Venerdì 13 marzo, h. 20: 6° incontro del percorso giovani

Venerdì 13 marzo 2015 – ore 20

presso la Parrocchia di San Fulgenzio in Via della Balduina n. 296, Roma  (visualizza mappa) 

6° incontro del percorso esperienziale e di condivisione dedicato ai più giovani

Ad oggi, il nostro gruppo giovani è aperto alla partecipazione di ragazze e ragazzi – lesbiche, gay e transessuali – di età compresa dai 18 ai 30 anni (limite massimo) che si incontrano un venerdì al mese per confrontarsi sul tema dell’anno sociale secondo diverse modalità.

Di seguito alcuni spunti tratti dall’incontro di febbraio (per leggere tutto vai alla sezione dedicata http://www.nuovapropostaroma.it/category/giovani-np/)

Le riflessioni del quinto incontro hanno preso spunto dalla visione del servizio “Amarsi oltre la morte” realizzato dai giornalisti de Le iene ed andato in onda il 19 febbraio.

La storia (reale) raccontata nei 20 minuti di servizio è quella di Walter ed Emanuel, conviventi da 13 anni. Walter, giunto alla fase terminale di un linfoma, è consapevole che il legame con il suo compagno di vita non ha alcun valore di fronte alla legge italiana e pertanto Emanuel non avrà alcuna garanzia, se non quanto promesso dal padre di Walter. Per questo scrive a Le iene chiedendo di raccontare la sua storia, che è la storia di tante altre persone nel nostro paese.

Molti sarebbero i temi che offre questa storia, ma gli interrogativi condivisi nel gruppo hanno riguardato soprattutto l’omofobia presente nella famiglia protagonista, nonostante l’apparente serenità e accettazione.

Nonostante il padre di Walter accolga Emanuel, nelle sue parole si percepisce ancora il disagio per la situazione, per il non aver ancora a pieno capito ciò che è il figlio.

Come possiamo definire questo atteggiamento? È solo ignoranza o vera e proprio omofobia? E cosa facciamo rientrare nel termine “omofobia”, le frange più estreme di violenza contro le persone LGBT oppure anche tutti coloro che considerano l’eterosessualità come normativa? Noi ragazzi possiamo veramente fare la differenza? Mostrarci come persone nella nostra normalità può realmente far cambiare idea a chi ci circonda, oppure le influenze della società e della politica sono tali da impedirci di ottenere reali risultati?

Allo stesso modo in Emanuel si può riscontrare una certa omofobia interiorizzata quando afferma di non augurare al proprio figlio di essere gay. È un modo di venire incontro al “suocero” che ha avuto difficoltà ad accettare il figlio oppure lui stesso pensa sia una condizione di quasi sola sofferenza? Anche noi ci portiamo dentro questa omofobia interiorizzata o non ci siamo mai sentiti “sbagliati”? Pensiamo che non essere eterosessuali abbia aspetti più negativi che positivi? O siamo riusciti a superare questi pregiudizi amandoci e vivendo per quello che siamo?

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/nina-amarsi-oltre-la-morte_515554.html

 

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