“Per chi non c’era…” il 6.2.13 – Don Gigi Verdi della Fraternità di Romena, ha incontrato Nuova Proposta

“Senza Paura! Di accogliere l’altro senza condizioni per una chiesa aperta a tutti e casa di tutti!!

Il 6 febbraio, Nuova Proposta ha incontrato don Gigi Verdi, fondatore e animatore della Fraternità di Romena.

Link per ascoltare il file audio integrale!

Per la prima volta a Roma con “Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali e transessuali cristiani”, don Luigi Verdi, dal 1991 fondatore, responsabile e animatore della Fraternità di Romena (www.romena.it).

L’incontro ha avuto luogo mercoledì 6 febbraio, alle 20.00, in via Marianna Dionigi 59.  

Ispirandosi al programma dell’anno di Nuova Proposta (www.nuovapropostaroma.it), centrato sulla riflessione sulle paure, che spesso bloccano le persone omosessuali e transessuali fino a impedire uno sviluppo integrale della persona e dell’esistenza, don Luigi Verdi ci ha regalato una riflessione sul tema “Senza paura! Di accogliere l’altro senza condizioni per una chiesa aperta a tutti e casa di tutti!”.

 

Don Luigi Verdi è il responsabile della Fraternità di Romena (www.romena.it). Nato a San Giovanni Valdarno (Ar) nel 1958, don Luigi ha cominciato subito il suo cammino di sacerdote in Casentino, a Pratovecchio. 
Nel 1991, dopo una profonda crisi personale e spirituale, ha chiesto al vescovo di Fiesole di poter realizzare a Romena un’esperienza di fraternità. E’ cominciato così il cammino di Romena. 
In pochi anni la pieve, che era sporadicamente visitata da qualche gruppo di turisti e utilizzata dai pochi parrocchiani, è divenuta un luogo d’incontro per migliaia di viandanti in cammino verso una qualità di vita più autentica e verso un tessuto diverso di relazioni.

Ecco una sintesi (non rivista dal relatore) dell’intervento di don Gigi

Don Luigi inizia il suo intervento con l’episodio del vangelo dei discepoli di Emmaus che camminavano inconsapevoli con Gesù: non lo riconoscevano. La debolezza della chiesa, dice, è proprio non farsi riconoscere dai suoi fedeli: è l’immagine di chi vuole vincere a tutti i costi. Se invece la chiesa pensasse meno di poter risolvere la vita delle persone, ma di camminare insieme alle persone?
Come diceva Martini la chiesa dà poca sensibilità all’essere umano: non sprona alla volontà di vincere. La difficoltà di raccontare il cristianesimo è proprio questa: il terrore e la paura. Il cristianesimo, invece, dovrebbe essere leggero, gioioso e capace di essere trasparente: un cristianesimo, diceva Nietzche, capace di “danzare”, di tenerezza e amore.
Continua Don Luigi “Il cristianesimo dovrebbe essere meno noioso, ma più rivolto alla conoscenza vera del prossimo: la chiesa dovrebbe affacciarsi nella vita vera della gente. Le persone, infatti, non cambiano con il giudizio imperativo, ma solo risvegliando quello che dorme dentro di loro.
Nella chiesa oggi manca l’aria perche’ la Chiesa ha costruito un muro intorno a sé!”, sottolinea.
Don Luigi Verdi riporta un episodio: “Una delle cose più dure che ho fatto nella mia esperienza sacerdotale è stato celebrare il funerale di un bambino di 13 anni che si era suicidato. La solitudine e il dolore dentro di lui, dentro di noi, quel dolore muto ci affligge. Si dà sempre la colpa all’altro, ma non si riconoscono mai le proprie colpe. Il troppo amore indebolisce!”, afferma Don Luigi, citando un proverbio spagnolo che dice “Prendi tuo figlio e gettalo in mare!”. Non bisogna dare troppe risposte ad un figlio o alla persona che si ama, ma è necessario dare la possibilità di sbagliare, anche se questo comporta dolore. Chi ha toccato veramente il dolore della vita rimane in silenzio, riflette sullo scorrere dell’esistenza, a volte folle, assassina della percezione: rende distratti, come degli automi anestetizzati nel rapporto con le persone che amiamo. Negli occhi dei giovani c’è tristezza e non felicità perchè ci sono troppi sogni irrisolti.
Si dovrebbe ricominciare a partire da quattro punti importanti:
  1.  La liberta’ interiore, per quanto nella nostra societa’ siamo schiavi, dipendenti “Dall’altro fuori da noi”: ci lasciamo comprare. Don Luigi cita Nietzschecon convinzione: “Faremo fatica tutti a trovare un luogo dove sentirci a casa!” e ancora “Saremo avvelenati dal veleno dell’antico serpente!”. Il veleno ha contaminato tutti!
  2.  Il perdono, anche per chi odiamo. Per perdonare bisogna innanzitutto capire… La cosa piu’ difficile e’ ringraziare chi ci ha fatto male. Nel contesto omosessuale ricorre la parola libertà, ma essere liberi significa non dipendere dai giudizi dell’altro, non essere schiavi del (pre)giudizio. Fondamentale, poi, è non odiare perchè la lotta vera è non odiare chi odia perchè si diventa uguali al nostro persecutore, ma invece perdonare, capire il perchè delle cose, senza però giustificare.
  3.  La forza della debolezza, quello che ha fatto nascere Romena. Non bisogna avere paura della propria debolezza, ma bisogna affrontare le nostre paure. Don Luigi dice “Dio dà quello che serve per crescere, non dona il facile miracolo, però, si può trattare con Dio nel senso di chiedere il possibile rispettando la sua volontà.
  4. La fiducia. L’idea cattolica di Fede e’ quasi prepotente, con la sua certezza granitica. La fede vera è chiudere gli occhi e fidarsi. Don Luigi, come antidoto al veleno, sottolinea la necessità di fiorire come il mandorlo in primavera: essere più veri per primi nei confronti del prossimo.
Don Luigi si congeda con una preghiera della sua comunità Fratenità di Romena e cita alla fine dell’incontro, Mallarmè: “Incontrare Dio non sarà come incontrare l’imperatore, ma come dare il primo bacio”, cioè aprire gli orizzonti ed essere liberi, veramente liberi.
Davide Sirignano
http://www.romena.it/pubblicazioni/libri.html

Libri:
Preghiere a Romena- Don Luigi Verdi
Il mandorlo- Don Luigi Verdi
Il domani avrà i suoi occhi- Don Luigi Verdi
La realtà sa di Pane- Don Luigi Verdi

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