“Per chi non c’era” – sintesi 4° e 5° incontro del percorso giovani

Dalla nostra inviata speciale Giulia!

Al centro del quarto incontro di NP Giovani c’è stato nuovamente il tema delle relazioni, questa volta grazie alla visione del film Imagine Me & You. Si tratta di una commedia romantica inglese, un classico dei film a tematica LGBT. La trama, per quanto semplice (una lei che lascia un lui per un’altra lei), è stato spunto di riflessione sul coraggio di vivere sinceramente i proprio sentimenti anziché sopirli per accontentarsi di una situazione di comodo.

https://www.youtube.com/watch?v=c8jH4qP1Y6Y

 

Le riflessioni del nostro quinto incontro hanno preso spunto dalla visione del servizio “Amarsi oltre la morte” realizzato dai giornalisti de Le iene ed andato in onda il 19 febbraio.

La storia (reale) raccontata nei 20 minuti di servizio è quella di Walter ed Emanuel, conviventi da 13 anni. Walter, giunto alla fase terminale di un linfoma, è consapevole che il legame con il suo compagno di vita non ha alcun valore di fronte alla legge italiana e pertanto Emanuel non avrà alcuna garanzia, se non quanto promesso dal padre di Walter. Per questo scrive a Le iene chiedendo di raccontare la sua storia, che è la storia di tante altre persone nel nostro paese.

 Molti sarebbero i temi che offre questa storia, ma i nostri interrogativi hanno riguardato l’omofobia presente in questa famiglia, nonostante l’apparente serenità e accettazione.

Nonostante il padre di Walter accolga Emanuel, nelle sue parole si percepisce ancora il disagio per la situazione, per il non aver ancora a pieno capito ciò che è il figlio. Come possiamo definire questo atteggiamento? È solo ignoranza o vera e proprio omofobia? E cosa facciamo rientrare nel termine “omofobia”, le frange più estreme di violenza contro le persone LGBT oppure anche tutti coloro che considerano l’eterosessualità come normativa? Noi ragazzi possiamo veramente fare la differenza? Mostrarci come persone nella nostra normalità può realmente far cambiare idea a chi ci circonda, oppure le influenze della società e della politica sono tali da impedirci di ottenere reali risultati?

Allo stesso modo in Emanuel si può riscontrare una certa omofobia interiorizzata quando afferma di non augurare al proprio figlio di essere gay. È un modo di venire incontro al “suocero” che ha avuto difficoltà ad accettare il figlio oppure lui stesso pensa sia una condizione di quasi sola sofferenza? Anche noi ci portiamo dentro questa omofobia interiorizzata o non ci siamo mai sentiti “sbagliati”? Pensiamo che non essere eterosessuali abbia aspetti più negativi che positivi? O siamo riusciti a superare questi pregiudizi amandoci e vivendo per quello che siamo?

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/nina-amarsi-oltre-la-morte_515554.html

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