e dirai tutto quello che io ti ordinerò.

Per creare una relazione vera come quella di Geremia col Signore non possiamo metterci in relazione con Dio in maniera astratta ma partendo ognuno dalla propria vita, dalla propria storia, dalla propria fragilità.

 “Non avere paura di fronte a loro, perché io sono con te per proteggerti”

La paura paralizza, ci confonde su noi stessi e sulla vita, il Signore per evitare questa trappola tremenda ci ha consegnati gli uni agli altri, compagni di cammino per accoglierci ed andare oltre l’apparenza.

Ognuno è stato invitato da suor Luisa a mettersi di fronte allo sguardo del fratello che aveva accanto per raccontare la propria paura. L’azione di portare in superficie qualcosa che normalmente risiede in basso, nelle pieghe più nascoste del nostro essere ha fatto sì che semplicemente parlandone potessimo stare con la nostra paura, finalmente alla stessa altezza occhi negli occhi, scuotendo la paralisi e l’impotenza del cuore. La condivisione col fratello dapprima silenziosa e timida è poi diventata una voce unanime e vitale contro l’immobilismo.

Come in Geremia, ‘ascoltatore della ‘parola’ che prende sul serio la sua chiamata alla vita, anche in ognuno di noi c’è un frammento di profezia e se prendiamo sul serio la nostra vocazione, ciò che siamo con la nostra identità, allora il Signore troverà un varco e attraverso la nostra vita ci parlerà.

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