“Per chi non c’era…” all’incontro sulle comunità di base di mercoledì 20

Incontro con la Comunita’ di base di san Paolo – 20.11.2013

L’esperienza delle Comunita’ di base nasce alla luce del Concilio Vaticano II e delle idee del ’68; negli anni ’70 le Comunita’ erano una ventina a Roma, oggi sono molto di meno. La CdB di san Paolo inizia con l’abate Giovanni Franzoni, le cui attivita’ pacifiste erano malviste dalla Chiesa nonche’ dai gruppi della destra romana.

Il Vaticano intervenne con delle “visite apostoliche”, finche’ non ci fu una netta rottura in seguito alle preghiere dei fedeli “libere”. Questo porto’ nel 1973 alle dimissioni di Franzoni da abate di san Paolo ed alla sua prima messa nella sede attuale della comunita’. Il documento fondante della comunita’ e’ una “lettera pastorale”, la Terra di Dio, contro le speculazioni ecclesiastiche della Chiesa.

La CdB era originariamente “tollerata” dalla gerarchia, ma la situazione degenero’ quando Franzoni ed altri difesero la legge sul divorzio in nome della liberta’ di coscienza e della laiceta’ e venne sospeso a divinis. A questo punto l’eucarestia veniva celebrata da altri sacerdoti; nel 1976 Franzoni comincio’ a sostenere le istanze sociali del Partito Comunista e fu ridotto allo stato laicale.

La CdB, che aveva gia’ iniziato un percorso di “riappropriazione” della scrittura, maturo’ l’idea di riappropiarsi anche dei sacramenti e di celebrare la liturgia senza una presenza sacerdotale, anche battesimo e matrimonio. Curiosamente, il Vicariato riconosceva la validita’ di tali battesimi.

Molto dibattuta e’ stata la questione dell’eucarestia; alla fine la CdB decise, basandosi sulla scrittura ed in particolare su Paolo, di celebrare autonomamente l’eucarestia in forma semplicissima, presieduta da chi voleva presiedere, senza avere figure clericali definite, come avveniva in realta’ nelle primissime comunita’ cristiane.

Oggi la CdB e’ divisa in 4 gruppi territoriali e le particolari realta’ del gruppo biblico e del gruppo donne.

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