Notizie e approfondimenti

COMUNICATO STAMPA DI NUOVA PROPOSTA SUGLI SVARIONI APPARSI NEGLI ARTICOLI EDITI SUI SITI WWW.PAPALEPAPALE.COM E WWW.PONTIFEX.ROMA.IT

COMUNICATO STAMPA DI NUOVA PROPOSTA N.1 DEL 2012

NUOVA PROPOSTA (Donne e Uomini omosessuali e transessuali cristiani) SUGLI SVARIONI APPARSI NEGLI ARTICOLI EDITI SUI SITI WWW.PAPALEPAPALE.COM E WWW.PONTIFEX.ROMA.IT

(Roma – 21 febbraio 2011) – L’Associazione Nuova Proposta – gruppo di omosessuali cristiani operante nella Capitale da oltre 20 anni per l’accoglienza delle persone che faticano a coniugare con serenità la propria fede e la propria affettività – coglie l’occasione della pubblicazione di due singolari articoli per aiutare i siti www.papalepapale.com e www.pontifex.roma.it nel loro cammino di informazione sulle tematiche di fede e omosessualità.

 

 

“L’articolo a firma di Tea Lancellotti, apparso lo scorso novembre sul sito papalepapale.com (link: http://www.papalepapale.com/develop/il-brutto-di-bello-fede-e-ideologia-in-don-tonino-bello-parte-2/) e ripreso stamani dal sito pontifex.roma.it (link: http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/10654-don-tonino-bello-lomosessualita-questa-volta-bello-tace-lui-non-i-suoi-discepoli) – ci informa Nuova Proposta – contiene alcune imprecisioni che è opportuno rettificare:

 

  • don Tonino Dell’Olio non è il presidente, né fondatore, dell’associazione “Nuova Proposta”. E’ semplicemente uno dei relatori che, negli ultimi vent’anni, ci ha fatto l’onore di accettare un nostro invito per un incontro in qualità di membro dell’ufficio di presidenza e responsabile del settore internazionale di Libera – associazioni nomi e numeri contro le mafie.

 

  • “Nuova Proposta”, gruppo operante nella Capitale da oltre 20 anni per l’accoglienza delle persone che faticano a coniugare con serenità la propria fede e la propria affettività, non diffonde apertamente il sincretismo, in quanto è associazione di uomini e donne omosessuali che si definiscono “cristiani”, senza particolare denominazione

 

  • La “Festa dell’Amore” non è una “pesca amorosa” né una “scopata… libera” bensì una sobria serata di festa a scopo di fund raising per le attività dell’associazione, che è stata a suo tempo organizzata per san Valentino, da cui il nome della serata.

 

Qualora vogliate incontrarci per conoscerci, al dì la di ogni pregiudizio (definirci una “porcata associazionistica” non ci è parso un sintagma incoraggiante), siamo a vostra disposizione.

Nel frattempo vi invitiamo a rimuovere celermente il contenuto offensivo e lesivo dell’immagine della nostra associazione.

 

Certi di trovare accoglienza nella nostra richiesta di puntuali rettifica e rimozione, inviamo i nostri

 

 

Cordiali Saluti

 

 

 

Per informazioni:

 

Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani

cel.: 348 6031403

www.nuovapropostaroma.it

e-mail: info@nuovapropostaroma.it

20.01.2012 – da Firenze parte una lettera aperta alla chiesa italiana

 

 

 

 

 

Volentieri contribuiamo a diffondere il testo, sottoscritto anche da Nuova Proposta, della bella lettera aperta alla Chiesa italiana, scaturito da un incontro di teologi e teologhe avvenuto lo scorso 20 gennaio 2012 presso la comunità Le Piagge di Firenze,.

 

 

 

 

 

 

Chi volesse aderire a questa lettera-appello lo potrà fare a questo indirizzo alex.piagge@gmail.com oppure telefonando al numero 055373


Lettera aperta alla chiesa italiana

 

Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio ”  (Ef 2, 19)

Questa lettera nasce dopo l’incontro-invito con alcuni teologi e teologhe che abbiamo avuto nella comunità delle Piagge a Firenze il 20 gennaio scorso e al quale hanno partecipato tante persone credenti e non. Rifacendoci alla tradizione più antica della comunità credente, che per comunicare usava lo stile epistolare, anche noi abbiamo pensato di scrivere una lettera aperta alla chiesa italiana. Vorremmo fare una breve sintesi delle tante inquietudini e dei tanti desideri ed aspettative raccolte in quel contesto La trama principale delle nostre inquietudini, è espressa proprio dal testo della lettera alla chiesa di Efeso: Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio …

Abbiamo sempre pensato che questo fosse vero; abbiamo sempre pensato che la nostra condizione di donne e uomini credenti ci rendesse concittadini nella storia di tutti e familiari con il Mistero. Abbiamo sempre pensato che la nostra fede ci facesse responsabili nei confronti della vita di ogni creatura e dei difficili parti storici, sociali, economici, culturali e spirituali che la comunità umana vive da sempre. Abbiamo sempre pensato anche, che proprio perché siamo familiari di Dio, non siamo esenti dal vivere sulla nostra pelle le fatiche che ogni popolo fa per poter essere popolo degno e libero. Ma oramai, da molto tempo, ci sembra che questo non sia tanto vero, e soprattutto , con tristezza diciamo che forse nessuno ci chiede ed esige questa familiarità con il Mistero e questa solidarietà con la storia. La struttura ecclesiale infatti sembra più preoccupata a guidarci che a farci partecipare e soprattutto a farci crescere. Le nostre comunità cristiane appaiono più tese a difendere una tradizione che a vivere una esperienza di fede. Noi sappiamo come diceva Paolo alla sua comunità di Corinto,che abbiamo il diritto di essere alimentati con parole spirituali … e con unnutrimento solido (Cfr. 1Co 3, 1-2),e invece ci sentiamo trattati come persone immature, come se non fossimo responsabili delle nostre comunità, ma solo destinatari chiamati a obbedire a ciò che pochi decidono ed esprimono per noi. E proprio in questo odierno contesto storico di grande fatica ma anche di grande opportunità per tutti i popoli, e dunque anche per la nostra società italiana, sentiamo che la chiesa è  lontana da questa fatica quotidiana dell’umanità. E che quando si fa presente, lo fa solo attraverso analisi , sentenze e a volte giudizi, che non ascoltano e non rispettano le ricerche e i tentativi che comunque la società fa per essere più autentica e giusta. Ci sembrano sempre più vere le parole di Gesù nel vangelo Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle  della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito  (Mt 23, 4). Noi non vorremmo essere collusi e complici di questo stile di vita, perché come credenti concittadini dei santi e familiari di Dio, sappiamo quanto è difficile sospingere la storia verso la pienezza della vita. Sappiamo anche che è difficile essere coerenti, ma lo vorremmo essere perché la coerenza oggi, sarà possibilità di vita per tutti. Perché condividere quello che abbiamo e non il sovrappiù, curarci dalle nostre ferite interiori,separarci da tutti quegli stili di vita che invece di includere escludono e invece di far crescere recidono, non è semplice ma è possibile, soprattutto quando nasce da una ricerca comune, dove ciascuno può suggerire qualcosa, dove ciascuno può condividere la sua visione del mondo e soprattutto la sua esperienza di Dio. Ma noi non ci sentiamo sostenuti nel far questo e l’esempio che abbiamo dalla chiesa ufficiale è, la maggior parte delle volte, quello di pretendere riconoscimenti e di difendere propri interessi, immischiandosi in politica solo per salvaguardare i propri privilegi.

 Vogliamo essere popolo che cerca davvero di fare esperienza di Gesù, di quel Gesù che ispirava sogni di vita, che ispirava desideri di cambiamento. Quel Gesù che riusciva a far sognare anche chi conosceva solo disprezzo, o chi comunque veniva giudicato peggio di altri ed emarginato. Ci domandiamo come mai ci dicono di essere obbedienti al magistero senza chiederci di essere fedeli a questo sogno bellissimo di una umanità composta da ogni lingua, razza, popolo, nazione …. (Cfr. Ap 7,9). Perché ci viene chiesto di essere credenti che devono obbedire e difendere la verità e non ci dicono invece che la Verità è più grande di noi e per questo va ricercata costantemente, ovunque e con tutti? Allora è per questo che vorremmo offrirvi queste nostre riflessioni, vorremmo che la chiesa ripensasse le sue strutture di comunità, e soprattutto  la propria struttura gerarchica e i suoi rapporti con la società. Noivorremmo che si rifiutasse ogni privilegio economico e soprattutto vorremmo che l’economia delle strutture ecclesiali non fosse complice della finanza e delle banche che speculano con il denaro a scapito del sudore e del sangue di individui e intere comunità, praticando un indebito sfruttamento, non solo delle risorse umane, ma anche di quelle naturali. Queste, in breve, sono alcune delle nostre inquietudini che condividiamo con tutti i credenti, perché la Vita si è manifestata e noi l’abbiamo contemplata, vista, udita, toccata con le nostre mani … (Cfr. 1Gv 1,1-4) e di questo vorremmo rendere testimonianza. Partendo da questo primo incontro, ci impegniamo a cominciare un processo di autocritica e critica costante, per aiutarci a vivere e crescere insieme, come comunità credenti ma anche come compagni e compagne di cammino di tutti coloro che – tra evoluzioni, rivoluzioni e rivelazioni- fanno di tutto per rendere la storia più bella, solidale e giusta.

 


Il Vescovo di Ragusa sorprendentemente apre alle unioni omosessuali

Il Vescovo di Ragusa sorprendentemente apre alle unioni omosessuali

 

 

Il vescovo Urso: “Lo Stato riconosca l’unione gay”

(Da Quotidiano.net)

“Ma non è un matrimonio”: intervista al pastore di Ragusa

Il carismatico vescovo siciliano: “Sono convinto che la Chiesa debba essere una casa dalle porte aperte per tutti. Per gli immigrati, per le donne in fuga da mariti violenti, per chi è omosessuale e si sente escluso”

Il vescovo Paolo Urso assieme a Papa Giovanni Paolo II

Il vescovo Paolo Urso assieme a Papa Giovanni Paolo II

Ragusa, 11 gennaio 2012 - Se il paradiso si conquistasse costruendo chiese, i ragusani l’avrebbero già in tasca. Solo scendendo fino alla punta estrema della Penisola, si può ascoltare la sinfonia barocca della più sontuosa orchestra di luoghi sacri in Italia. La strada per arrivarci è lunga, ma ne vale la pena. Non solo chiese, non solo muri. A Ragusa è l’Estetica che trasuda dalla storia e si spande lungo il reticolato di viuzze accavallate sulla roccia di Ibla. La città antica, con le sue case brune, gialle, rosa, a picco su un’impervia distesa di ulivi, in un’arlecchinata di colori.

La Ragusa della fede ha il nome di Santa Maria delle Grazie, della Madonna dell’Idria, della Chiesa del Purgatorio. Il cuore, invece, riposa in piazza Duomo. Qui il passo si fa pendenza, gli occhi alzano il tiro e l’aria si frantuma davanti alla vertigine di San Giorgio. Il prospetto a tre ordini, tempestato di colonne, conferisce al duomo slancio e armonia. In certi casi la bellezza è un foglio bianco, non si descrive. Si ammira, in silenzio. Per secoli la città ha convissuto con la dialettica, anche aspra, tra i fedeli di San Giorgio e quelli di San Giovanni, la cui cattedrale impreziosisce la parte nuova del capoluogo. Dietro il campanilismo religioso ardevano i contrasti tra i nobili iblei e i massari sangiovannari. Da una parte, i ragusani storici, dall’altra, i cosentini, approdati a Ragusa nell’XI secolo al seguito dei normanni. Oggi quella diatriba va stemperandosi per farsi memoria condivisa, come sottolinea il vescovo Paolo Urso: “Ogni anno, il 29 agosto, giorno del martirio di San Giovanni Battista, la statua del patrono percorre le vie di Ragusa. Sangiovannari e sangiorgesi sono insieme, senza rivalità, animati da una fede sana che non cede al folklore né al devozionismo”.

Originario di Acireale, classe 1940, monsignor Urso è un uomo semplice, dai tratti garbati. Alla sera è facile incrociarlo per strada, chiuso nel suo pastrano nero. I ragusani raccontano che per tutti ha una parola di saluto e l’orecchio pronto all’ascolto. Lontano anni luce dalla figurina del vescovo ieratico, tutto incenso e anello pastorale, Urso é riuscito a entrare nelle simpatie anche di chi non crede. Sarà perché è un pastore intraprendente, sempre attento a cogliere le esigenze della gente per provare a seminare segni concreti della presenza cristiana a fianco degli ultimi.

“Sono convinto - dice – che la Chiesa debba essere una casa dalle porte aperte per tutti. Per gli immigrati, che sbarcano sulle coste di Pozzallo, per le donne in fuga da mariti violenti, per chi è omosessuale e si sente escluso”.

Monsignor Urso, lei disegna una Chiesa dalle braccia larghe. Ma a Ragusa si respira ancora una religiosità diffusa o sono rimasti solo i templi?
“La fede dei ragusani è convinta e affonda le sue radici in una formazione seria delle coscienze. In diocesi abbiamo due chiese, dove è possibile partecipare all’adorazione eucaristica perpetua, trecentosessantacinque giorni all’anno. Ad ogni ora c’è sempre qualche fedele in preghiera. È il segno di un bisogno corale di trovarsi in silenzio davanti a Gesù eucarestia”.

Una delle due chiese è quella di San Vito, nel centro di Ragusa città, che lei ha riaperto per permettere la contemplazione del Santissimo. Perché dà così importanza all’adorazione eucaristica?
“Quest’anno abbiamo intitolato il piano pastorale Educhiamoci alla libertà. Introducendo il tema, ho citato una frase di papa Benedetto XVI: ‘Se adoriamo Gesù e ci inginocchiamo davanti a lui, non dobbiamo adorare e inginocchiarci davanti a nessun potere’. L’adorazione educa l’uomo al riconoscimento dell’unico primato, quello di Dio, e spinge il fedele alla donazione di sé agli altri, come Cristo eucarestia che non ha esitato a offrire la sua vita per la salvezza di tutti, anche di chi l’ha ammazzato”.

Non crede che l’adorazione eucaristica rischi di scivolare nel devozionismo?
“È un pericolo vero, per scongiurarlo occorre unire alla contemplazione un’attenta opera di evangelizzazione. Ovvero bisogna aiutare la gente a capire come l’adorazione del Santissimo implichi una ricaduta nella vita di tutti i giorni. Il Cristo, che adoriamo nell’eucarestia, ci esorta a testimoniare nei fatti, in special modo nella carità, il Vangelo. Altrimenti i nostri sono solo sterili riti”.

Quando lei è entrato in diocesi ha subito potenziato l’attività della Caritas diocesana. State raccogliendo qualche soddisfazione?
“La nostra Caritas è una realtà molto bella e vivace. Pensa e opera per cercare di colmare i bisogni della gente. È chiaro, come Chiesa non siamo in grado – non è neanche il nostro compito – di risolvere i problemi sociali del territorio. Possiamo offrire solo dei segni di speranza”.

Come opera la struttura?
“Fondamentali sono i centri di ascolto e le parrocchie che ci permettono di toccare con mano le difficoltà delle persone. Per esempio, in questi anni siamo entrati a contatto con donne in fuga dalle famiglie, perché vittime di violenze perpetrate dai mariti o dai conviventi”.

Come siete intervenuti?
“Una parrocchia ha messo a disposizione dei locali e così é nato un centro di accoglienza per mogli o, più in generale, donne, con bambini e non, che hanno bisogno di un momento di pausa e tranquillità nella loro vita. Qui trovano quella pace smarrita in famiglia”.

Proprio a Ibla cinquant’anni fa si girò il film Divorzio all’italiana. Che cosa resta di quella Sicilia, con le mogli sottomesse ai mariti?
“L’emancipazione femminile è arrivata un po’ dovunque, anche dalle nostre parti. C’è da chiedersi, però, che tipo di emancipazione, che tipo di inserimento è reso possibile oggi alle donne. Ho l’impressione che talvolta enfatizziamo troppo le dichiarazioni di principio, mentre le scelte concrete vanno in tutta altra direzione”.

A che cosa si riferisce?
“Nella nostra società affermiamo il valore della donna in alcuni ruoli. Tuttavia, non si riesce ancora a metterle nelle condizioni di provvedere, una volta tornate a casa dal lavoro, anche alle faccende domestiche. Nel nostro tempo la donna non solo assume determinati incarichi nella vita civile, ma deve assolvere pure i compiti che già prima le erano attributi. Su di lei si caricano pesi aggiuntivi”.

Meglio rimettere indietro le lancette della storia?
“Non si tratta di negare l’eguaglianza della donna in linea di principio. Tutt’altro. Il problema è come tradurre questo valore nella vita di tutti i giorni”.

Facile a dirsi, difficile a farsi.
“Eppure il rapporto tra l’uomo e la donna, se vuole avere un futuro, deve fondarsi sulla parità. Molti drammi nascono proprio perché concretamente non si è riusciti ancora a stabilire un’eguaglianza”.

E nella Chiesa c’è parità tra Adamo ed Eva?
“Provocatoriamente direi che nessuno ha difeso la donna come la Chiesa. Basti pensare al modo in cui Gesù ha valorizzato il ruolo della donna. È a Maria Maddalena, non a Pietro, che viene dato il primo annuncio della Resurrezione. Che poi nella storia ecclesiale ci siano state pagine di arretramento sul versante dell’eguaglianza ciò fa il palo con quanto è accaduto in altre comunità”.

Si può discutere di accesso delle donne al diaconato e al sacerdozio?
“Sul sacerdozio credo che il dibattito, anche alla luce della lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis (1994), sia chiuso. Tuttavia, personalmente preferisco che la questione dei ministeri sia affrontata teologicamente e sotto il profilo storico. Chiediamo ai teologi e agli storici della Chiesa che cosa ne pensano”.

Altra emergenza, quella migratoria. Pozzallo, dopo Lampedusa e Mazara del Vallo, è il terzo polo di sbarco per gli immigrati in Sicilia: in che modo la Chiesa iblea è vicina agli immigrati che giungono sulla costa?
“A Vittoria abbiamo un centro di accoglienza per i migranti. In più, la Fondazione San Giovanni, la Caritas diocesana e alcune cooperative hanno attivato tutta una serie di progetti per offrire soluzioni di lavoro e alloggio a chi decide di fermarsi in Sicilia”.

Avete mai avuto problemi di ordine pubblico?
“No, non ci sono mai stati episodi apprezzabili, solo qualche caso isolato”.

Quali segni dei tempi si celano dietro il fenomeno migratorio?
“Innanzitutto, emerge la necessità di mettere ogni popolo nelle condizioni di poter vivere in un contesto di serenità, libertà e rispetto. I migranti sono fratelli e sorelle, che per lo più scappano dai loro Paesi, non possiamo dimenticarlo. Alla logica dei respingimenti bisogna lasciare spazio ai valori dell’accoglienza e del rispetto”.

Rispetto di chi riceve i migranti, ma anche rispetto di chi arriva in una terra straniera.
“L’azione educativa va indirizzata pure nei confronti degli immigrati. In quanto vittime di violenza, spesso queste persone non riescono a relazionarsi con gli altri se non in un’ottica di prepotenza”.

Che cosa ne pensa del reato di immigrazione clandestina, voluto dal ministro degli Interni, Roberto Maroni?
“Il reato comporta una situazione molto diversa da quella di chi è in fuga dal proprio Paese. Mettere sullo stesso piano il criminale e il clandestino è un errore sotto il profilo intellettuale, culturale e giuridico”.

Nel 2005, in occasione del referendum sulla fecondazione assistita, lei dichiarò al Corriere della Sera che sarebbe andato a votare, lasciando libertà di coscienza ai fedeli. Eppure l’allora presidente della Cei, cardinale Camillo Ruini, era stato molto chiaro nel richiamare la Chiesa all’astensione. Rifarebbe quella scelta?
“Senza dubbio la rifarei. Sono stato educato alla laicità dello Stato e al rispetto delle leggi civili. Quando il cittadino è chiamato a compiere delle scelte concrete, il compito della Chiesa è quello di offrire ai fedeli degli strumenti per decidere in autonomia e consapevolezza. Per questo ho detto alla mia gente: ‘Informatevi, documentatevi, vedete se questo tipo di soluzioni sono giuste e giudicate voi’”.

Quella di Ruini fu una mossa politica?
“È stata un’azione di strategia politica. Ma io credo che i vescovi con la politica e le sue logiche non debbano avere nulla a che fare”.

Sei anni fa il dibattito era sulla fecondazione assistita. Oggi tiene banco, specie tra i giovani, quello delle convivenze. Quale è la sua opinione?
“Il tema è molto complesso, anche perché potrebbe essere il segno di una paura di assumersi delle responsabilità. Allo stesso tempo potrebbe testimoniare una disistima nei confronti del matrimonio. In ogni caso la convivenza mi sembra un elemento di poca sicurezza”.

Davanti al quale che atteggiamento deve tenersi?
“Se il problema è la scarsa considerazione del matrimonio, come Chiesa avremo il dovere di sottolineare la bellezza e l’importanza delle nozze; se, invece, alla base c’è una paura, occorrerà spingere i giovani ad avere coraggio. Scrive Louis Sepulveda: ‘Vola solo chi osa farlo’”.

Per gli omosessuali la convivenza civile è l’unica soluzione possibile per poter vivere stabilmente una relazione. Non crede che l’Italia abbia bisogno di un riconoscimento normativo per queste situazioni?
“Quando due persone decidono, anche se sono dello stesso sesso, di vivere insieme, è importante che lo Stato riconosca questo stato di fatto. Che va chiamato con un nome diverso dal matrimonio, altrimenti non ci intendiamo”.

Siamo in ritardo sulla tabella di marcia?
“Uno Stato laico come il nostro non può ignorare il fenomeno delle convivenze, deve muoversi e definire diritti e doveri per i partner. Poi la valutazione morale spetterà ad altri”.

Per Il Catechismo cattolico l’omosessualità resta ‘oggettivamente disordinata’.
“La Chiesa fa le sue valutazioni, ma ciò non toglie che deve sempre essere una casa dalle porte aperte, anche per i gay e le lesbiche. Non va confuso il peccato con il peccatore”.

Proprio nel solco di un impegno al rispetto e alla valorizzazione di tutte le componenti ecclesiali può leggersi la sua scelta di collocare al vertice di molteplici uffici della Curia di Ragusa dei laici. Che cosa l’ha spinta a questa scelta, abbastanza inedita nella Chiesa italiana?
“Ci sono ambiti nei quali i laici acquisiscono delle competenze particolari che possono essere d’aiuto all’azione della diocesi. Per questo ho affidato ai laici la responsabilità della Pastorale giovanile, delle Comunicazioni sociali, della Caritas, della Pastorale sociale del lavoro e della Consulta delle Aggregazioni laicali”.

Implicitamente il suo è anche un modo per fronteggiare l’emergenza lavoro nella provincia. Secondo gli ultimi dati della Cisl, l’occupazione a Ragusa, tra i ragazzi di età compresa fra i 15 e i 24 anni, è scesa nel 2009 al 17,7% (nel 2007 era al 31%), Che segni offre la diocesi sul versante dell’avviamento al lavoro delle nuove generazioni?
“Stiamo pensando di realizzare a Ibla, in un antico convento, un centro enogastronomico del Mediterraneo. Sostanzialmente si tratta di una scuola di alta cucina, con annesso un ristorante. Abbiamo già restaurato i locali per gli alloggi. In questo centro i ragazzi potranno avere una formazione enogastronomica di livello, restando nella loro terra e guadagnandosi il pane lavorando. Dobbiamo capire che, quando un ragazzo va via di casa, il territorio si impoverisce”.

Uno dei volani per l’economia ragusana potrebbe essere l’aeroporto civile di Comiso. Inaugurato nel 2007 dall’allora ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, non è mai entrato in funzione.
“Spero che possa finalmente decollare nel vero senso della parola. E nel più breve tempo possibile. È sotto gli occhi di tutti l’urgenza di un aeroporto nella nostra provincia. La popolazione ci spera, così come si augura che possa essere costruito un raccordo stradale migliore tra Ragusa e Catania”.

Vent’anni fa la base missilistica di Comiso fu al centro di forti contestazioni pacifiste. Che ricordo ha di quel periodo, segnato da scontri e incomprensioni tra la Curia e quei giovani – anche cattolici – soprattutto quando il suo predecessore, monsignor Angelo Rizzo, impartì la benedizione alla cappella della struttura militare?
“Allora non ero nel Ragusano, ma non mi trovavo neanche troppo lontano. Ricordo quel periodo come un momento particolarmente doloroso per la diocesi in quanto si crearono all’interno del mondo ecclesiale posizioni diversificate. Per sanare la ferita, nel 2005, ho chiesto ed ottenuto, da Pax Christi e dalla Conferenza episcopale italiana, di far partire proprio dalla base di Comiso la marcia nazionale per la pace”.

Che cosa voleva indicare?
“Il nostro intento era quello di far vedere come fosse possibile trasformare strumenti e luoghi di morte in strumenti e luoghi di pace e crescita civile”.

Missione compiuta?
“A distanza di anni ho ancora amici di Bolzano che mi telefonano per ringraziarmi di quella marcia. Posso dire che è stata un’occasione molto bella: noi siciliani siamo di nostro accoglienti e anche in quel frangente riuscimmo ad imbastire uno straordinario evento di condivisione per chiedere al Signore il dono della pace”.

di Giovanni Panettiere

 

Petizione di Amnesty per Jean-Claude Roger Mbede

Carissimi tutti!

Amnesty International ha lanciato un’azione che durerà due settimane e che ci mobiliterà in favore di Jean-Claude Roger Mbede, un prigioniero di coscienza camerunense, arrestato a causa del suo orientamento sessuale reale o presunto.

 

Siamo qui quindi per chiedervi se vorrete sostenere la petizione e dare spazio sui vostri siti, o dove lo riterrete opportuno, all’azione on line.

 

Di seguito potete trovare maggiori informazioni:

 

“Dal 3 al 17 dicembre Amnesty International organizza “Write for Rights – una lettera per i diritti umani”, una maratona mondiale a cui ogni anno prendono parte milioni di persone in oltre 50 paesi nel mondo! Sarà il nostro modo per festeggiare l’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (il 10 dicembre), in un anno per noi speciale, quello del nostro 50° anniversario.

 

Da ormai dieci anni, durante la settimana del 10 dicembre, AI Italia si mobilita insieme a diverse altre sezioni di AI nel mondo per far sentire la nostra voce in difesa di prigionieri di coscienza, difensori dei diritti umani, vittime di sparizione forzata, condannati a morte e persone che hanno subito e ancora subiscono processi iniqui, torture, sgomberi forzati o che non hanno accesso a diritti fondamentali. La maratona ha l’obiettivo di raccogliere firme per cinque casi di violazione dei diritti umani. Tra i cinque casi per i quali quest’anno si mobiliteranno milioni di persone in tutto il mondo, c’è anche Jean-Claude Roger Mbede, un prigioniero di coscienza camerunense.

 

Jean-Claude Roger Mbede è uno studente di 31 anni e sta scontando una condanna a tre anni di carcere in Camerun esclusivamente a causa del suo orientamento sessuale, reale o presunto. È a rischio di attacchi omofobici e maltrattamenti durante la detenzione.

 

È stato arrestato il 2 marzo 2011 da funzionari della Segreteria di stato per la difesa, mentre si trovava con un uomo di sua conoscenza. L’uomo aveva mostrato i messaggi ricevuti da Jean-Claude alla polizia, informandoli che stava per incontrarlo.

 

Dopo il suo arresto, Jean-Claude è stato detenuto per sette giorni prima di essere accusato di omosessualità e di induzione all’omosessualità secondo la sezione 347bis del codice penale camerunense, che afferma che “chiunque abbia rapporti sessuali con una persona dello stesso sesso è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con una multa da 20.000 a 200.000 franchi” (tra i 25 e i 250 euro circa). Il 28 aprile è stato riconosciuto colpevole e condannato a tre anni di carcere.

 

Ora si trova nel carcere centrale di Kondengui dove le condizioni di detenzione sono difficili a causa di un grave sovraffollamento, scarsi livelli di igiene e carenza di cibo. Jean-Claude è inoltre a rischio di attacchi omofobici e maltrattamenti.

 

Il 3 maggio, Jean-Claude Roger Mbede ha presentato un appello contro la sentenza. Tuttavia, l’autorità giudiziaria non ha messo a disposizione del suo avvocato una copia della decisione del tribunale, e non è stato pertanto possibile presentare un appello completo e formale contro la condanna. Inoltre in Camerun spesso passano diversi anni prima che le udienze di ricorso abbiano luogo, quindi la maggior parte dei prigionieri sconta la pena prima dell’appello.

 

È molto importante raccogliere il più alto numero possibile di firme per Jean-Claude. Il link per firmare l’appello è:

http://www.firmiamolitutti.it/camerun-lgbt

Sullo stesso sito, oltre a firmare l’appello sarà possibile realizzare una cartolina virtuale di solidarietà che avremo cura di inviare a Jean-Claude al più presto per sostenerlo durante la sua permanenza in carcere”.

 

Grazie a tutti!

La conferenza stampa di Monsignor Gaillot e di Padre Antonio Maione al Teatro Tasso

Vogliamo una chiesa libera, allegra e democratica…

Solo chi è veramente libero da tutte le sue paure può parlare di libertà. Se si superassero le paure e si uscisse dal caldo nido della propria individualità allora, unendo le proprie forze a quelle degli altri, si potrebbero combattere le ingiustizie. Ma parlare liberamente implica spesso la perdita dei propri interessi, del proprio posto. Ed è esattamente quello che è accaduto a Mons.Gaillot, ex-Vescovo della diocesi di Evreux, da sempre al fianco degli esclusi: i poveri, gli emarginati, gli extracomunitari, i disoccupati, gli ammalati di AIDS.

Non l’affianco inteso nell’accezione religiosa del termine dove l’aiuto, spesso solo spirituale, viene dato da un sacerdote rassicurante che sorride benevolmente, ma quello vissuto spalla a spalla con l’escluso. Dall’ascolto del diverso nasce così il “caso Gaillot”. Il vescovo si pronuncia contro la derivazione teologica del celibato, lotta contro l’AIDS e contro la posizione della Chiesa in materia di contraccezione, si impegna contro il razzismo e, nonostante i richiami, contro l’esclusione dei divorziati. Per questi contrasti ideologici, il 13 gennaio 1995 il Vaticano emette un laconico comunicato che solleva il vescovo dal governo pastorale della sua diocesi e lo trasferisce nella sede titolare vescovile di Partenia che, però, non esiste in nessun luogo.

Ma padre Gaillot non si arrende e continua il suo operato su un raggio d’azione più vasto perché può essere dappertutto. Molti hanno condannato la Chiesa per questo ed altri hanno urlato allo scandalo. Ma lo scandalo, forse, non è perché il vescovo incarna pienamente i propositi del Vangelo ma perché, come vescovo, ha pensato, ha agito da solo e senza il parere del Concilio. In una conferenza tenuta a Napoli presso il Teatro Tasso sul tema della Libertà, il vescovo francese, con padre Antonio Maione, anche lui “sulle barricate” da circa trent’anni, ha cercato di sottolineare gli aspetti fondamentali della evangelizzazione intesa come liberazione dell’uomo.

La conferenza è stata organizzata dall’Associazione Partenia che si schiera dalla parte degli emarginati e le “pietre scartate”: non tolleriamo una Chiesa gerarchica e monarchica che tende ad annullare la collegialità dei vescovi, vogliamo migliorarla – dice la vicepresidente Assunta Berardinelli -”la Chiesa deve cambiare ed i cambiamenti vengono dalla società, dalla cultura che vogliamo diffondere ma in libertà”. “Parlare di liberazione – riprende padre Antonio Maione – è essenziale, se alla Chiesa si toglie il messaggio di liberazione dell’uomo non ha più motivo d’esserci; se sposa i motivi di oppressione tradisce il proprio messaggio”. Essere Vescovo in linea con la Chiesa non è facile oggi, soprattutto per la propria coscienza: ” Ho tentato di essere fedele allo stesso tempo alla Chiesa, al Vangelo e alla gente con cui vivevo – dice Mons.Gaillot – però sono stato messo da parte, Non sono contro la Chiesa, che è la mia famiglia, ma poiché la democrazia è all’ordine del giorno, la Chiesa non può sfuggire e si deve confrontare con essa”.

Ben venga allora una Chiesa democratica e perché no? anche più allegra, come quella di padre Maione “il rivoluzionario”: amiamo il suo operato ed il suo Vangelo che ci libera e ravviva – spiega Concetta De Rosa, insegnante – la chiesa tradizionale è triste e ci opprime con i suoi riti ripetitivi ed il ricatto permanente.. Domenica mattina Mons.Gaillot ha celebrato la messa con padre Antonio Maione nell’Istituto delle suore in via Luigi Settembrini, C’era una marea di persone attratte dall’insolito tandem di “pastori”. E dopo il monsignore non ha voluto mancare all’appuntamento con la gente comune nella Galleria Principe di Napoli, dove ogni domenica Antonio Maione e il suo gruppo di fedeli fanno ed offrono il caffè ai passanti. Sì, domenica mattina c’era un monsignore ad offrire e bere il caffè e a parlare di Fede e di Libertà.

Fonte:

Alessandra Ritondo de LA CITTA’

Il Vaticano licenzia un teologo tedesco

BERLINO – Espulsione con dibattito teologico.

O forse con piccolo spionaggio nei bar gay di Colonia.

David Berger è un giovane teologo conservatore tedesco. Un emergente, molto stimato. Ha 42 anni, come prima attività insegna al Villa-Gymnasium di Erftstadt, scrive, fino a poco tempo fa ha diretto una rivista e, attività di grande prestigio, dal settembre 2003 è Professor correspondens della Pontificia Accademia San Tommaso d’Aquino in Vaticano. Pardon, lo era.

Il presidente dell’Accademia, monsignor Lluis Clavell, un affiliato all’Opus Dei, nei giorni scorsi lo ha esonerato dall’insegnamento. Licenziato perché è omosessuale dichiarato.

A rendere interessante il tutto è il fatto che in queste ore in Germania si è aperta una discussione: Berger è omosessuale solo come orientamento, quindi forse non licenziabile, oppure anche nei comportamenti concreti, quindi peccatore? Nel clima creato dagli abusi sessuali scoperti nei mesi scorsi in Germania, in aprile Berger decise di scrivere un articolo per il quotidiano «Frankfurter Rundschau». «Non potevo più tacere», spiegò, a sentire alcuni prelati collegare le violenze con l’omosessualità di chi le aveva compiute.

Dopo avere assistito a un dibattito televisivo particolarmente aspro, decise di agire. Si dimise da direttore della rivista conservatrice «Theologisches» e in un articolo disse apertamente di essere gay. Aggiunse che le posizioni della Chiesa cattolica sull’omosessualità erano «ipocrite e bigotte» e che «nel cattolicesimo c’è un aumento delle tendenze omofobiche». Tre mesi dopo, monsignor Clavell gli ha fatto sapere che non potrà più insegnare all’Accademia San Tommaso. Il prelato dice di avere appreso dell’ammissione di Berger con «profondo dolore e orrore» e che la sua posizione «su un punto dell’insegnamento della Chiesa» non gli permette di rimanere nell’Accademia.

Il giovane teologo sostiene invece che il Catechismo del 1992 vieta strettamente ogni atto di omosessualità, ma aggiunge che le persone omosessuali devono «essere accettate con rispetto, compassione e sensibilità» e non vanno trattate ingiustamente. Nessuno conclude gli ha però chiesto se egli abbia praticato la sua sessualità. Il punto sollevato da Berger potrebbe aprire un dibattito teorico interessante, differenziando tra sentimento e pratica. Al momento, però, la discussione è meno raffinata. Il sito-web di destra Kreuz.net è entrato in campo allo scopo di dimostrare «la doppia vita da omosessuale» di Berger. Il sito chiede se il giovane teologo avrebbe preferito che Clavell «ingaggiasse un investigatore privato».

Aggiunge che «Berger vive con un uomo in un appartamento di Colonia», su Facebook ha molti amici omosessuali e «sta sprofondando in un ambiente gay». Finale più politico: Kreuz.net domanda all’arcivescovo di Colonia, cardinale Joachim Meisner, come possa continuare a sopportare nella sua diocesi un insegnante di religione omosessuale. Sottinteso: se un teologo cattolico è gay, non può lavorare.

Fonte: Corriere della Sera

La bibbia non va mai presa alla lettera!

I veri teologi, con la padronanza del testo e il dono della parola, sanno che la bibbia è stata scritta anni e anni fa, per cui bisogna sempre tener conto dell’epoca attuale e interpretarla quando si legge il testo sacro.

Tempo fa un noto religioso, dalle onde radio di Radio Maria, ha risposto ad un ascoltatore che l’omosessualità è un abominio e non può essere tollerata in nessun caso, perché a dirlo è la bibbia (Levitico, 18,22).

Questa è la corposa controrisposta di un ascoltatore:

Lettera del 16 maggio 2009

Caro sacerdote, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore.

Ho imparato davvero molto dal suo programma, e ho cercato di condividere tale conoscenza con più persone possibile.

Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio.

Fine della discussione.

Però, avrei bisogno di alcuni consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.

- Vorrei vendere mia figlia come schiava, come prevede Esodo 21:7.

Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?

- Quando do fuoco ad un toro sull´altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Levitico 1.9).

Il problema è con i miei vicini. Quei blasfemi sostengono che l´ odore non è

piacevole per loro. Devo forse percuoterli?

- So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Levitico 15:19-24).

Il problema è: come faccio a chiederle se ce le ha oppure no? Molte donne s’offendono.

- Levitico 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere.

Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?

- Un mio vicino insiste per lavorare di sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte.

Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?

- Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un abominio (Levitico 11:10), lo è meno dell’omosessualità.

Non sono d´accordo. Può illuminarci sulla questione?

- Levitico 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all´altare di Dio se ho difetti di vista.

Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere … La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c´è qualche scappatoia alla questione?

- Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Levitico 19:27).

In che modo devono esser messi a morte?

- Nel Levitico 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri.

Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?

- Mio zio possiede una fattoria. E´ andato contro Levitico 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. È proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Levitico 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?

So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondermi a queste semplici domande.

Nell´occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che i comandamenti sono eterni e immutabili.

Sempre suo ammiratore devoto..”

ed

Gli omosessuali hanno diritto ad una famiglia

Il parroco del quartiere popolare dell’Albergheria chiede alla gerarchia Vaticana di rivedere le sue posizioni: “Bisogna avere rispetto per gli omosessuali perché quello che conta è l’amore, loro amano al pari degli etero.

E dove c’è amore c’è Dio!” e continua “Gli omosessuali sono persone normali, non errori di natura o dei malati. Sono persone che hanno tutto il diritto di amare e di essere amati e in quanto tali di formare delle famiglie”.

A parlare è padre Cosimo Scordato, parroco della chiesa San Francesco Saverio da uno dei quartieri più poveri di Palermo.

Il religioso, intervenuto alla presentazione del progetto “Prospettiva Queer”, non è nuovo a simili prese di posizioni: è stato, infatti, in prima fila negli anni Ottanta quando ha fondato il “Comitato popolare antimafia” a Casteldaccia (Palermo); ancora sull’onda del caso di Eluana Englaro ha organizzato in chiesa un referendum per fare decidere all’assemblea ecclesiale l’orientamento della comunità sulla sospensione della nutrizione in questo e in altri casi simili.

“E’ un tema che la Chiesa ai più alti livelli (…) L’omosessualità non è, quindi, un peccato contro naturà…”, né un elemento di disordine. Conta la persona con la sua capacità di amare e in quanto tale deve essere rispettata”: per padre Scordato è la persona, infatti, che qualifica la dignità umana. La sua parrocchia di San Saverio ospita anche la sede dell’Agedo (associazione genitori di omossessuali).

Fonte: Conferenza di Prospettiva Queer

Intervista di Andrea Panerini a Paolo Ricca

Paolo Ricca (Torre Pellice, 1936) è uno dei massimi teologi italiani. Ha insegnato dal 1976 al 2002 Storia della Chiesa alla Facoltà valdese di Teologia. Consacrato pastore della Chiesa valdese nel 1962, ha esercitato il ministero pastorale nella Chiesa valdese di Forano (1962-66) e di Torino (1966-76). Per conto dell’Alleanza riformata mondiale ha seguito il Concilio Vaticano II come giornalista accreditato, redigendone un commento teologico diffuso in diverse lingue. Insegna tuttora, come professore ospite, presso il Pontifico Ateneo Sant’Anselmo di Roma. È stato per 15 anni membro della Commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese con sede a Ginevra. Ha lavorato in diversi organismi ecumenici. In Italia collabora regolarmente al lavoro Segretariato Attività Ecumeniche (SAE). È stato per due mandati presidente della Società Biblica in Italia. Nel febbraio del 1999 ha ricevuto un dottorato honoris causa in teologia dall’Università di Heidelberg e nel 2008 il «Predigtpreis – Kategorie Lebenswerk» del Verlag für die Deutsche Wirtschaft AG. Dirige, per la casa editrice Claudiana di Torino la collana «Lutero. Opere scelte».Panerini: In quale occasione ha avuto modo di incontrare per la prima volta – durante il suo ministero pastorale – una persona omosessuale?
Ricca: Se ricordo bene tutto, l’incontro che più mi ha impressionato e mi ha obbligato a prendere coscienza della realtà omosessuale è quello con una persona che negava di essere gay, che non voleva essere omosessuale. Per questo motivo si era sposato, aveva avuto cinque figli, fedele – a suo dire – a sua moglie, ma giunto in una età più matura della sua vita personale non poté fare a meno di prendere visione di questa sua identità omosessuale, una disposizione che egli aveva sempre negato ma che alla fine ha prevalso e non poteva più essere rimossa. Mi chiese, ricordo, che cosa avrebbe dovuto fare, se dichiararsi alla famiglia e abbandonarla fisicamente, uscire dall’equivoco oggettivo che egli stesso aveva creato per essere se stesso, oppure se lo consigliavo di continuare a fingere di essere quello che non era.P: E alla fine cosa gli rispose?
R:
Gli consigliai di continuare a fingere considerando il danno probabile in senso affettivo e psicologico che avrebbe provocato a lui stesso e alla famiglia: sarebbe stato maggiore il danno del sacrificio che egli avrebbe dovuto fare contro se stesso continuando ad apparire quello che non era. Non fu un consiglio facile e può apparire assai criticabile ma non era una relazione pastorale facile.
P: Quando si colloca questo episodio?
R:
Questo contatto è accaduto all’inizio degli anni ottanta, accadde perché questa persona legge la prefazione del volume Omosessualità e coscienza cristiana da me curato ed edito dalla Claudiana nel 1976 e mi scrive. Credo abbia seguito il mio consiglio, ho poi conosciuto personalmente lui e la famiglia. L’omosessualità non è un capriccio, l’ho capito in quella circostanza, non è esperienza tra mille altre ma qualcosa di più profondo, una condizione esistenziale. Non so se è così per tutti e sempre, ma questa esperienza mi ha molto segnato in questo senso.
P: Secondo lei la persona omosessuale fa parte della “creazione buona” di Dio, quella di Genesi 1? E’ un tema teologico che appare oggi dirimente…
R: La “creazione buona” di Dio non esiste più né per la coppia eterosessuale né per quella omosessuale. La creazione geme ed è in travaglio, questa dimensione di una bontà perduta non va mai dimenticata. Questo spiega perché è così difficile il rapporto tra i sessi, è un miracolo sempre più evidente il fatto che una coppia resista nel tempo. Detto questo in generale, considero che Dio ha creato la coppia maschio e femmina quindi penso – mi rendo conto che sono affermazioni discutibili – che nella creazione di Dio la coppia eterosessuale abbia un posto centrale.
P: Se la coppia eterosessuale è centrale, come si devono porre coloro che sono fuori da questa?
R:
La creatura umana è innanzitutto una persona. Ogni persona è sessualmente determinata (maschi e femmine) ma ciò non vuol dire che soltanto nella coppia normata eterosessuale l’uomo è se stesso. Ci sono molte persone che non si accoppiano affatto oppure seguono schemi non classici. La centralità dualistica maschio/femmina non cancella affatto l’essere umano e la sua dignità a prescindere dal resto. L’omosessualità è un fatto: è un fatto che un certo numero di persone vivono la propria sessualità e la propria affettività in relazione al proprio sesso invece che in relazione al sesso opposto e per una condizione esistenziale non eliminabile. Sono persone come tutte le altre, questo fatto non è – secondo me – moralmente diverso dal rapporto eterosessuale. E’ anche possibile che una persona omosessuale guardi alla mia eterosessualità nello stesso modo. Il rapporto omosessuale è un fatto che da un punto di vista morale è sullo stesso piano di quello eterosessuale. Vizi, virtù, depravazioni, amore, egoismo sono nella stessa misura consustanziali sia per gli etero che per gli omosessuali.
P: La Bibbia ha smesso di avere problemi ermeneutici sulla questione gay? Oppure se ne pongono sempre di nuovi?
R:
La Bibbia, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, condanna l’omosessualità. E’ bene dirlo con molta chiarezza e sincerità. Tutte le interpretazioni, anche molto fantasiose, per cui l’omosessualità di cui parla la Bibbia non è quella di cui parliamo noi, mi sembrano fragili a livello esegetico e improbabili. Se passasse questa impostazione vorrebbe dire che la Bibbia non riesce più a dire nulla in definitiva: sono quindi contrario a queste impostazioni pur rilevando la buona fede di chi le propugna.
P: Ma quali radici ha questa condanna biblica?
R:
Principalmente sono due. In primo luogo la prospettiva della procreazione è congenita all’idea della coppia e della sessualità. Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi» (Genesi 1,28) Dio benedice la coppia affinché procrei e questo passo è molto più significativo anche delle condanne del Levitico e di altri versetti. Il rapporto omosessuale era ed è sterile a livello procreativo e da questo punto di vista contraddiceva quella che era sentita come una finalità primaria della sessualità. In secondo luogo, la Bibbia non poteva immaginare che l’omosessualità potesse essere una condizione ma gli autori biblici pensavano si trattasse di una scelta e che questa scelta di vizio volesse contraddire la legge divina. Giochi una partita che non è la tua, questa è l’idea di fondo dei testi biblici. Oggi sappiamo che molti omosessuali sono in una condizione innata, per loro è naturale essere gay come per me è naturale essere etero, superando le vecchie definizioni aristoteliche. Nella misura in cui la condanna della Bibbia è legata a questi fattori, l’ermeneutica non può non tenerne conto: la condanna biblica cade perché le ragioni alla base di essa non sussistono più. La rivendicazione ideologica della scelta dell’orientamento sessuale crea problemi evidenti con il testo biblico ma questa impostazione mi pare minoritaria nelle chiese e nella società. Se la visione tolemaica non regge più anche questa concezione non regge, è ovvio. Non deve essere negata la condanna biblica: deve essere spiegata.
P: Lo scorso Sinodo valdo-metodista ha approvato un documento che autorizza nelle comunità le benedizioni delle coppie dello stesso sesso. Quale è la sua posizione in merito? E’ stata una scelta affrettata o ben ponderata?
R:
Si poteva fare certamente con meno fretta e considero negativa la decisione del Sinodo per la stessa causa delle persone omosessuali oltre che per la chiesa. Ovviamente di questo tema se ne è parlato per anni attraverso i piccoli gruppi di omosessuali credenti con un loro apporto importante e anzi fondamentale. Il Sinodo ha preso una decisione nel permettere la benedizione delle coppie omosessuali e questa decisione avrebbe dovuto essere preparata da una riflessione serena sia a livello teologico che a livello delle comunità locali, non solo un pronunciamento ma il porre delle domande alle chiese per giungere ad alcune risposte fondamentali.
P: E’ sembrato che il Sinodo abbia “deciso di non decidere” e lasciato discrezionalità alle chiese locali…
R:
Esattamente, bisognava con calma prendere una decisione preparata dal sentire comune delle comunità stesse. Non è stato fatto. Di per sé le chiese non si sono mai pronunciate, arriva il Sinodo e dà semplicemente il disco verde alle chiese locali che hanno coppie che vogliono essere benedette e quindi è la chiesa locale che decide. Il Sinodo ha demandato la responsabilità del decidere alle comunità, con una procedura che è congregazionalista e non sinodale e per me questo è stato molto sbagliato al di là del merito.
P: Condivido questa sua analisi ecclesiologica che ha minato la decisione sinodale. Ma sul merito della questione cosa pensa?
R:
Si è parlato di benedizioni alle coppie gay senza chiarire cosa è una benedizione e senza chiarire la differenza teologica – alla luce di Genesi 1 – tra una coppia etero e una coppia omo. Sono benedizioni diverse con significati diversi: nella benedizione etero c’è la componente della procreazione che non può essere il centro di quella gay. Queste differenze dovevano essere chiarite, ma ci vuole tempo, riflessione e serenità e chi è stato all’ultimo Sinodo sa benissimo che tutto questo è mancato. La decisione sinodale è stata adottata per l’insistenza di alcune “lobby” che per fortuna non rappresentano a mio parere la totalità né probabilmente la maggioranza dell’autentico mondo degli omosessuali credenti, ma hanno trasformato la discussione in una parola manichea. “O con noi o contro di noi”. Questa lobby ha spinto la Commissione d’Esame a precedere con una fretta irragionevole invece di porre serenamente delle domande. Il consensus fidei è mancato e pertanto, ripeto, la mia valutazione è negativa. Nel merito dell’opportunità in sé di benedire le coppie omosessuali sono possibilista: non mi pare una cosa né sbagliata né irragionevole che la chiesa riconosca l’amore che c’è tra due persone. Ma per questo, appunto, la chiesa deve sapere quello che fa e lo deve spiegare chiaramente. Il mio timore è che la causa omosessuale sia stata gravemente danneggiata e non aiutata da questi accadimenti.P: E’ anche la mia opinione, a dire il vero. E’ davvero incompatibile un patto tra chiesa valdese e alcune chiese pentecostali con la dignità delle persone omosessuali? E’ possibile una sintesi etica?
R:
Non parlerei di sintesi perché l’etica può essere dialettica. L’etica cristiana è un’etica di libertà. Questa libertà va sempre coniugata con la legge dell’amore. Anche per la questione omosessuale una chiesa matura dovrebbe affrontare il tema tenendo conto di queste due leggi fondamentali: libertà e amore. La condizione fondamentale perché ci sia armonia tra le chiese storiche e quelle pentecostali su questo tema è che l’omosessualità non sia considerata un peccato in sé. Altrimenti mi sembra difficile la dialettica: il peccato va combattuto e superato non posto dentro una logica dialettica. La condizione etero e quella omosessuale devono entrare in un dialogo che le rende compatibili e in una coesistenza pacifica. Credo che questo sia possibile a condizione di superare la soglia dell’idea che l’omosessualità in sé sia peccaminosa e superando una certa lettura fondamentalista.
P: Alcune reazioni spropositate e certi atteggiamenti ideologici anche da parte di omosessuali possono creare problemi nei rapporti con molti cristiani?
R: Sicuramente sì. Può accadere ed è accaduto anche nelle nostre chiese. E questo non risponde alla fraternità cristiana. Sicuramente i fratelli e le sorelle omosessuali hanno sofferto moltissimo nel corso della storia ma non è ora ponendo veti ad altri che dimostrano il loro essere cristiani: prima di essere omosessuali per me sono fratelli e sorelle in Cristo e mi auguro che tutti se ne ricordino sempre.
P: Per concludere un saluto ai soci e ai simpatizzanti dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva”…
R:
So che è una associazione che è sostenuta da molti eterosessuali e che non è un ghetto creato come autodifesa. So anche che fa molte iniziative lodevoli e mi sono fatto l’idea che sia un’associazione apprezzabile sia perché immagino che i gay come gli etero abbiano i loro problemi e bisogno di associarsi, di lavorare insieme perché c’è molto da fare sia nelle chiese che nella società per quella coesistenza pacifica, nel rispetto e nell’interpellanza reciproca, di cui parlavamo prima. La vostra associazione è uno spazio di dialettica non ideologica utile a tutti, a mio avviso.Intervista a cura di Andrea Panerini dell’associazione fiumi di acqua viva

Sono le donne le colpevoli degli stupri!

Sono le donne le colpevoli degli stupri perchè indurrebberò in tentazione i loro stupratori! E aggiunge, senza mezzi termini, il Monsignor Arduino Bertoldo “Fanno più vittime dei preti pedofili!”

Quindi secondo, il vescovo di Foligno, le donne non possono mostrare la propria femminilità perché potrebbero indurre al peccato.
Non siamo nei meandri del cinema comico del compianto Monicelli “Bertoldo, Bertoldino e cacasenno” e non uscirà nessun personaggio dalla penna di Giulio Cesare Croce o il fantasma di Ugo Tognazzi a dirci che è uno scherzo: siamo di fronte ad affermazioni ufficiali.
Dopo le ultime sull’aborto che crea più vittime dei pochi preti pedofili e le dichiarazionii sconcertanti contro Nichi Vendola “…Ora non dico che Berlusconi meriti un premio e la sua condotta é quanto meno superficiale e contraria ai doveri del cattolico, magari si pentirà e confesserà. Ma che alla fine giudizi etici li debba dare Vendola, siamo alla frutta”.
Ossia?: ” Vendola chiede a Berlusconi di cambiare stile di vita. ma lui si é guardato? Almeno Berlusconi nel peccato, non offende la regola naturale, segue la natura. Vendola offende sia il peccato che la natura e dunque sta messo molto, ma molto peggio e taccia…”, ecco un altro tassello importante sulla nuova concezione della chiesa moderna nei confronti di stupro, omosessuali, pedofili e prostituzione minorile.
ed

L’intervista a Andrea a Caterpillar (10 giugno 2011)

CONVIVENZA 5 e 6 marzo/16 marzo INCONTRO

"Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi"

Le persone omosessuali cristiane in cammino verso accoglienza e riconciliazione

"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri".
Carissimi, continuando con il nostro programma, vi invitiamo a vivere con noi le prossime tappe!


Sabato 5 (con inizio alle ore 12) e domenica 6 marzo (con termine previsto alle ore 17) appuntamento con una convivenza organizzata insieme al Gruppo La Sorgente.
Quest'anno, infatti, i gruppi romani celebrano i loro 20 anni di cammino e nel solco dei festeggiamenti hanno pensato di organizzare assieme anche una due giorni di incontro.

Per info e per consentire la buona riuscita dell'incontro serve inviare al più presto la propria adesione a Franco  franck2001it@yahoo.it.

Sarà un'importante occasione per conoscerci, ristorarci alla Fonte della Parola e condividere il nostro vissuto.
Mercoledì 16 marzo, invece, alle ore 20.30, a Roma, in via Marianna Dionigi 59, quinto appuntamento con il ciclo di incontri di condivisione "Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza" per consentire a chi ne ha bisogno di recuperare l'autostima e l'autoaccettazione come supporto fondamentale per amare gli Altri e riscoprire il volto di Dio come P adre Misericordioso.

Titolo dell'incontro: "Istruzioni di volo: liberarsi di ciò che ingombra e partire!".
Vi preghiamo di aiutarci a diffondere la notizia di questo ciclo di incontri a vostri amici e conoscenti che pensate possano trovarne giovamento!
Vi aspettiamo!

Lo Staff di Nuova Proposta

Berlusconi contro i gay al congresso dei cristiani riformisti

Berlusconi colpisce ancora! Al congresso dei cristiani riformisti il premiere tuona: “Le unioni gay non saranno mai equiparate al matrimonio e le adozioni non saranno mai permesse alle coppie gay e ai single in questo governo!”

Poi spara a zero sulla scuola pubblica in cui non verrebbero impartiti i valori della famiglia: colpevoli gli insegnanti. Conclude dichiarando: “I comunisti si sono trasformati in laburisti in Inghilterra, in socialdemocratici in Germania e sono rimasti comunisti in Italia, per questo sono ancora in campo.”.
Dopo il decreto mille proroghe, passato alla camera con una maggioranza risicata in cui si aumenta di un euro il biglietto del cinema, si aumentano le tasse regonali, specialmente, per le regioni vittime di catastrofi naturali, i tagli alla ricerca oncologica e alla SLA, Silvio Berlusconi se la prende con i gay e promette un Bunga Bunga finale.
L’arcigay ribatte tramite il presidente nazionale Paolo Patane: “Berlusconi regala al paese intero una mossa meschina che cerca di riconquistare un elettorato cattolico disgustato da mesi di scandali e storielle più o meno spregevoli, attraverso l’ennesimo uso spietato delle vite e degli amori delle persone omosessuali e transessuali.”
Per il MOS “Ma davvero un cattolico rigidamente legato alla dottrina della Chiesa può ascoltare un pluridivorziato e corruttore di minorenni?”
Enrico Oliari, presidente di GayLib dichiara con forza: “La coppia omoaffettiva, con diverse forme, è realtà riconosciuta in tutta Europa Occidentale, ma ormai siamo stati superati dai paesi dell’America Latina e persino dal Sudafrica. Possibile che l’Italia di Berlusconi sia fanalino di coda in questo campo?”.
Infine Franco Grillini aggiunge: “Berlusconi fa il moralista, ed è come se gli impiegati di una banca prendessero lezioni di sicurezza da un rapinatore!
ed

L’OPL protesta contro Monsignor Rigon

L’ Ordine Psicologi Lazio risponde alle dichiarazioni di Monsignor Rigon: “Siamo davvero sconcertati e preoccupati – afferma in una nota Marialori Zaccaria, presidente dell’Ordine – che da uno scranno così alto vengano riproposte teorie che non hanno alcun fondamento scientifico e che considerano l’omosessualità una malattia. Ancor più ci ha colpito il tono offensivo e irrispettoso dell’intervento di Mons. Rigon, che ha usato parole quali “estirpare” o “incancrenire”, quasi a gettare una luce oscura sull’omosessualità, avallando, di fatto, una cultura omofobica, purtroppo ancora radicata in una parte autorevole del mondo della Chiesa e nel Paese”.

Zaccaria ricorda che “… Nel manifesto contro le terapie riparative che abbiamo sottoscritto viene evidenziato che ‘la persona omosessuale che chiede di essere “”guarita”" va ascoltata e aiutata a capire le ragioni della sua difficoltà ad accettarsi, ma non va ingannata con la promessa di terapie miracolistiche prive di efficacia dimostrata…”.Aggiunge anche che “… Le ‘terapie riparative’ e ogni teoria filosofica o religiosa che pretenda di definire l’omosessualità come intrinsecamente disordinata o patologica, non solo incentivano il pregiudizio antiomosessuale, ma screditano le nostre professioni e delegittimano il nostro impegno per l’affermazione di una visione scientifica delle omosessualità.”.

Fonte: Gay.it

Obma patrimonio gay

Proprio ieri Obama ha dato un ordine categorico ed esecutivo al Ministero della Giustizia USA di interrompere l’ostracismo sulle unioni gay, contenuto nel decreto in difesa del matrimonio: nell’articolo 3 del suddetto decreto federale viene stabilito che il matrimonio può avvenire solo tra uomo e donna.

Questa incostituzionale legge fu approvata dal governo Bush nel 1996 non considerando l’esistenza di una comunità lgbt americana forte e desiderosa di riconoscimenti statali.Non ci sono, quindi, solo doveri, come pagare le tasse, per lesbiche e omosessuali, ma anche diritti da riconoscere, soprattutto in questo periodo storico: da poco è stato deciso che, anche gli omosessuali dichiarati, possano arruolarsi nelle Forze Armate, per cui i gay che intraprenderanno una carriera militare non dovranno più nascondersi dietro la propria divisa.

Ci sarà comunque bisogno di rivedere alcuni protocolli militari e regolamenti per tutelare e non discriminare all’interno del corpo militare, anche se i sondaggi dimostrano chiaramente che il popolo USA è favorevole alle unioni omosessuali.Inoltre è realtà: otto stati americani hanno già approvato leggi a favore del matrimonio tra coniugi dello stesso sesso e, in molti altri, le associazioni omosessuali stanno lottando per conquistare nuove piattaforme.Il Presidente Obama spera, così, di riacquistare il fronte liberal del suo partito, il maggiore responsabile della disfatta nelle votazioni di metà mandato alla camera del parlamento dei rappresentanti, in cui è stato inferto un duro colpo nello stomaco dei democratici. La lobby gay attivista appoggerà il Presidente aprendo, con più convinzione, la strada per la democrazia e l’uguaglianza.
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INCONTRO CON VLADIMIR LUXURIA, LEILA PEREIRA, DON ALESSANDRO SANTORO IL 25/2/2011

Venerdì 25 febbraio, invece, sempre alle 20.30 a Roma, in via Marianna Dionigi 59, siamo fieri di invitarvi ad un incontro di approfondimento e confronto sulla realtà  delle persone transessuali che, di gran lunga in maniera superiore alle persone omosessuali, vivono il pregiudizio e lo stigma della societ,à fino addirittura a venire private del diritto ad un lavoro.
Noi di Nuova Proposta, gruppo cristiano e pertanto ispirato al messaggio di Amore che Cristo ci ha lasciato, ci siamo più volte chiesti come mai ai nostri incontri non siano mai arrivate persone transessuali e, pertanto, vogliamo confrontarci con questo mondo sia per conoscerlo meglio sia per capire se, inconsciamente, abbiamo messo anche noi in atto delle barriere che hanno finito per non "accogliere" le persone transessuali, sia, infin e, per comprendere le problematiche e le esigenze reali che vivono giorno dopo giorno le persone transessuali, molte delle quali tentano come noi di mantenere salda la loro fede,  e che devono poter divenire problematiche e esigenze condivise da tutti noi!

Avremo l'onore di discuterne con tre persone speciali: la celeberrima Vladimir Luxuria, ex parlamentare, personaggio notissimo del mondo dello spettacolo e giornalista, don Alessandro Santoro della comunità cistiana di Base "Le Piagge" di Firenze, che ha lavorato molto nell'accoglienza delle persone transessuali, Leila Pereira, attivista glbt e persone di riferimento del movimento transessuale nonchè presidentessa dell'associazione di persone transessuali "Libellula".
Sarà , ne siamo sicur i, un'occasione importante per crescere tutti nell'accoglienza alla diversità !

Vista l'importanza di questi due incontri, vi preghiamo di partecipare numerosi e di aiutarci a diffondere la notizia tra amici e conoscenti.


Speriamo di vedervi tutti! Prima dell'incontro lo Staff di Nuova Proposta sarà lieto di accogliervi con un aperitivo di benvenuto per scaldare la serata!

Lo Staff di Nuova Proposta

PROSSIMI APPUNTAMENTI- TONIO DELL’OLIO

Sabato 12 febbraio, alle ore 16, a Roma presso il Teatro Valle ci troveremo, insieme speriamo a moltissime persone glbt ma anche non glbt, per ricordare David Kato Kisule, il leader glbt ugandese barbaramente ucciso nei giorni scorsi a causa dell'omofobia dilagante esplosa in Uganda anche a seguito delle azioni dei gruppi fondamentalisti evangelici locali. Ricorderemo David in questa importante commemorazione, organizzata dall'Associazione Certi Diritti insieme alla compagnia del Teatro dell'Elfo.
 


Carissimi,continuando con il nostro programma, vi invitiamo a vivere con noi le prossime tappe!

Mercoledì 9 febbraio, a Roma, alle ore 20.30, in via Marianna Dionigi 59, nuovo appuntamento del ciclo di incontri, a carattere esperenziale, che abbiamo inaugurato quest'anno con l'obiettivo di offrire alle persone omosessuali credenti la possibilità di condividere un percorso di confronto con l'obiettivo di riconquistare l'immagine di Dio Padre misericordioso, immagine che in molti casi viene offuscata da quella di Dio Giudice.
Queste preziose occasioni sono spunto per ciascuno di noi per mettere a disposizione stralci della propria vita per aiutare se stessi e gli altri a comprendere cosa, in molte situazioni, ci ha allontanato dall'amare noi stessi nella pienezza della nostra identità, e di conseguenza a sentirci amati dagli altri e da Dio e, quindi, a non riuscire a dispiegare al meglio il nostro potenziale di Amore.

Il mercoledì successivo, 16 febbraio, sempre alle 20.30 a Roma, in via Mar ianna Dionigi, importante appuntamento con un incontro con don Tonio Dell'Olio, dell'ufficio di presidenza e responsabile del settore internazionale di "Libera – associazioni nomi e numeri contro le mafie".

Attraverso il racconto della sua esperienza di vita, a fianco di don Tonino Bello, dei carcerati di Trani, degli emarginati, dei tossicodipendenti, di chi vive in contesti dove la criminalità è di casa, Tonio ci aiuterà a condividere il pensiero della vita come servizio e opportunità per conferire e condividere dignità e Amore.
Sarà un'occasione per tutti noi di riflettere sul significato profondo di un'esistenza cristiana.Vista l'importanza di questo incontro, vi preghiamo di partecipare numerosi e di aiutarci a diffondere la notizia tra amici e conoscenti.

Speriamo di vedervi tutti!

Lo Staff di Nuova Proposta

Psicoterapia per gli omossessuali?

Monsignor Rigon, Vicario giudiziale della diocesi genovese, in merito ad omosessualità e matrimonio afferma: “L’omosessualità è un problema da estirpare ai primi sintomi con la psicoterapia!” Inoltre aggiunge che la terapia riparativa è accessibile presso un consultorio di fiducia della diocesi. Il Monsignore incoraggia così un intervento precoce e usa termini forti come “Incancrenirsi dell’omosessualità”.

Tutte le Associazioni e i gruppi omosessuali d’Italia saltano sulla sedia per la gravità di questa posizione in ambito scientifico da parte dell’ ecclesiastico.
L’ associazione arcilesbica nazionale si rivolgerà alle Istituzioni e agli Ordini Professionali per gli accertamenti del caso e la Presidente Francesca Polo sottolinea “Questo è un ulteriore esempio di come la lotta per impedire lo smantellamento dei consultori pubblici e laici non debba interrompersi, a meno di non voler tornare indietro ad un medioevo dei diritti in cui l’ultima parola sulle questioni etiche apparteneva solo alla Chiesa”. Ostilia Mulas, Presidentessa dell’Arcilesbica Genovese aggiunge: “Anche cattolici non si nasce, il cattolicesimo viene indotto, ma nessuna di noi chiede che sia estirpato come un’erbaccia.”Comunicati Stampa

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Tombola e Inizio Anno 2011

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speriamo abbiate passato tutti delle serene Feste e possiate avviare un nuovo anno con l'energia giusta e pieni di sogni da realizzare.

Riprendiamo il nostro ciclo di incontri e stavolta lo faremo con un appuntamento ludico.

Domenica 9 gennaio, infatti, a partire dalle ore 18 e per tutta la serata, ci vedremo in via Marianna Dionigi 59 a Roma per una serata di "fine feste" con tombolata, dolci,panettone_1 il tutto per stare insieme in letizia ma anche per raccogliere fondi per finanziare le prossime attività di Nuova Proposta.

Se volete potete portare degli oggetti, che potranno essere utilizzati come premi sia della tombola sia della lotteria, e delle bevande e/o bibite.

Mercoledì 12 gennaio, invece, alle 20.30 e sempre a Roma, in via Marianna Dionigi 59, nuovo appuntamento con il ciclo di incontri esperienziali che, per la prima volta a Roma, abbiamo predisposto per aiutare, con un percorso strutturato, le persone 05-Gesu_guarisceomosessuali a ritrovare in sé e fuori di sé l'immagine di Dio padre misericordioso.

Saremo aiutati in questo percorso da una facilitatrice che, avvalendosi di vari strumenti, primo fra tutti la Parola di Dio, ci guiderà in questo percorso illuminante.

Speriamo di vedervi tutti!

Lo Staff di NP

Ucciso in uganda David Kato Kisule, esponente africano del movimento lgbt

L’Associazione Radicale Certi Diritti e l’Ong radicale “Non c’è Pace Senza Giustizia” piangono la morte di David Kato Kisule. esponente di rilievo dell’organizzazione SMUG (Sexual Minorities Uganda), principale rappresentate del movimento gay ugandese.  Secondo le prime informazioni raccolte, David è stato ucciso ieri pomeriggio, presso la sua abitazione in circostanze poco chiare. La polizia di Kampala ha avviato delle indagini che sono ancora in corso.

Grazie all’impegno di Elio Polizzotto e dell’Ong Non c’è Pace Senza Giustizia, David era stato ospite lo scorso novembre ai lavori del IV Congresso dell’Associazione Radicale Certi Diritti, iscrivendosi, dove aveva raccontato delle persecuzioni  e di veri e propri linciaggi, di cui sono vittime le persone lesbiche e gay in Uganda, promosse da organizzazioni del fondamentalismo religioso.

Il 16 ottobre 2010 la rivista ugandese Rolling Stones pubblicò in prima pagina le foto di 100 attivisti omosessuali (o presunti tali) ugandesi chiedendone l’arresto. Tra le 100 foto vi era anche quella di David Kato Kisule, l’esponente più noto del movimento. Il clima di odio contro le persone omosessuali è alimentato dal fondamentalismo religioso dei predicatori evangelisti che trovano terreno molto fertile tra la popolazione che vive nella miseria e nella disperazione.

Molte Ong internazionali si erano mobilitate in diversi paesi del mondo contro questa barbarie. Il Parlamento Europeo, grazie alla campagna internazionale di Non c’è Pace Senza Giustizia, aveva approvato una Risoluzione di condanna nei confronti dell’Uganda. David era stato anche audito dalla Sottocommissione Diritti Umani del Parlamento Europeo dopo aver partecipato  a Roma al Congresso di Certi Diritti.

David, con molto coraggio e determinazione, aveva avviato una iniziativa legale contro la rivista Rolling Stones e lo scorso 7 gennaio l’Alta Corte ugandese aveva condannato la rivista per violazione della legge sulla privacy, difendendo le persone gay perseguitate. L’Alta Corte aveva dichiarato che nessuna delle persone la cui foto era stata pubblicata, aveva commesso reati, previsti dal codice penale ugandese per le persone omosessuali.

David Kato, nel suo soggiorno a Roma, aveva raccontato di come la situazione in Uganda fosse divenuta per gli attivisti omosessuali molto pericolosa. Durante le udienze in Tribunale era protetto da volontari delle Ong internazionali che seguivano il processo e difeso da diplomatici di ambasciate occidentali che lo avevano salvato da diversi tentativi di linciaggio perché riconosciuto dalla folla inferocita.

L’Associazione Radicale Certi Diritti, si unisce alla richiesta promossa da Smug (Sexual Minorities Uganda), Human Rights Watch, Global Rights, Global LGBT Advocacy, Npwj, e altre Ong, affinchè il Governo  si assuma le proprie responsabilita’ per non essere sino ad ora intervenuto per fermare la campagna di odio e di violenza contro la comunita LGBTI  e protegga gli attivisti in pericolo in Uganda adoperandosi quanto prima ad avviare un clima di tolleranza e di dialogo tra le autorità e le organizzazioni politiche e religiose.

Nei prossimi giorni l’Associazione Radicale Certi Diritti, promuoverà una iniziativa per ricordare e conoscere la figura del suo iscritto David Kato Kisule. Ricorderemo inoltre il suo impegno durante i lavori del XXXIX Congresso del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito che si svolgeranno a Chianciano dal 17 al 21 febbraio 2011 al quale David avrebbe dovuto partecipare.

Fonte: Certi Diritti

Omosessualità e Antico Testamento

Programma 2010-2011 di Nuova Proposta
"Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi"
Le persone omosessuali cristiane in cammino verso accoglienza e riconciliazione

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"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri".

Quante volte ci siamo sentiti gettare in faccia come pietre e come condizione di esclusione ed emarginazione i passi dell'Antico Testamento in cui si condanna l'omosessualità, e quanto ci siamo sentiti abbandonati, feriti, sconfortati dopo questi episodi?

Tuttavia, oramai abbiamo la consapevolezza che, nel leggere la Parola di Dio, prendere un singolo versetto e utilizzarlo per sostanziare una propria tesi o, ancor peggio, per stigmatizzare delle persone… è sempre un'operazione che lascia il tempo che trova…

Il corpo della Parola è organico, l'esegesi in evoluzione, e va considerato nella sua interezza e nel contesto antropologico, storico e culturale in cui si colloca la sua redazione.

Di come non farsi trarre in inganno leggendo questi brani, precipitando nello sconforto, ci parlerà per l'appunto Teodora Tosatti.

Abbiamo il piacere di invitarvi al prossimo incontro che avrà luogo mercoledì 15 dicembre, alle ore 20.30, in via Marianna Dionigi 59, con il ritorno di un'ospite di eccezione: Teodora Tosatti, presbitera della Chiesa Vetero Cattolica di Utrecht.
A venerdì!

Lo staff di Nuova Proposta

Vent’anni di Cammino Insieme per l’associazione Nuova Proposta

“Nuova proposta” in collaborazione con “La sorgente” ha organizzato con successo lo scorso 13 e 14 novembre 2010 un convegno per festeggiare il ventennale di cammino e servizio dell’associazione di omosessuali credenti a Roma.

L’incontro che ha riscosso molto successo si è aperto presso il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli con un indimenticabile concerto delle “Just 4 Jazz Ladies”, quartetto femminile con repertorio jazz e swing.

L’apice del convegno si è avuto il giorno successivo nella sala Pietro Da Cortona, nella splendida cornice dei musei capitolini, dove sono intervenuti importanti relatori come Don Franco Barbero che ha sviluppato l’argomento dall’accoglienza degli omosessuali nella chiesa di oggi; altro importante intervento quello del vaticanista e scrittore Marco Politi sull’ingerenza del Vaticano nella società odierna.

Infine momento di grande commozione è stata la proiezione del video “20 anni di cammino insieme!” con interviste, foto, brani filmati commistionati in un montaggio appassionante e indimenticabile.

Nuova Proposta, con sempre nuove energie, da questa esperienza gratificante rinnova e continua il suo cammino progettuale nella piattaforma romana.

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BACIO GAY DI PROTESTA NELLA SAGRATA FAMIGLIA




7-11-2010 Barcellona.

 

gay3Nella piazza della Basilica della Sagrata Famiglia, davanti alla Papamobile, 200 persone, omosessuali e lesbiche, si sono baciate per protesta.
Papa Benedetto XVI approda a Barcellona, alla Sagrada Famiglia, la monumentale basilica, capolavoro del modernismo, realizzata dall'architetto Antoni Gaudì, ora in odor di beatificazione. Non curandosi della protesta attuata dai gay spagnoli e dei cartelli di protesta, anzi nella totale indifferenza, nella cattedrale in costruzione da 128 anni, è stata svolta una cerimonia: il Papa ha dichiarato la cappella “Basilica Minore aperta al culto”.
Il bacio collettivo ha provocato una reazione decisa da parte del Pontefice durante l'omelia con testuali parole “(…)La Chiesa si oppone a qualsiasi forma di negazione della vita umana e sostiene tutto ciò che promuove l'ordine naturale nell'ambito dell'istituzione familiare fondata sull'unione fra uomo e donna (…)" e ancora “(…)Le condizioni di vita ai giorni di oggi sono profondamente cambiate e con esse si è progredito enormemente in ambiti tecnici, sociali e culturali. Non possiamo accontentarci di questi progressi. Con essi devono essere sempre presenti i progressi morali, come l'attenzione, la protezione e l'aiuto alla famiglia, poiché l'amore generoso e indissolubile di un uomo e una donna è il quadro efficace e il fondamento della vita umana nella sua gestazione, nella sua nascita, nella sua crescita e nel suo termine naturale (…)", e infine “(…) "Solo laddove esistono l'amore e la fedeltà nasce e perdura la vera libertà. Perciò, la Chiesa invoca adeguate misure economiche e sociali affinché la donna possa trovare la sua piena realizzazione in casa e nel lavoro, affinché l'uomo e la donna che si uniscono in matrimonio e formano una famiglia siano decisamente sostenuti dallo Stato, affinché si difenda come sacra e inviolabile la vita dei figli dal momento del loro concepimento, affinché la natalità sia stimata, valorizzata e sostenuta sul piano giuridico, sociale e legislativo (…)".
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Ancora una volta Benedetto XVI spara a zero sulle unioni omosessuali in Spagna e nel resto del mondo, ma stavolta in modo più sottile: usa termini come negazione e ordine naturale per avvalorare le tesi di una chiesa che non accetta, in alcun modo l'amore gay; inoltre evidenzia una chiesa anacronistica che non sta al passo con i tempi, che contrasta l'omosessualità sino a considerarla amorale, puntandogli il dito come la vera responsabile della disgregazione familiare; infine dimostra, al termine dell'omelia, la ripetuta ingerenza in campo economico e sociale e politico della chiesa.
Il colloquio che il Papa avrà con il Premier Socialista Zapatero sicuramente non scioglierà questi nodi controversi tra fede e omosessualità.
Ciò che sconvolge delle dichiarazioni è che il Papa non ha il coraggio di pronunciare direttamente la parola gay, omosessuale e lesbica e non ricorda mai l'importanza dell'amore di Dio verso tutte le creature viventi, verso tutte quei gay feriti da comportamenti clericali discriminatori.
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Benedetto XVI non ha memoria di tutti quei ragazzi non accolti dalla Chiesa che si sono suicidati perchè non credevano ci fosse via d'uscita e non credevano di essere amati da Dio.
Ancora una volta per gli esseri umani gay non c'è amore, misericordia e accoglienza da parte dell'Istituzione ecclesiastica, ed è per questo motivo che omosessuali e lesbiche devono essere sempre più coesi nella fede per vincere, un giorno, questi pregiudizi.

 

Davide Sirignano

L’OFFESA DELL’ANNO

http://www.youtube.com/watch?v=d1RX_ppWuRg&feature=player_embedded

"(…) Non credete ai giornali (…) Meglio appassionato di belle ragazze che gay (…)"
 

http://www.youtube.com/watch?v=Pbd_iaGJEa8&feature=player_embedded

http://www.youtube.com/watch?v=j86HD_FNcqw&feature=player_embedded

Un attacco gratuito alla stampa.nichi-vendola
Questa frase del Presidente del Consiglio insulta tutto il mondo glbt, ma non solo, anche le madri, i padri, gli zii, i cigini di persone omosessuali:

Signor Presidente vorrei scriverle correttamente come è nel mio stile ma purtroppo non posso perchè di tutto lo sconfinato vocabolario italiano che ho a disposizione l'unica parola che urge sui miei polpastrelli è: si vergogni!

Si vergogni di aver pronunciato quelle parole infamanti verso i gay mentre il paese che lei dovrebbe governare è sommerso dall'immondizia, dal fango, dalla disoccupazione.

Ma forse immondizia, fango e fame sono un prodotto che si addice al suo modo di far politica e le sue battute cercano il consenso di quella parte degli Italiani che vorrebbero imitarla ma non ci riescono.

Battute da osteria non da governo!

Se poi per caso lei l'avesse dimenticato andare con le minorenni, come Le è consono, è un reato nel Paese nel quale lei è Presidente del Consiglio.

Ho un figlio gay e ne sono fiera e come me tantissimi genitori lo sono, in barba alle sue dichiarazioni e del consenso che gode presso alcuni parlamentari e presso una parte della Santa Madre Chiesa.

Spero che l'Europa illuminata che ha fatto dei gay motivo di orgoglio sappia sanzionarla laddove io posso solo cercare di non farla rieleggere mai più.

Rita De Santis

27-10-2010 Incontro con lo Psichiatra Vittorio Lingiardi sull’OMOFOBIA

 

"La mia omosessualità era in più, era fuori, non c'entrava con me… me la sono sempre vista come un nemico, non me la sono mai sentita dentro…". Pierpaolo Pasolini

Mercoledì 27 ottobre 2010, a Roma, in via Marianna Dionigi 59, il primo appuntamento del ciclo di incontri esperienziali vedrà la partecipazione di Vittorio Lingiardi, psichiatra, psicoanalista e docente della Facoltà di Psicologia 1 della "Sapienza" dove dirige la Seconda scuola di specializzazione in Psicoterapia, nonché uno dei promotori e relatori del recentissimo convegno Internazionale sull'omofobia tenutosi a Napoli il 18 ottobre scorso (tra le sue pubblicazioni, si ricorda il libro "Citizen Gay. Famiglie, diritti negati e salute mentale". – Ed. Il Saggiatore, Milano).


Il tema dell'incontro sarà: "L'omofobia interiorizzata: definizione, origini psicologiche e sociali e indicazioni per andare oltre la paura" e servirà a fornire una cornice di riferimento per inquadrare il percorso complessivo che prevederà momenti esperienziali, di condivisione dei singoli percorsi di vita, in logica di auto aiuto ma anche avvalendosi della collaborazione di persone esperte nella conduzione di dinamiche volte alla conoscenza di sé.
La tesi vorremmo proporre a tutti voi è che conoscere le cause e le dinamiche dell'omofobia e saper riconoscere nella propria vita le tracce che inevitabilmente essa lascia, possa costituire un passo importante per una sana riconciliazione con la parte più bella e preziosa dell'essere persone, perché si tratta della modalità particolare e specifica che è data a ciascuno di noi per amare pienamente, in un percorso che parte dal saper riconoscere ed accettare di essere "amabili" per poi dare spazio all'amare e all'essere amati, in una dinamica che, per chi condivide la Fede cristiana, ha necessariamente come obiettivo fondamentale la conquista della consapevolezza dell'Amore di Dio.

Il programma annuale è disponibile al sito www.nuovapropostaroma.it.

Speriamo di vedervi tutti!

Lo staff di Nuova Proposta

22 settembre 2010 A SANT’ALESSIO ALL’AVENTINO

Eccoci pronti per iniziare un nuovo anno denso, speriamo, di confronti, idee, iniziative e incontri! Anno particolarmente importante per noi di Nuova Proposta e per il gruppo amico La Sorgente perché proprio tra poco celebreremo il ventennale di servizio di entrambi i gruppi a Roma.

Il 22 settembre 2010, ci incontreremo perciò presso la Basilica

di Sant'Alessio all'Aventino (piazza sant'Alessio 23, Roma) per la presentazione del programma di attività e soprattutto per celebrare insieme la Santa Messa).

L'appuntamento sarà per le ore 19.00 nella terrazza della Basilica dove ci saluteremo con un aperitivo di bentrovati a cui chi volesse può contribuire portando snack e bibite.

Poi proseguiremo con la Santa Messa, che celebreremo insieme agli amici del gruppo La Sorgente, in chiesa e quindi concluderemo con la presentazione del programma.

Non vi anticipiamo il dettaglio del programma ma siamo fieri di anticiparvi che il tema di quest'anno sarà l'Amore, ispirandoci al brano di Giovanni "Vi do un comandamento nuovo…".

Vogliamo riappropriarci dell'Amore a 360°: amore per gli altri, amore per se stessi, amore per il contesto in cui viviamo, comprensione per chi ci giudica, amore per la Verità e per la dignità; il tutto affrontato come un percorso di Luce che ci porti alla scoperta, o alla riscoperta, o alla conferma del volto di Dio padre miseicordioso.

Speriamo di vedervi tutti!

Lo Staff di Nuova Proposta

LA SAGRA DEL FINOCCHIO

44_volto_di_cristo   Non è tanto la rabbia a spingermi a commentare questa lettera, quanto la stupidità, gli stereotipi e la gratuità delle offese in essa contenuta. Quindi, ho deciso di analizzarla parola per parola e commentare in grassetto le affermazioni più gravi e grossolane:
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    "Sua Eminenza, Le scrivo queste poche righe per sensibilizzarla ad una questione che a mio avviso ha una portata enorme rispetto a quella che dovrebbe essere la dignità umana ed il rispetto verso la religione, la comunità cristiana e i cittadini tutti.

Mi riferisco alla già famosa “festa del finocchio” (con iniziali volutamente minuscole), il cui solo nome dovrebbe far vergognare (vergognarsi della propria identità è purà follia) gli organizzatori, pederasti (spicologicamente, antropologicamente, socialmente e legalmente l'omosessualità è dettata dalla preferenza affettiva e sessuale e fa parte dell'identità della persona. La pederastia, ovvero pedofilia,  è una patologia, un disordine post-traumatico infantile spesso…), lesbiche, atei (da quando in qua essere atei è un peccato? E' solo una scelta personale e un vero cristiano, invece di fare proseliti, dovrebbe pregare affinchè l'amore di Dio raggiunga, anche chi non ha fede. Certo con affermazioni di questo genere si allontana un ateo ancora di più…) e tutto ciò che di più schifoso esiste al mondo, basta pensare che tanti di questi individui, sono gli stessi che scaldano le serate notturne dei pervertiti  che si svolgono in quel di Torre del Lago(Mi raccontano che Torre del Lago è un posto modaiolo, in cui si fanno sfilate in costume e la notte si balla. Un pervertito da cui la perversione, per definizione è un atteggiamento deviato che si realizza nell'ideazione e perseguimento di omportamenti distorti rispetto al senso comune. Solitamente perversione è utilizzato come sinonimo di devianza. A causa della differenza tra le varie culture del concetto di "normalità", questo termine può riferirsi a situazioni e comportamenti diversi a seconda della cultura di provenienza. In quel contesto la normalità è glbtq, quindi la pervesione non sussiste, poi questo consigliere come fa a sapere che tutti hanno lo stesso comportamento? Ha forse fatto uno screening o ha campionato il luogo?).
Ma ognuno è libero di fare quello che vuole, l’importante che rispetti la libertà   altrui e che abbia la sensibilità di non offendere la religione e soprattutto i Santi amati e pregati (si parla di libertà quando a suo dire impedirebbe una manifestazione pacifica e ironica, si parla di offenzioni, quando è l'autore di questa lettera ad aver offeso per primo…)da coloro che la professano, ma non solo, da tutti i credenti e forse anche da tanti non credenti (ma come prima li ha insultati, adesso li richiama in causa, forse è ora di far pace con il cervello!).
Con questa festa tutta la comunità Cristiana Apuana sarà offesa(Perchè lui conosce tutta la comunità cristiana Apuana, ammazza è un fenomeno!) nel proprio spirito e Piazza S. Francesco profanata da orde di maniaci, spavaldi contro natura che dovrebbero, invece, festeggiare da un’altra parte, lontano dalla città e dallo sguardo innocente dei bambini (basta con questa retorica di accatto sui bambini! Sono molto più svegli di quanto pensiamo: l'omosessualità si può spiegare, adeguando il linguaggio all'età. Poi una piazza comunale appartiene a tutti i cittadini, anche a quelli omosessuali.).
Per questo motivo, la invito a nome di tanti cittadini che la pensano come me, a farsi garante della nostra richiesta nei confronti del Sindaco affinché revochi l’autorizzazione agli organizzatori della festa in quella piazza, dedicata ad un Santo amato e venerato da tutti proprio per la Sua semplicità umana e religiosa(San Francesco ha insegnato a tutti l'amore di Dio, ha accolto ciechi, storpi, sani, malati, tutti. Non ha mai giudicato nessuno e ha permesso a tutti di seguire la sua strada e se fosse vivo in carne e ossa, sono convinto, che presenzierebbe anche l'evento!).
Non è pensabile che la festa sia stata dislocata in Piazza S. Francesco, solamente per una questione logistica e che il Sindaco non abbia pensato all’impatto che avrebbe la presenza di pederasti e lesbiche senza pudore in una Piazza che, anche se non consacrata, rappresenta l’essenza della cristianità ed è dedicata ad una Santo che per propria indole non ha nulla a che fare con gli spogliarelli delle drag queen (veramente le drag quen non si spogliano, sono artisti uomini,  in abiti femminili che si esibiscono in performance canore e teatrali) o con i temi della comunità gay, che se si sentono discriminati dalla società, significa che sono vittime di se stessi per il proprio modo di comportarsi : gente che si isola e che si ritrova nelle zone gay solo per fare sesso, casino e niente altro(Ancora con le offese. Forse questo consigliere non legge i giornali o gli è sfuggito che molti ragazzi/e sono stati uccisi perchè omosessuali e altri subiscono atti omofobici di violenza, ed altri ancora vengono regolarmente insultati. Questo tipo di dichiarazioni non fanno altro che incrementare atti di violenza.)
Mi auguro che questo appello venga accolto e che il Sindaco Zubbani comprenda la gravità della decisione di spostare la festa in Piazza S. Francesco. Credo comunque che abbiamo il diritto di manifestare di svolgere la festa,     ma sicuramente senza ostacolare la società e offendere la religione.

Massa, 3 Settembre 2010
Il Cittadino Stefano Benedettiomofobia
(Consigliere Comunale)

Mi auguro che tutti gli omosessuali credenti non diano peso a questa lettera insulsa: l'amore di Dio prescinde da ogni insulto, qualunquismo, violenza verbale. Sentitevi amati tutti da Dio. La perfezione umana, spirituale non esiste perchè l'uomo è perfettibile e limitato, come dimostrano le parole suddette. Sta a noi aspirare a livelli superiori di spiritualità.
Mi auguro che chi la pensa come quest'uomo non abbia mai un parente gay, ma più che altro mi preoccupo per il parente.
Un consigliere comunale viene pagato dal comune e dalle tasse che pagano anche gli omosessuali.
Una manifestazione pacifica non ha mai ostacolato la società, non mi risulta.

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Queste riflessioni sono  solo occasione per scambiare opinioni pacifiche nella sezione commenti del blog.
Inoltre vogliamo informarvi che il prossimo 22 settembre NUOVA PROPOSTA riaprirà le sue attività con una celebrazione. A presto tutte le indicazioni dell'evento.

Lo staff di NP

NUOVA PROPOSTA AL PRIDE 03/07/2010?


"Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani", come abbiamo giù avuto modo di condividere con alcuni di voi, sta vivendo con disagio la frattura che si sta registrando nel movimento rainbow in occasione del Pride romano.

Non riusciamo francamente a riconoscerci in atteggiamenti che non riescano a fare sintesi, che non riescano ad "agire" senza "contrapposizione", sia ideologica, sia personalistica, che non riescano a uscire dalle logiche di lotte intestine.

In questo senso abbiamo ritenuto opportuno non aderire ufficialmente alla piattaforma politica (pur condivisibile in gran parte) elaborata dal Comitato Roma Pride, né di sottoscrivere l'appello "Noi non ci saremo", redatto da diverse realtà dell'associazionismi rainbow, per dissociarsi dalla gestione dell'organizzazione. 

Tuttavia, poiché siamo convinti che la "marcia"IMG_0850 per le strade della propria città rappresenti un momento imprescindibile nella dinamica di riconoscimento di sé, di auto accettazione e della gioia di essere se stessi e dirlo al mondo, pensiamo sia "obbligo di servizio" di Nuova Proposta presidiare questo momento.
Quindi, raccoglieremo sotto le nostre bandiere le persone rainbow cristiane che decideranno di sfilare.
Allo stesso modo, come abbiamo sempre fatto sinora, saremo nella piazza di arrivo del corteo con uno spazio informativo che riteniamo un momento fondamentale per il dialogo con la città e per l'abbattimento del pregiudizio attraverso l'incontro, le storie, i volti.

Crediamo che sia sempre necessario tenere a mente che, mentre ci affanniamo a contrapporci, a litigare, a trovare elementi di differenza e divisione, ci sono persone omosessuali e transessuali ignare di tutto questo che, magari, aspettano da tutti noi un segno forte di speranza per le loro vite e perché possano intravedere un percorso di digni tà, libertà e verità.

Per tutti i credenti rainbow che volessere vivere questo momento con noi, l'appuntamento è per sabato 3 luglio, alle ore 16.15, in piazza di porta San Paolo (ci possiamo dare come riferimento il monumento alle vittime del Nazismo, quello con le sagome affiancate). Parteciperemo al corteo con le nostre bandiere.

Dalla tarda mattinata fino alla fine del Pride, saremo inoltre a piazza Venezia (riferimento angolo piazza Madonna di Loreto) con un nostro stand informativogazebo-tindari per incontrare la città, fornire informazioni e aiutare tutti coloro che hanno bisogno di lumi sul tema Fede e Omosessualità/Transessualità. Per chi volesse, possiamo vederci anche lì!

A sabato prossimo!

Lo Staff di Nuova Proposta

 

UN IMPORTANTE MOMENTO LITURGICO…

Ciao a tutti!
 
Siamo arrivati al termine dell'anno sociale di Nuova Proposta che ha visto un susseguirsi di momenti molto intensi: dagli incontri esperienziali, alla testimonianza di relatori che ci hanno saputo illuminare sul tema della fecondità per le persone omosessuali, ai momenti di preghiera il cui apice è stato la veglia per ricordare le vittime dell'omofobia.
 
Abbiamo incontrato molte persone, condiviso storie, confrontato le esperienze, discusso in fraternità, creato una base comune di sentimento che ci aiuterà, crediamo, a proseguire con ancora maggior forza e determinazione.
 
 
 
Vogliamo concludere questo anno incontrandoci ancora una volta e quale migliore modo potremmo trovare se non una celebrazione eucaristica finale , in cui portare al Signore le nostre conquiste, le nostre gioie, le nostre ansie ancora irrisolte, il nostro cammino di riflessione sulla fecondità?
 
Per questo abbiamo pensato di trovarci in un importante momento liturgico, a cui seguirà, sempre nel giardino, una piccola festa per salutarci prima delle vacanze estive e a cui ciascuno potrà contribuire portando cibo o bevande.

Ci incontreremo venerdì 11 giugno, alle ore 19.30, presso la Basilica di sant'Alessio all'Aventino nel giardino. Vi aspettiamo!

 
 

 
 
 
Lo staff di Nuova Proposta

Mercoledì 6 Maggio con Taizè

Mercoledì 26 maggio, alle ore 20.30, presso la Basilica di san Marco a Roma, avrà luogo il nostro incontro annuale con la Comunità di Taizè di Roma con cui animeremo, insieme anche al gruppo La Sorgente, un bel momento di preghiera con i canoni di Taizè.

E' un'occasione importante di incontro con persone che non hanno mai avuto contatti con il mondo omosessuale credente, sia per uno scambio di conoscenza sia soprattutto per pregare insieme.

Lo Staff di Nuova Proposta

Il testo della Veglia di preghiera 2011 in ricordo delle vittime dell’omofobia e transfobia, svoltasi a Roma in piazza Navona

Veglia anti-omofobia:
Veglia anti-omofobia: Materiali e testimonianze


NUOVA PROPOSTA INCONTRA NAPOLITANO

clip_image002Anche gli omosessuali cristiani tra le associazioni che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, riceverà in Quirinale lunedì prossimo, in occasione della giornata mondiale contro l'omofobia.

"Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani" esprime la propria grandissima gioia e il senso del più profondo onore alla notizia di essere tra le associazioni che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, riceverà in Quirinale lunedì prossimo in occasione della giornata mondiale contro l'omofobia.napo

Ringraziamo il Presidente di noi tutti per questa preziosa nonché inedita opportunità di dialogo e incontro e sottolineiamo con forza il lavoro strenuo e infaticabile dell'Onorevole Paola Concia, promotrice di questo incontro, anche per promuovere la visibilità e i diritti delle persone omosessuali e transessuali.

Nuova Proposta porterà al Presidente della Repubblica la voce delle migliaia di omosessuali e transessuali cristiani che troppo spesso vivono in solitudine la frattura tra la propria fede e il proprio orientamento sessuale.

Lo faremo avendo bene a mente le parole di San Paolo, nella lettera ai Romani, "Chi ci separerà dunque dall'Amore di Cristo?", passo che unisce tutte le veglie di preghiera contro l'omofobia che in questi giorni si stanno svolgendo in tutt'Italia, e non solo.
 

Lo staff di NP

Nuova Proposta incontra l’AGEDO il 12/5/2010

E' la volta di un appuntamento molto importante che abbiamo organizzato insieme con l'AGEDO, la nota associazione di Genitori di omosessuali e transessuali.

Parleremo ovviamente del rapporto tra le persone omosessuali e transessuali, i genitori e il contesto famigliare in genere.
Cercheremo di capire i problemi principali legati al coming-out in famiglia e se esso possa divenire uno strumento di fecondità cementando ancor di più il legame genitore figlio.
Gli amici di AGEDO ci spiegheranno quali sono le difficoltà principali che incontra un genitore di una persona omosessuale o transessuale, e in particolar modo quando la famiglia è particolarmente religiosa ed osservante.
Ci aiuteremo anche con il supporto di un audiovisivo particolarmente importante, che vedremo insieme per la prima volta, e che riteniamo sarà molto utile per capire le dinamiche che nascono all'interno di una famiglia cristiana osservante alla scoperta di avere un figlio omosessuale, ma anche il possibile cammino di comprensione alla luce dell'Amore di Cristo.

Vi aspettiamo nella sala interna della Chiesa Valdese di Roma, via Marianna Dionigi, 59 il 12 maggio 2010.
 

Lo staff di NP

 

Tavola Rotonda di Nuova Proposta: comunicazione feconda nel movimento glbtqi

Stefano campagna ha elegantemente moderato quello che è stato un vero evento per l'Associazione Nuova Proposta, ovvero la prima Tavola Rotonda del mondo queer in cui si è parlato della comunicazione feconda all'interno del movimento. tav2
La prima ad intervenire nell'Aula Magna della Chiesa Valdese di Roma è Paola Concia, deputato del PD, uno dei pochi politici italiani che ha avuto il coraggio di dichiarare la propria omosessualità a Montecitorio, ma anche recentemente in TV. Paola Concia ha sottolineato la difficoltà di portare avanti in politica istanze a favore dei diritti degli omosessuali e di affrontare determinati argomenti, come le unioni omosessuali.
Mentre Aurelio Mancuso, Presidente nazionale arcygay, centra il punto, affermando che il mondo glbtqi non è coeso, si accoda il significativo intervento di Fabianna Tozzi, Presidentessa Transgenere: riguardo al caso Marrazzo denuncia i media, in particolare la televisione, di dare una immagine errata delle trans uomo e donna:  cioè persone dedite solo alla prostituzione e colluse in casi di cronaca. Stefano campagna imputa la colpa agli operatori di ripresa, spesso troppo maschilisti e pronti ad evidenziari particolari ad effetto. Francesca Poli dell'Arcilesbica interviene e afferma che molti giornalisti prima di dare visibilità a interviste a gay o lesbiche si preoccupano soprattutto dell'estetica della persona.
tav3Questo complesso malato di comunicazione in cui alcuni danno responsabilità al dispersivo internet, altri alla televisione stessa, porta a questa grave condizione infeconda del mondo queer. Possibili soluzioni sono non solo nelle mani di alcuni che si espongono, ma nelle mani di tutti, di tutti coloro che si rendono visibili per aprire la mente del prossimo e individuare la propria identità personale e/o sociale.

Davide Sirignano

Prossimi incontri Nuova Proposta 14/4/10 e 28/4/10

Il prossimo incontro di Nuova Proposta: 14 aprile 2010, ore 20.30  con il vaticanista Marco Politi.

 Proseguendo nel ciclo di incontri 2009-2010, organizzato da noi di "Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani" e centrato sul tema della fecondità per le persone omosessuali, intesa a 360° (biologicamente, antropologicamente, teologicamente, in famiglia, nella coppia, da single…), abbiamo il piacere di ospitare il noto vaticanista Marco Politi, già firma di Repubblica e oggi de Il Fatto Quotidiano, e autore di libri memorabili tra cui la buografia di Giovanni Paolo II "Sua Santità" e "Il ritorno di Dio – Viaggio tra i cattolici d’Italia".politi2 Vi aspettiamo in via Marianna Dionigi, 59, sala interna chiesa Valdese.

Nuova Proposta presenta la Tavola Rotonda
"Il movimento glbtqi e la società: comunicazione, linguaggi,
istanze e prospettive di maggior efficacia"

campagnaarci

Moderatore: Stefano Campagna (giornalista e conduttore TG1)

Partecipanti:

Interventi "istituzionali"
- On.le Anna Paola Concia: deputato PD
- Aurelio Mancuso: già presidente Arcigay

Interventi delle associazioni
Guido Allegrezza (We Have A Dream)4
- Imma Battaglia (Presidente DGP)

- Paolo Patanè (Presidente Arcigay)
- Rossana Praitano (Presidente Circolo Mario Mieli – da confermare)
- Francesca Poli (ArciLesbica)
- Sergio Rovasio (segretario Certi Diritti)
- Fabianna Tozzi (Presidente Transgenere)
- un rappresentante di AGEDO (da confermare)
- un rappresentante di Famiglie Arcobaleno (da confermare).stefanocampagna04

Vi aspettiamo  a Roma il 28 aprile 2010 nell’Aula Magna Facoltà di Teologia Valdese, via Pietro Cossa 44

PRIMO FORUM CRISTIANI OMOSESSUALI D’ITALIA AD ALBANO LAZIALE 26/28 marzo 2010

Nella splendida cornice dei Castelli Romani ad Albano Laziale si è tenuto il primo forum di credenti omosessuali d'Italia. Grande è stato il flusso di gente proveniente da tutti i gruppi credenti d'Italia, qualcuno anche dall'estero.clip_image002
Nuova Proposta ha contribuito all'organizzazione dell'evento, pienamente riuscito, capace di dare ampio respiro ad una realtà, spesso inaccettata: il binomio tra fede  e omosessualità.
Qui di seguito alcuni commenti e testimonianze.

 Seguitate a dare contributi sull'evento.

Omosessualità e Vangelo

Il biblista p. Alberto Maggi interviene a Uno Mattina (Raiuno, 27 Marzo 2010).

“Perché la chiesa non ci accoglie?”.

Andrea e Dario di Nuova Proposta si raccontano a La Vita in Diretta (Raiuno, Marzo 2010)

Giannino Piana a Nuova Proposta il 24/2/10

Noi di "Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani" continuiamo con il nostro programma di incontri, all’interno del programma di attività 2009-2010 che ha l’ambizione di trattare a 360° il tema della fecondità nella condizione omosessuale, ispirandoci al brano del Vangelo di Giovanni (capitolo 15) "La vite e i tralci".

Questa volta l’incontro assume una rilevanza particolare per cui ci sentiamo di caldeggiare la partecipazione di tutti voi e di aiutarci a diffondere l’evento.

Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che giannino pianaGIANNINO PIANA nato nel 1939, insegna Etica Cristiana presso la Libera Università di Urbino ed Etica ed Economia presso l’Università di Torino.

È stato presidente dell’Associazione Italiana dei Teologi Moralisti.

Fa parte delle redazioni delle riviste Hermeneutica, Credere oggi, Rivista di teologia morale e Servitium; collabora al mensile Jesus con la rubrica "Morale e coscienza" e al quindicinale Rocca con la rubrica "Etica Scienza Società".

Speriamo di vedervi tutti e vi preghiamo di aiutarci a diffondere la notizia!

Mercoledì 24 febbraio, alle ore 20.30, in via Marianna Dionigi 59, infatti, avremo l’onore ed il piacere di avere con noi il prof. Giannino Piana, che illustrerà il tema della fecondità dell’omosessuale dal punto di vista teologico-antropologico

FESTA DELL’AMORE


"Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani", invita tutti alla "Festa dell'Amore", una serata per ricordare a noi tutti l'importanza dell'amore nelle nostre vite!

Una festa per tutti, singoli, coppie e…. indecisi…

Una serata in allegria, con bibite, snack, dolci, gara di karaoke, musica dance e ballo!

Una serata per conoscerci e per conoscere!!!

Ingresso (bibite e snack compresi): 8 euro
Vi aspettiamo sabato 20 febbraio 2010 alle ore 21.00
Roma, via Ostiense 152/B (presso comunità di base di S. Paolo)

Per informazioni e/o prenotazioni:

info@nuovapropostaroma,it
www.nuovapropostaroma.it
cel.: 331 7858894

Sintesi incontro dell’11/11/09

L’11 novembre Nuova Proposta ha organizzato un interessante incontro esperienziale su "Come eravamo e come siamo adesso".clip_image002
Il moderatore della serata, Andrea, ha suddiviso i presenti in dei piccoli gruppi di lavoro in cui si sono sviluppati gli argomenti proposti nella serata: il rapporto con la fede, i falmiliari, la politica  e, non meno importante, quanto in un percorso umano e completo della persona omosessuale ci siano evoluzioni, cambiamenti, rigidità e valori fermi.
Il risultato è stato una discussione arricchente in cui i veterani del gruppo hanno potuto esprimere le loro difficoltà nel rapportarsi, sinceramente, con i propri familiari e con il prossimo, anche ostile; si è individuata la componente politica all’interno dei gruppi omosessuali: dalle manifestazioni di protesta ai pride.P101009_18.41
I nuovi arrivati hanno potuto esprimere il loro astio verso gli stereotipi, l’ostentazione di una certa comunità queer, che, comunque, ha tutti i diritti di esprimersi liberamente.
Non ci sono state conclusioni, ma solo momenti di crescita individuale e riflessione: cioè quello a cui punta questo tipo d’incontro.
Per approfondire ancora l’argomento o sviluppare nuove idee lascia un commento.

ed

Zapatero il riformista e legge contro l’omofobia

Josè Luis Rodrìguez  Zapatero con coraggio portò avanti le sue promesse fatte prima di essere eletto, in particolare di introdurre in Spagna il matrimonio tra gli omosessuali.
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Criticò esplicitamente la gerarchia ecclesiastica affermando "(…) quanto più si avanza e si è coraggiosi nell’affermazione dei diritti individuali e collettivi, tanto più violenta diventa la reazione della destra e della gerarchia cattolica (…)"
Un uomo, così intelligente, non poteva che riflettere dopo che, il 18/2/94 a Pamplona, un  giudice emise un giudizio favorevole ad una donna omosessuale, permettendole di condividere la patria potestà sulle figlie delle sua compagna. La guerra per l’estensione dei diritti agli omosessuali era solo all’inizio e non mancarono sconfitte.
Zapatero dichiarava: (…) un paese più decoroso, perchè una società decorosa è quella che non umilia i suoi membri (…)".
Ma non fu facile il percorso politico di questa legge: la destra conservatrice e la sinistra cattolica erano sempre in agguato, sino a che non ci fu la votazione della legge in parlamento:187 voti a favore, 146 contrari. La Spagna era il quarto paese al mondo a riconoscere il matrimonio a persone dello stesso sesso. zapapride

Non perdiamoci, quindi, d’animo se abbiamo perso una battaglia, non perdiamo la speranza. Questa guerra per i diritti ci vedrà vincitori, questa guerra contro la violenza ci renderà liberi dal pregiudizio e l’ingiuria. La verità ci renderà liberi!

Davide Sirignano

UGUALI 10/10/09

P101009_16.55_[01]Sabato 10/10/09 UGUALI!!!
Si comincia a radunare il popolo glbt e tutti coloro solidali alla causa contro l’omofobia.

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Sul palco come moderatore del dibattito la giornalista scrittrice, Delia Vaccarello: intervengono Maria Grazia Cucinotta e le recenti vittime dell’omofobia: il ragazzo accoltellato davanti il village, la ragazza che rischiava di perdere un occhio per aver difeso degli amici omosessuali insultati e coppie queer che stanno insieme da 40 anni: basta con la violenza, vogliamo i nostri diritti!


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  Il segretario del PD, Ignazio Marino, e anche, Franco Grillini, sono i pochi politici presenti alla manifestazione UGUALI. Il ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna è gravemente assente e manda una lettera fischiata da molti.

P101009_17.26La marcia sta per cominciare. Questo non è un pride, ma qualcosa di più importante: una protesta, il desiderio di giustizia, la ricerca di diritti; il riconoscimento da parte dello stato laico italiano è un dovere. Partecipa alla manifestazione Nuova Proposta che sfila con le sue bandiere; presenti tutti gruppi, associazioni glbt di Roma, Bologna e tutta Italia.

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La composta marcia di protesta finisce a Piazza venezia.P101009_18.41_[02] Ancora qualche foto e il popolo queer va via con la speranza di aver sensibilizzato i politici: si aspetta un futuro in cui vengano rispettati i diritti di ogni essere umano, al di là del proprio orientamento affettivo/sessuale. Non deve essere più un’utopia in Italia, ma una realtà.

Davide Sirignano

Cristiana Alicata al Lingotto di Torino

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www.youtube.com/watch

Brava Cristiana per aver ricordato ai politici che hanno dei doveri verso chi li vota, ma anche l’urgenza di una legge contro l’omofobia che ci tuteli.
Cristiana Alicata ha riassunto in pochi minuti tutto quello che proviamo in questo momento storico.
Siamo esseri umani e l’omosessualità fa parte del nostro essere, per questo c’è la necessità di uno stato laico, privo di pressioni ecclesiali.
Per noi omosessuali credenti la parola di Dio passa solo attraverso il cuore.

ed

18/9/2009 “WE HAVE A DREAM” davanti Montecitorio




E’ stata cacciata con una telefonata Luana Ricci, organista da ben 18 anni della Cattedrale di Lecce, per motivi apparentemente oscuri, ma, invece, chiarissimi: una trans, o meglio un essere umano che sta transitando splendidamente verso la sua natura femminile, è scomoda, giudicabile, amorale e contro il comune senso del pudore.
Basta giudicare solo l’involucro di una persona e non quello che ha dentro, in questo caso un grandissimo talento musicale: Luana Ricci non è solo organista, ma anche pianista eccellente, si è esibita recentemente a Roma nel RomaRainbowChoir e in un’importante  ensemble estiva di Villa Ada a Roma.
Basta a quei religiosi "Don Abbondio" che fanno spallucce con la gerarchia ecclesiastica e non predono posizione alcuna.
Basta a quel clero che è abituato a vedere queste libellule solo sul marciapiede, ma neanche lì è capace di aiutarle.
libellulaBasta a chi giudica e schiacchia "(…Nella maniera in cui giudicherai sarai giudicato…)".
Adesso Luana Ricci non chiede vendetta, ma giustizia: ad esempio i 18 anni di contributi non pagati!
Ieri  nell’incontro del 18 settembre Luana ha esposto la sua storia arrivando al cuore di tutti noi, omosessuali, lesbiche, intersessuali, transessuali, transgender e popolo quer.
Il gruppo di Nuova Proposta è solidale nei confronti di Luana Ricci e le sta vicino, pregando per lei, affinchè questa incresciosa e deprecabile situazione si risolva.
Tanti interventi ieri, ma una sola linea significativa: deputati fate una legge contro l’omofobia, tutelateci, e dateci i diritti che ci spettano.

Davide Sirignano


Omofobia e diritti

Video di Andrea Rubera su omofobia e diritti, Roma 18 settembre 2009 piazza Montecitorio

Nuova Proposta al Pride 2009

IMPROVVISAMENTE L’INVERNO SCORSO

improvv.asp

Improvvisamente l’inverno scorso non è altro che l’odissea di una coppia (omosessuale) alla conquista di un diritto negato, ovvero di un unione civile, laica, che in Italia non è ancora possibile ottenere,
Questo docudramma, con toni ironici a volte, è stato girato nel 2007, appena dopo la vittoria della sinistra, governo Prodi, e il progetto di legge dei DICO: le unioni civili per le coppie di fatto e le coppie omosessuali.
L’incubo di questi due ragazzi, Luca e Gustav, si dipana tra la loro intimità casalinga e quotidianità di sette anni di convivenza VS l’ostracismo di una politica, incapace di mantenere le promesse dichiarate in campagna elettorale. Se da una parte vediamo schierate l’onorevole Pollastrini  e Bindi pro-legge per le pari opportunità e diritti, dall’altra abbiamo personaggi della destra che si oppongono con frasi fatte, scarsità di argomentazioni, supportati dalle ingerenze della gerarchia vaticana: la Binetti parla di modelli prestabiliti di coppia paragonandola ad una squadra di calcio; Buttiglione, l’antropologo, afferma che un DICO svaluta il valore della famiglia ed è contro natura.Improvvisamente
Ma non solo la politica  a dato man forte, ma anche benpensanti e puritani nel family day, una manifestazione che fu un insuccesso clamoroso,  e componenti della Milizia Cristi invasi di retorica completano un quadro sconcertante di un paese, l’Italia, retrogrado  e indietro di almeno venti anni rispetto agli altri europei.
Ci saranno mai diritti per le coppie omosessuali, come la reversibilità della pensione, sull’eredità e sull’assistenza sanitaria?
Questo documentario non dà nessuna soluzione, forse nessuna speranza, ma deve essere visto con l’ottica della denuncia sociale e dell’impegno civile verso una politica effimera e carente e un paese veramente scaduto.

Davide Sirignano

TIRARE LE CONCLUSIONI SU POVIA

Povia è arrivato nel trittico dei vincitori, ma per fortuna è stato Marco Cartacarta a vincere con una canzone orecchiabile e con un testo dignitoso. Molta mediocrità tra i big, meglio le canzoni dei giovani.
Come si fa ad escludere Dolcenera?
Ma…
E’ sconfortante osservare che nel finale ci sia un testo dal messaggio così falso e retrogrado, come quello di Povia: il seme dell’intolleranza e del razzismo sta crescendo nel nostro paese e questa canzone ne è un chiaro contributo. L’esibizione di Povia, il giorno prima, con le guest star, era una mera baracconata pro-famiglia cattolica: tante immagini gonfie di retorica su delle tavolozze e poi il finale, più trash e kitch possibile, due sposini che scendono le scale dell’Ariston: ci mancava solo Razzi a celebrare il matrimonio.
E’ grave il messaggio che si dà: l’amore eterosessuale è più saldo e pieno d’amore rispetto a quello omosessuale. Come se gli eterosessuali fossero dei santi! Povia e i suoi autori hanno attinto a tutti gli stereotipi esistenti sull’omosessualità, come se tutti noi gay avessimo un padre inesistente e una madre bergmaniana in cui vige l’incomunicabilità.
Quello che alcuni vivranno come un pugno nello stomaco, deve essere un motivo per reagire. Dobbiamo essere coesi nel non comprare, assolutamente, questo disco: abbiamo il dovere di sensibilizzare amici, conoscenti affinchè ignorino questa persona, anche ignobile, nell’architettare questa campagna pubblicitaria assurda.
Aspetto vostre opinioni sull’argomento.
ed

Benigni e Povia…

Alla fine, dopo aver visto l’inizio del festival, mi vengono in mente queste considerazioni:
- quello che ha detto Benigni è quello che, secondo me, la società ha bisogno di sentir dire sull’omosessualità. Punto. Su questo bisogna insistere. Sull’amore che, come Benigni ci ha ricordato, è il vero progetto di Dio di cui anche gli omosessuali fanno parte.
- sentita la canzone di Povia, mi sono un po’ vergognato della pochezza della polemica alimentata dal mondo gay che, secondo me, finirà per essere un bell’autogol e far vincere la canzone di Povia stessa..

(leggi tutto nei commenti)

Link al video su intervento di Benigni a Sanremo

http://video.libero.it/app/play?id=8c2323f32801f77e41ac4bf62691338c

Diventare omosessuale….che sciocchezza!

Dario risponde al giornalista Morosillo che in un suo articolo fa riferimento alla reazione delle associzioni gay verso la canzone di Povia "luca era gay" commentandola come eccessiva e ipotizzando un’ "avanzata del talebanismo gay".

"…perchè affermare che un etero possa diventare gay (come dice lei) o che gay possa diventare etero (come pare dica la canzone di Povia) significa considerare l’omosessualità non un aspetto della natura umana che in quanto naturale dev’essere tutelato ma, a seconda delle convinzioni personali o religiose, una scelta, una malattia, un’aberrazione o un peccato."

(leggi nei commenti i due articoli)

Riflessioni

Riguardo il dramma Eluana, sinceramente ho trascorso una notte agitata dopo tutte le cose accadute…

Ancora adesso, ripensandoci, ho un nodo in gola: possibile che sia così arduo il percorso verso un regno dei cieli?
Possibile che il Signore agisca solo nei cuori e che forza abbiamo noi e che collaborazione possiamo darGli alla costruzione di una comunità d’amore?
Come può il Signore lasciare cose così grandi nelle nostre mani?
Come può non intervenire?
(leggi tutto nei commenti)

30 anni dopo Milk

Ieri sera siamo andati a vedere Milk… la visione del film mi ha colpito molto ma mi hanno colpito anche molto una frase detta da una carissima amica durante il film “meno male che oggi è diverso, oggi i diritti sono garantiti”… Ebbene, vi scrivo queste riflessioni per farvi capire perché noi omosessuali in Italia nel 2008 siamo discriminati ed i nostri diritti non sono garantiti…

Leggi per intero nei commenti.

Condivisione del 28 gennaio

Questo 28 gennaio condivisione sugli spunti ricevuti durante il seminario su "Chiesa Cattolica e omosessualità: vogliamo creare uno spazio di riflessione e scambio reciproco su idee, pensieri ed emozioni suscitati dai temi trattati durante il seminario con Christian Albini e Mauro Castagnaro.

Seguirà uno spuntino!

Vi aspettiamo tutti 28 Gennaio alla Chiesa Valdese di piazza Cavour, ore 20.30, in  via Marianna Dionigi 59

Undicesimo Comandamento

Che cos’è questo undicesimo comandamento?

Di quale ulteriore stravaganza si tratta?

Cito due momenti dove Gesù nei vangeli si interessa del decalogo.

In una occasione il giovane ricco chiede come fare per meritare la vita eterna dicendo di osservare la legge di Mosè, ma nominando solo i sette comandamenti che si trovavano nella tavola sinistra, e cioè quelli che si riferiscono alle relazioni umane, eludendo i tre della tavola destra riferiti a Dio.

In pratica l’evangelista sottolinea come sono le azioni verso l’essere umano ad essere qualificanti. L’episodio si chiude malamente perché quando alla successiva domanda del giovane ricco su come essere perfetto, Gesù lo invita (in linea con la prima beatitudine) a farsi povero, l’interlocutore si allontana con disappunto…

(leggi articolo per intero sui commenti)

In ricordo di Alfredo Ormando

In ricordo di Alfredo Ormando, poeta siciliano che si diede fuoco in Piazza San Pietro a Roma il 13 gennaio 1998

Nuova Proposta ha organizzato a Roma”Omosessuali cristiani e Chiesa cattolica: prove di dialogo

“Intervento di Christian Albini:

Mipiace molto il titolo di questo incontro: prove di dialogo.
Mi viene in mente la bellissima immagine del libro dell’Apocalisse: «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (Ap 3,20). Dio non si stanca di bussare, anche quando trova le porte chiuse…

Leggi il documento

…sulla preghiera…

Prossimità Preminente

da Fausto

Giornalista: “Cosa chiede quando prega?”

Niente, mi metto in ascolto.

“E Dio cosa le dice?”

Nulla; anch’Egli è in ascolto.

(…?…)

Se non lo capisce, non posso spiegarglielo.  (Teresa di Calcutta)

 

Che cos’è questo ascolto?

È un ascolto interno, naturalmente.

Quando si pone l’attenzione dentro di sé, ciò che accade è la percezione dello scorrere del ruscello dei pensieri automatici, quelli che, nello stato di veglia durante le attività, le relazioni, gli avvenimenti e gli imprevisti quotidiani, muovono l’emergere di emozioni che il più delle volte non sappiamo decifrare…

 

(leggi per intero nei commenti)

SABATO 10 GENNAIO seminario

"OMOSESSUALI CRISTIANI E CHIESA CATTOLICA : PROVE DI DIALOGO"

Eccoci con il primo appuntamento di Nuova Proposta del 2009.

Ci vedremo per un incontro di confronto su Chiesa e omosessualità il

 

 10 gennaio, alle ore 17.30

 

presso la sede dell’Arcigay Roma,

 

in via Nicola Zabaglia 14 (Metro B, stazione Piramide)

 

I giornalisti Christian Albini e Mauro Castagnaro saranno con noi, per aiutarci a riflettere sul tema "Omosessuali cristiani e Chiesa cattolica: prove di dialogo", scaturito dall’interesse emerso dall’articolo

 "Riconoscere le unioni omosessuali?" 

pubblicato nei mesi scorsi dalla rivista dei Gesuiti Aggiornamenti Sociali.

 

  • Quali segni di apertura nella prassi della Chiesa cattolica?
  • Le questioni controverse: dalla definizione di omosessualità nel magistero alle nuove linee sul riconoscimento delle coppie proposte dal documento di Aggiornamenti Sociali
  • La testimonianza, il cammino dei gruppi di credenti omosessuali e prospettive di futuro per il dialogo e l’azione pastorale.

 

Vista la rilevanza dell’appuntamento, sarebbe importante esserci tutti e aiutare il Gruppo a diffondere questa notizia all’interno delle vostre conoscenze e famiglie.

 

A presto!

 

Lo Staff di Nuova Proposta

 

 


Il programma:

Intervento di Mauro Castagnaro

“In questo intervento ho cercato di riassumere, limitandomi a selezionare e ordinare – ovviamente senza rincorrere un’impossibile neutralità, ma cercando di far emergere problemi e “prospettive di azione positiva” – quanto scritto da altri, una certa quantità di libri, articoli, riflessioni pubblicate in Italia negli ultimi anni1 – su “che cosa si può realisticamente chiedere alla chiesa e a noi stessi in ordine a una pastorale e a una sensibilità diverse nei confronti delle persone omosessuali?”

Leggi il documento

UNA POESIA PER NATALE

Valore

di Erri De Luca

Considero valore ogni forma di vita,

 la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finche’ dura il pasto, un sorriso involontario,

la stanchezza di chi non si e’ risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra’ piu’ niente

 e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido,

chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che .
Considero valore sapere in una stanza dov’e’ il nord,

qual e’ il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

VATICANO e PENA DI MORTE

VATICANO: NO A DEPENALIZZAZIONE OMOSESSUALITA’ DA PARTE DELL’ONU



E’ notizia degli ultimi giorni la posizione del Vaticano contro la proposta dell’ONU di depenalizzare l’omosessulaità.

La reazione da parte della società, dei quotidiani e della gente è stata forte, forse proprio perchè questa volta il Vaticano ha davvero esagerato.

di seguito trovate l’estratto della rassegna stampa con la notizia e nei commenti  il testo della proposta ONU e riflessioni di alcuni nostri amici e di un famoso giornalista.


1.12.08: VATICANO: NO A DEPENALIZZAZIONE OMOSESSUALITA’ DA PARTE DELL’ONU
LA POSIZIONE ESPRESSA DA MONS. MIGLIORE

Citta’ del Vaticano, 1 dic. (Adnkronos) – L’Onu non deve depenalizzare l’omosessualita’ come richiesto dalla Francia perche’ cio’ porterebbe a nuove discriminazioni in quanto gli Stati che non riconoscono le unioni gay verranno ”mesi alla gogna”. E’ quanto ha spiegato mons. Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite. ”Tutto cio’ che va in favore del rispetto e della tutela delle persone – ha affermato l’arcivescovo – fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale. Il Catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione”.

”Ma qui – ha aggiunto Migliore in riferimento alla proposta che la Francia ha intenzione di presentare all’Onu in favore della depenalizzazione dell’omosessualita’ nel mondo intero – la questione e’ un’altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi
internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni”.
”Per esempio – ha detto l’ arcivescovo – all’agenzia cattolica I-Media – gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come ”matrimonio” verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni”.

 

Mercoledì 3 dicembre MINORITY STRESS E OMOFOBIA

im005128_citizen_gay_medium… In Più Nuova Proposta vi aspetta all’incontro di mercoledì 3 dicembre 2008 su le esperienze e i vissuti di Minority Stress e Omofobia.

Sarà un incontro a carattere esperienziale e di condivisione, sul tema dell’omofobia, interiorizzata o vissuta. Partiremo dalle nostre vite, per confrontarci sugli ostacoli che ci siamo trovati sul nostro cammino di accettazione, sui pregiudizi delle persone che abbiamo incontrato, sulle false percezioni dalle interessanti sollecitazioni che ci ha lasciato il prof. Lingiardi, in occasione del precedente incontro su "Omofobia e Minority Stress".

Allora vi aspettiamo mercoledì 3 dicembre, alle ore 20.30, presso la sala interna della Chiesa Valdese in via Marianna Dionigi 59, (Piazza Cavour) Roma

 

CONVIVENZA DEL 30/11/08

Con Suor Luisa Nuova Proposta ha introdotto il periodo di avvento. Proseguendo il tema delle dinamiche di gruppo abbiamo riflettuto sulle  "Nostre polarità in relazione con l’altro". 
Una giornata intensa, piena di riflessioni e con la splendida celebrazione di Padre Angelo.avvento2006_it
"(…) ripetere che l’amore di Dio diventa efficace
solo quando lo Spirito di Cristo lo traduce in gesti di amore umano (…)

(…) Celebrare il Natale , quindi, non è solo rievocare un passato, nè solo proclamare la legge fondamentale della salvezza, ma è anche creare quell’ambiente vitale, che consenta forme inedite di rivelazione divina e quindi di nuove umanità.

Carlo Molari

A seguito le vostre riflessioni.

Lo Psichiatra: Vittorio Lingiardi

Lo Psichiatra: Vittorio Lingiardi

Ascolta Vittorio Lingiardi su Omofobia interorizzata, omofobia sociale e Minority Stress


12/11/08 VITTORIO LINGIARDI E L’OMOFOBIA

Proseguiamo con il nostro ciclo di incontri sul tema "Prima di tutto persone". Il prossimo mercoledì sarà con noi il prof. Vittorio Lingiardi, psicologo e psicoterapeuta, nonché docente universitario, e ci aiuterà a focalizzare il tema "I pregiudizi sull’omosessualità: omofobia e minority stress".im005128_citizen_gay_medium

L’incontro sarà, come sempre, ispirato ad uno dei versetti della II Lettera ai Corinti di S. Paolo che abbiamo scelto come fil-rouge del programma 2008-2009. Stavolta il versetto di riferimento è "Siamo sconosciuti eppure notissimi".

Allora vi aspettiamo mercoledì 12 novembre, alle ore 20.30, presso la sala interna della Chiesa Valdese in via Marianna Dionigi 59, (Piazza Cavour) Roma

A IMMAGINE E SOMIGLIANZA

Vi aspettiamo alla condivisione sul tema "A immagine e somiglianza…" che si terrà il 29 ottobre 2008.

Il coming out, il rapporto con la Chiesa Cattolica e con la società, la visibilità in famiglia, il rapporto con l’altro uguale e diverso…la_creazione Metteremo a fuoco queste tematiche a partire dalla propria esperienza e dal confronto! Ci guiderà un piccolo gruppo di soci e la psicologa A. M.

Intanto cominciamo qui una piccola discussione sull’argomento. Dal dibattito dello scorso incontro son venuti fuori temi importanti:
1)Come ci rapportiamo nei confronti dell’altro diverso?
2)Siamo noi a dover cambiare o l’altro?
2)Nella nostra società dobbiamo portare delle maschere per difenderci?
3)
Che immagine ha Dio di noi?


L’incontro si terrà, come di consueto, alle ore 20.30 nella Chiesa Valdese di Piazza Cavour, sala interna, in via Marianna Dionigi 59. Seguirà una cena fraterna!

15/10/08

"A immagine e somiglianza di Dio…" è il tema del prossimo incontro che si terrà il 15 Ottobre 2008 in con la dott.ssa A. M. teologa e psicologa.

Un’occasione per riflettere e discutere su come ci poniamo davanti all’immagine di Diocristo volto e su come elaboriamo la nostra identità di persone amate e simili al padre. Non mancate a questo interessante appuntamento.

Si terrà, come di consueto, alle ore 20.30 nella Chiesa Valdese di Piazza Cavour, sala interna, in via Marianna Dionigi 59. Seguirà una cena conviviale!

CELEBRAZIONE INIZIO ANNO

Cari amici di Nuova Proposta, è con grande piacere che vi annunciamo che il 1 ottobre, alle ore 19.30, saremo insieme per una celebrazione comunitaria per chiedere al Signore di illuminare il cammino del gruppo in questo anno sociale appena iniziato.

L’appuntamento e’ per le ore 19.30 presso la Chiesa di sant’Alessio all’Aventino, Roma. Confidiamo ovviamente nella puntualità di tutti!

Per chi volesse, dopo la celebrazione, si potrà cenare insieme in una delle pizzerie situate nei pressi dell’Aventino.

INCONTRO DI APERTURA “NUOVA PROPOSTA” IL 24/9/08

Lo staff di Nuova Proposta è lieto di annunciare la ripresa delle attività del gruppo:

l’incontro è programmato per il 24 settembre 2008. E’, naturalmente, rivolto ai soci,

agli amici del gruppo e a tutti coloro che desiderano per la prima volta affacciarsi

all’associazione per conoscerne le attività e lo stile. Inoltre verrà esposto il programma

dell’anno e a seguire ci sarà una cena.

Allora vi aspettiamo numerosi nella sala interna della Chiesa Valdese di piazza Cavour,

 via Marianna Dionigi 5

 

Due preti a confronto sull’omosessualità!

GAY PRIDE NAZIONALE BOLOGNA 28-6-2008

BOLOGNA PRIDEBologna mi hai soffocato con i tuoi portici, con la tua consistenza circolare.

Al nostro arrivo di notte le tue anime fiammeggianti ci hanno accolto nell’affascinante luce notturna, sino all’albergo delle drapperie: un lusso di stoffe verde sfumato introduceva il ricco week end del Pride Nazionale di Bologna del 28 giugno.IMG_0847

Il giorno dopo, verso le 15.00, una visione priscilliana: un grande tacco d’argento gigante con le ruote attraversava via Rizzoli con una splendida drag queen, provvista di mantello argentato, al ritmo degli Abba. Il corteo si è coagulato davanti le tue 2 famose e imponenti torri per poi diramarsi verso i Giardini Margherita, dove è ufficialmente cominciato il Gay Pride Nazionale 2008. Una folla di gente sterminata calcava le tue strade: gruppi, associazioni, singoli, simpatizzanti ed ecco noi di Nuova Proposta portare fieri il nostro striscione, orgogliosi di essere omosessuali credenti di Roma; davanti a noi due sbandieratori d’eccezione, Angel e Nat.IMG_0850 Belle le loro evoluzioni in aria con le bandiere del gruppo sino al Parco della Montagnola. La gente, a poco a poco, si riuniva nella tua grandissima piazza di fronte al parco e al palco eretto per l’occasione. Ci siamo seduti per riposare e ascoltare lo spettacolo alla fine della parata. Ma questo era solo l’inizio: la sera al Parco Nord, poco fuori da te, ci aspettava l’Official Pride Party con noti artisti dello spettacolo tra cui Fabio Canino, Eva Robbin’s, Gennaro Cosmo Parlato featuring RomaRainbowChoir, il primo coro gay d’Italia di cui faccio parte. Che emozione rivedere gli amici della sfilata, il gruppo di Nuova Proposta, applaudirci per quell’ora di spettacolo che si era fatta desiderare. E dopo si è ballato sino alle 5 di mattina, dove l’alba del nuovo giorno risvegliava e appagava il nostro orgoglio di esserci in questo mondo.

ed

PRIDE 2008 _ Sabato 7 giugno.

Un’emozione… (NON) da poco…

Appuntamento alle 15.40 sotto Santa Maria degli Angeli, in piazza della Repubblica. E’ lì che ha deciso di ritrovarsi l’allegra brigata di Nuova Proposta.
Per la prima abbiamo deciso di partecipare al Pride con la massima visibilità, armati di bandiere, striscione, magliette e (udite, udite!) con uno stand informativo allestito (con regolare autorizzazione di Comune e Questura) in piazza Navona, luogo di arrivo del corteo del Pride.
 
Siamo tutti lì, davanti al portone di Santa Maria degli Angeli, un po’ trepidanti, un po’ ansiosi per l’imminente partenza del corteo, alcuni timorosi di abbracciare e sventolare le bandiere e di indossare le magliette…
 
Nel frattempo, in quel di piazza Navona, le nostre Ale a Nati, accompagnate dai fidi Bernie e Cris, stanno montando lo stand, e i primi curiosi cominciano ad affacciarsi e a chiedere informazioni. Avere uno stand in piazza Navona è un esperimento e un po’ anche una scommessa… Non ci siamo mai spinti così in là con la visibilità. Per l’occasione abbiamo anche stampato 2.000 folderini che presentano Nuova Proposta!
 
Al momento della partenza del corteo, il miracolo è avvenuto: tutte le magliette e le bandiere hanno trovato un indossatore e uno sbandieratore e comincia la nostra avventura.
Mai come quest’anno c’è voglia di stare insieme, di divertirsi ma anche, e soprattutto, di dare una reale testimonianza.
 
Dopo una rocambolesca (e faticosa) “fuga in avanti”, riusciamo a raggiungere gli amici di NP che cantano anche nel Raimbow Choir e a cui era stato chiesto di marciare in testa al corteo per un’eventuale esibizione canora!
E’ la prima volta che Nuova Proposta è tra le prime file del corteo, e ci siamo con orgoglio e determinazione!
Durante il corteo, alcuni di noi vengono anche fermati per delle brevi interviste radiofoniche: segnale che la nostra associazione genera interesse ed interrogativi; d’altronde ne siamo consci: il tema di come coniugare fede e omosessualità risulta criptico a molti, etero e non; in fin dei conti la nostra associazione ha come obiettivo anche quello di dimostrare che queste due parole possono marciare insieme in armonia.
 
Dopo via Cavour, svoltiamo in via dei Fori Imperiali e siamo subito a piazza Venezia e, quindi, a Largo Argentina, per la prima volta nella storia del Pride…
 
A corso Vittorio Emanuele, come in una reale via Crucis, un incontro determinante: il sorriso di suor Luisa che ci saluta dal ciglio della strada. E all’improvviso ecco partire Sonia ad abbracciarla, con le lacrime agli occhi per la commozione, lacrime di gioia ma anche di gratitudine per una presenza così importante e famigliare per tutti noi!
 
Ed eccoci a piazza Navona! Ci arriviamo per primi, quasi correndo, per raggiungere il banchetto informativo ed abbracciare Ale, Nati, Bernie e Cris! Ci vengono incontro, gridando “E’ bellissimo!”!
E’ veramente bellissimo tutto quello che sta succedendo!
Siamo gli unici con un gazebo informativo e la gente che ci contatta è molta!
Speriamo che questo serva a coinvolgere nelle attività del Gruppo sempre più persone, nello spirito che da sempre anima la nostra locanda, aperta a tutti per un semplice ciao o per un cammino più approfondito.
 
Dal pullmann del Mario Mieli si alternano gli oratori, in rappresentanza delle varie associazioni; e arriva anche il nostro turno! Ed è un Fausto emozionantissimo che inizia il suo intervento, citando la II Lettera ai Corinzi di S. Paolo, ormai divenuta parte della nostra identità.
 
Citare un passo del Nuovo Testamento all’interno del Pride è un traguardo importante; d’altra parte la nostra connotazione di cristiani doveva aver pur un senso all’interno del variopinto mondo GLBT. In conclusione, anche la soddisfazione di vederci riconosciuti da Rosanna Praitano, leader del Mario Mieli, come una delle associazioni più serie e coerenti del panorama GLBT!
 
Siamo alla fine della giornata! Stanchissimi ma felici, smontiamo il nostro gazebo e, con baracca e burattini, torniamo alle nostre macchine.
E’ stata una giornata lunga ma proficua… Abbiamo seminato qualcosa, ne siamo certi! Vedremo nei prossimi mesi se il nostro seme darà buoni frutti! Sicuramente, ci metteremo tutto l’Amore di cui siamo capaci per curarlo e sostenerlo!
 
 Andrea.
 
 

ESITO DELL’INCONTRO DEL 26 MAGGIO 2008 TRA IL SINDACO DI ROMA ALEMANNO E LE ASSOCIAZIONI GLBTQ

Il 26/5/08 nella Sala delle Bandiere del Campidoglio di Roma si è svolta una riunione tra le varie associazioni e il nuovo sindaco Gianni Alemanno.

La convocazione è avvenuta sulla base della lista delle associazioni presenti in Comune che nella trascorsa consigliatura hanno partecipato al tavolo di coordinamento. Nel precedente tavolo erano, al tempo della mancata approvazione della delibera sull’istituzione del Registro delle Unioni Civili dell’ex giunta Veltroni, uscite varie associazioni, tra le quali Nuova Proposta e REFO.  Quest’ultime presenti il 26 insieme ad altre come il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli e il Roma Rainbow Choir.

Il sindaco, dopo la prima incauta dichiarazione alla stampa sulla parata del gay pride, ha espresso la volontà di conoscere ciò di cui, per storia personale e politica, era all’oscuro. L’incontro è stato molto positivo dal punto di vista della chiarezza delle posizioni espresse dal sindaco Alemanno. Da parte di tutte le associazioni presenti c’è stato il desiderio di spiegare in cosa consiste la discriminazione contro il mondo omosessuale. Pertanto si è descritto un elenco di aspetti esistenziali che espongono alla violenza e situano in minorità di diritti le persone e le coppie glbtq e presentato una serie di richieste pratiche sulle quali l’amministrazione potrebbe intervenire e di cui il sindaco si è dichiarato disponibile.salabandiere

I precedenti interventi con programmi di sensibilizzazione tra i dipendenti dell’anagrafe o all’interno delle scuole, hanno fatto già parte delle buone intenzioni rutelveltroniane, senza però spostare di una virgola la legislazione in vigore: le amministrazioni possono affermare la dignità delle persone glbtq soltanto attraverso atti legali che ne stabiliscano la parità dei diritti individuali e di coppia.

Come ha argomentato Rossana Praitano, Presidente del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, gli atti di violenza omofoba, transfobica e xenofoba non sono riconducibili ad una regia e, quindi, in questo senso non sono propriamente definibili politici, ma lo diventano nel momento che si riferiscono ad un’identica ideologia dell’intolleranza verso chi non è conformato ad una cosiddetta "normalità”. Ne sono testimoni i recenti fatti di cronaca come il ragazzo gay accoltellato a Palermo e le minacce al conduttore di radio Deegay.it di non continuare ad occuparsi di tematiche omosessuali.

Riguardo la questione del patrocinio è stato spiegato al sindaco che non si tratta di aderire alla piattaforma rivendicativa della manifestazione, bensì di associare il nome dell’istituzione Comune agli eventi culturali di corollario al pride.

E’ un dato di fatto che questa giunta non ha intenzione di prendere iniziative sul tema delle unioni civili, ma solo nel caso in cui, come ha precisato il sindaco Alemanno, di conformare il Comune ad una eventuale normativa emanata dal Governo.

Il sindaco Alemanno è stato esplicitamente invitato a partecipare agli eventi culturali del Pride, ad esempio il concerto nel Tempio Valdese, per dare, al di là delle opinioni politiche, un segno concreto di ripudio della cultura della violenza e un’indicazione decisa di legittimità ed inclusione a pieno titolo del mondo glbtq.

Fausto

Opuscolo: “Omosessualità: un altro nome dell’amore”

Omosessualità:
un altro nome dell’amore

Un piccolo e semplice opuscolo che spiega in breve ciò che pensiamo dell’omosessualità, dal punto di vista umano, psicologico, ecclesiale e sociale.

Il Sacerdote Teologo: Don Carlo Molari

Ascolta Don Carlo Molari, Maggio 2008 su “Amate i vostri nemici”

E ancora…

Il documento su Il Sacerdote Teologo: Don Carlo Molari

- Leggi: La Scrittura: traduzione e interpretazione. (2003)

- Leggi: Fede, etica,morale. Intervento di Antonio Thellung (2004)

- Leggi: Arturo Paoli

AMATE I VOSTRI NEMICI

Mercoledì 14 maggio  sarà con noi il celeberrimo teologo don Carlo Molari che ci farà riflettere sul tema:

"Amate i vostri nemici", ovvero l’Amore anche dove sembra impossibile o inutile, visto ovviamente sotto il profilo teologico.

L’incontro si terrà nella sala interna della chiesa Valdese di Piazza Cavour in via Marianna Dionigi, 59 alle ore 20.30.
Vi aspettiamo!
 

Prossimi Incontri

Due importanti incontri promossi da Nuova Proposta, 
all’interno del programma annuale, si svolgeranno a distanza ravvicinata l’uno dall’altro,
sempre presso la sede di via Marianna Dioniogi 59,

mercoledì 7 maggio 2008, ore 20.30

"Da Sodoma a Roma. Le origini della condanna cristiana dell’omosessualità".

Saremo guidati in un percorso informativo che ci aiuterà a capire le radici delle posizioni omofobe espresse ancora oggi da alcuni rappresentanti della Chiesa.

La settimana successiva,il

14 maggio 2008, ore 20.30

saremo lietissimi di ospitare

padre CARLO MOLARI,

celebre teologo, che ci illustrerà il tema che abbiamo scelto per il programma dell’anno

"Amate i vostri nemici", 

per l’appunto sotto il profilo del significato teologico.

Vi aspettiamo numerosi!

La perfezione non esiste!

Dopo la lettura del celeberrimo testo "Imitazione di Cristo" padre Angelo ci ha invitato ad una profonda riflessione riguardante il nostro incontro con Dio e il nostro risentimento verso il  nemico?
E’ possibile amarlo?44_volto_di_cristo
La perfezione di Gesù Cristo sta proprio nel perdono verso coloro che lo hanno umiliato e lo hanno schernito di più, ma è difficile mettere in atto, per un cristiano imperfetto, questo sentimento. Si è riflettuto su quanto sia giusto e fino a che punto si può perdonare?
Pochi giorni fa dei teppisti hanno invaso e danneggiato il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli: possiamo attuare il perdono, riconoscere nei loro volti l’immagine di Cristo?cristo volto
Arduo è, innanzitutto, capire quanto si è lontani da Dio: come si vive questa aridità e come la vivono gli altri fino al giorno in cui, dopo molta sofferenza, si è toccati dalla mano di Cristo che conduce all’incontro.
Occorre perdonare Dio, noi stessi e il nostro nemico: questa sorta di triduo esige, prima di tutto, di togliere, far pulizia di tutti quei filtri che le istituzioni ecclesiastiche inculcano ai credenti; infatti oltre ad essere consapevoli di un lungo percorso, in cui la perfezione non si raggiungerà mai, si deve ambire alla purezza del cuore, dell’anima e dello Spirito che nessun infanticida della chiesa può insegnare perchè personale. In questa lunga  e perigliosa ricerca si chiede a Gesù Cristo giustizia per chi ha perverso, traviato, irretito coloro che avevano bisogno di essere condotti per mano.
ed

AMARE I PROPRI NEMICI

Vi ricordiamo,

Mercoledì 16 aprile sarà con noi  Padre Angelo che ci accompagnerà in un confronto, a partire dalla Parola di Dio e da letture di padri della Chiesa, sempre sul tema scelto come leit-motif per il 2008: "Amare i propri nemici: seguire il messaggio e l’esempio di Cristo, Amando anche in quelle occasioni in cui ci sembra impossibile e doloroso Amare".

 

Vi aspettiamo mercoledì 16 aprile alla chiesa Valdese di Piazza Cavour, sala interna in via Marianna Dionigi, 59 ore 20.30

 

Agape, 24-27 Aprile 2008

Vi ricordiamo che fino a mercoledì 9 aprile potete iscrivervi alla 

3° edizione dell’agape del sud dal titolo:

 
“Così vicino …così lontano”
Lesbiche e gay tra somiglianze, differenze, corrispondenze
 
Albano Laziale (RM), 24 – 27 Aprile 2008


Per Informazioni
Gruppo Nuova Proposta:         cell. 333/4545237 (ore 17-20)
mail: incontro.centrosud@libero.it
Gruppo Ponti Sospesi:             cell. 333/1889014 (ore 10-13)
Per Iscrizioni
è possibile prenotarsi, entro e non oltre il 9/4/2008:
• telefonicamente 333/4545237 (ore 17-20)  
 

Veglia in ricordo delle vittime dell’omofobia

VEGLIARE

PER NON DIMENTICARE



Dal 2 al 6 aprile 2008 in numerose città italiane ( Milano, Firenze, Roma, Padova, Palermo, Aosta, ecc…) ed in varie parti del mondo ( Spagna, Cile, Argentina, Irlanda, ecc…) credenti provenienti da diverse confessioni religiose ( Battisti, Cattolici, Metodisti, Valdesi, Veterocattolici, etc…) saranno in veglia per ricordare le vittime dell’omofobia e per lanciare un segno forte alle loro “chiese”, rifiutando di “rimanere in silenzio” quando milioni di uomini e donne soffrono (minacciati, torturati e anche uccisi in alcuni Paesi) solo perché sono omosessuali.

 

Noi di Nuova Proposta ci raccoglieremo insieme a pregare con la Refo , la Sorgente  e la Chiesa  Veterocattolica di Utrecth:

DOMENICA 6 APRILE ore 17.30

in via Marianna Dionigi n.59, sala interna della Chiesa Valdese di P.zza Cavour, Roma.

Siete tutti invitati ad unirvi a noi numerosi!

Per maggiori informazioni e per conoscere tutte i luoghi del mondo dove in contemporanea si veglierà andate sul sito:

http://inveglia.wordpress.com/info/

Pasqua in famiglia…

…il nostro cuore 

come ha vissuto questa Pasqua?

ecco una "nuova proposta" per tutti:

condividere emozioni, pensieri, gioie e sofferenze

che ognuno di noi ha vissuto in questi giorni di festa.

Spesso le "vacanze" sono occasioni per ritrovare le nostre famiglie o amici con cui non condividiamo la quotidianità, che conoscono soltanto alcuni aspetti di noi e alle quali vorremmo poter aprire completamente il nostro cuore…

Oppure sono momenti in cui in solitudine riflettiamo su noi stessi e facciamo un "tagliando di revisione" sulla nostra vita…

Lasciamoci andare e creiamo tra di noi un piccolo spazio di comunicazione libera, sincera, per arricchirci reciprocamente con le nostre esperienze di vita.

N.B. nei commenti trovate già un primo contributo.

Incontro per la Pasqua

 
E’ con grande gioia che ci riuniremo

 
mercoledì 19 marzo ore 19.30
 


per celebrare la Santa Messa
di preparazione alla
Pasqua
 
 
presso la
Basilica di Sant’Alessio all’Aventino
 
Celebreranno padre Angelo e padre Giuliano.
 
Circa mezz’ora prima, per chi volesse, ci incontreremo per provare i canti e i segni che animeranno la celebrazione.
 
Dopo la Messa, come di consueto, saremo insieme per una piccola agape di auguri anticipati.
 
Vi aspettiamo!
 
Lo staff di Nuova Proposta

Ostilità VS Ospitalità

DSC00044Lo scorso mercoledì si è continuato il percorso con Suor Luisa sull’amare il proprio nemico: il tema dell’incontro verteva su due termini scelti appositamente: Ostilità e Ospitalità. Trovando delle parole chiavi basate su questi due opposti, come distanza, invidia, per il primo, e condivisione, attenzione, per il secondo, si è giunti a questa riflessione: "Come convertire il nemico in ospite?"piccoloprincipe
Suor Luisa afferma che occorre creare uno spazio dove l’altro possa entrare, uno spazio libero dove l’ospite abbia la possibilità di arricchirsi, adattarsi, cambiare. Ciò può essere fatto, però, manifestando, da subito, i limiti e i fini singoli o comuni, se si parla dell’entrata in un gruppo. Allo stesso tempo è necessario rispettare la solitudine dell’altro, nel senso di non invadere gli spazi personali: questo è possibile con un attenta ricerca in cui il tempo e la relazione sono il fulcro principale.
pergolaInfine, sono state sottoposte ai presenti varie immagini di porte e si è chiesto di riflettere da quale di esse si venisse rappresentati e quale simboleggiasse l’associazione Nuova Proposta: per quest’ultima le più votate sono state la tenda,gazebo-tindari per la sua morbidezza nell’entrare e nell’uscire, e una porta spalancata su un cielo infinito che, però, inneggiava anche la paura di disperdersi.

Una giornata particolare

"E io come sindaco di Roma e per il potere conferitomi dal capo dello stato vi dichiaro

Moglie e Moglie!!!! "

Sapevo che non era vero, ma sabato scorso l’emozione è stata fortissima quando Franco Grillini ha sottoscritto, firmando di suo pugno una pergamena, l’impegno ad adoperarsi per l’approvazione di una legge sulle coppie.

Nati era bellissima e io mi sono anche un pò commossa…

N.B.trovate il post completo nei commenti.

 

Incontro del 27 febbraio- Prof. Vittorio Lingiardi – Citizen Gay

Vi aspettiamo tutti  
mercoledì 27 febbraio alle ore 20.30
 in via Marianna Dionigi 59
(piazza Cavour) presso la sala interna della Chiesa Valdese.


Con Vittorio Lingiardi, autore del recentissimo libro "Citizen Gay",im005128_citizen_gay_medium docente della facoltà di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma, discuteremo del tema fondamentale del Diritto di Cittadinanza delle Persone Omosessuali, in una società che, se da un lato, mostra timidi segnali di apertura, dall’altro, fa emergere delle anse di intolleranza e omofobia preoccupanti.

"Essere gay o lesbiche non  è un merito ma neanche un demerito. E’ una cosa che capita. Eppure, in un clima di crescente omofobia, la dimensione affettiva di milioni di persone in Italia è  tuttora sacrificata. La mancanza di una legge che ne salvaguardi il valore e la cittadinanza genera umiliazione, sofferenza, paura, odio collettivo. Non servono anatemi o concessioni. Serve un pensiero capace di sostenere una trasformazione antropologica. Uno Stato in cui i cittadini sono più felici: uno Stato Migliore". Dalla quarta di copertina di "Citizen Gay"di Vittorio Lingiardi.

Lettera a Veltroni da un omosessule credente

Caro Walter,

mi chiamo Dario e sono un qualsiasi cittadino romano che ha superato da poco la quarantina.

…Ho sempre creduto nella necessità di sostenere un’idea di politica veramente a sostegno del cittadino, dei suoi diversi bisogni, dei suoi pieni diritti e che incarnasse un ideale di inclusione e condivisione e non di esclusione ed egoismo.

…Poi nasce il Partito Democratico e ti candidi tu… Ho pensato che forse tu ce la potevi fare.

Però…. Però…

L’esperienza di questo governo cambia tutto.

…Parlo della reale possibilità che il Partito Democratico, viste le sue diverse anime, possa realmente incarnare lo spirito che ho trovato nelle tue parole e che lo possa veramente tradurre in atti concreti.

 

Il mio dubbio deriva anche dal fatto che la mia condizione di omosessuale mi porti naturalmente a sentirmi soggetto di diritti negati e di mancata inclusione. Troppe speranze di veder riconosciuti i diritti miei e del mio compagno (con cui divido la mia vita da più di vent’anni) come coppia, portatrice di un’affettività viva e feconda e di valori da riconoscere non da nascondere, sono stati deluse…

…non so a chi dare il mio voto…

Per la prima volta in vita mia, non so cosa fare…

 

 

N.B. Trovate la lettera per intero tra i commenti.

Vivere è la fatica di «liberare» la bellezza

II Domenica di Quaresima Anno A .

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 

 

«Un fiore di luce nel nostro deserto» (Turoldo), così appare il volto di Cristo sul Tabor.

Il volto è come la grafia del cuore, la sua scrittura.

Quel volto di sole ci assicura che a ogni figlio di Adamo è stato dato non un cuore d’ombra, ma un seme di luce, come nostro volto segreto.

Adamo è una luce custodita in un guscio di fango: alternanza di tenebra e di luce, di ombra e di sole, di tentazione e di trasfigurazione.

In cammino però, come una linea ascendente, che avanza senza ritorni.

Ogni uomo abita la terra come un’icona ancora incompiuta, scritta come le icone autentiche, su un fondo d’oro che è la nostra somiglianza con Dio.

Vivere altro non è che la fatica gioiosa di liberare la luce e la bellezza seminate, per grazia, in noi.

 

(Ermes Ronchi)

Felice giorno di S.Valentino!

Auguri a tutti noi innamorati della vita, di un’idea, di un sogno, di
una passione, di una persona, di più persone!
Auguri perchè ci impegnamo in prima persona, perchè mettiamo in circolo
l’Amore con la A maiuscola!


Tu mi hai rapito il cuore,
sorella mia, sposa,
tu mi hai rapito il cuore
con un solo tuo sguardo,
con una perla sola della tua collana!
Quanto sono soavi le tue carezze,
sorella mia, sposa,
quanto più deliziose del vino le tue carezze.
L’odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi.
Le tue labbra stillano miele vergine, o sposa,
c’è miele e latte sotto la tua lingua
e il profumo delle tue vesti è come il profumo del Libano.

Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l’amore,
tenace come gli inferi è la passione:
le sue vampe son vampe di fuoco,
una fiamma del Signore!
Le grandi acque non possono spegnere l’amore
né i fiumi travolgerlo.
Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa
in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio
.

(Cantico dei Cantici)

QUARESIMA ed ELEZIONI…una buona occasione?

Siamo all’inizio del periodo quaresimale…ma anche all’inizio di una campagna elettorale che si prospetta lunga e "infuocata".
Forse questa coincidenza potrebbe suggerirci di vivere con più intensità e sincero spirito cristiano una fase tanto delicata della vita politica del nostro paese.
Ecco allora come spunto per riflettere un "mattutino" di Gianfranco Ravasi, pubblicato quasi un anno fa, che oggi più che mai suona attuale e  stimolante.

L’AVVERSARIO
 
“Non bisogna vincere l’avversario, ma convincerlo”.
“La tendenza a diminuire l’avversario è di per se stessa una testimonianza dell’inferiorità di chi ne è posseduto; si tende infatti a diminuire rabbiosamente l’avversario per poter credere di esserne decisamente vittoriosi. In questa tendenza è perciò insito oscuramente un giudizio sulla propria incapacità e debolezza”.
 
Ecco davanti a noi due voci che sostanzialmente s’intrecciano, pur nella diversità delle visioni ideologiche sottese.
Certo, c’è anche un’esperienza biografica che accomuna i due personaggi così diversi tra loro: sia Gandhi che propone la prima frase, sia Antonio Gramsci, che ci offre in “Passato e presente” la seconda considerazione, furono oggetto di persecuzione da parte del potere repressivo.
Acquista, dunque, più valore la loro testimonianza contro il ricorso alle stesse armi che quel potere adottava nei loro confronti.
La violenza, infatti, non è segno di dignità ma neppure di forza.
Chi cerca di demolire l’avversario, ricorrendo all’attacco feroce, alla denigrazione, allo scontro fisico rivela un’inferiorità e debolezza morale che invano cerca di coprire con la prevaricazione. Convincere l’altro, dialogare con lui, argomentare sul merito è molto più impegnativo e difficile che non trascinare l’avversario in una zuffa ove è solo l’ira e la forza bruta a prevalere.
Abbiamo spesso in televisione esempi meschini di questo atteggiamento e l’effetto perverso che essi producono – anche quando si sa bene che sono risse appiccate ad arte e quindi fittizie – è quello di devastare, per imitazione, le relazioni sociali quotidiane.
Mai come in questo tempo la maleducazione, il conflitto, il contrasto sono il vessillo inalberato sulla debolezza della ragione e della dignità personale

Le ceneri a S.Alessio e Nuovi giorno e sede per S. Valentino

Mercoledì 6 febbraio celebreremo insieme la Liturgia delle Ceneri alle ore 20.00 presso la Basilica di S. Alessio all’Aventino.

Rettifica attenzione !!

Giorno e Sede modificati per la nostra cena di S.Valentino

La cena si svolgerà: VENERDI’ 15 febbraio  nella sede del CIPAX in via Ostiense 152

 

Continuate a prenotarvi via mail : cristianonuovaproposta@yahoo.it

( per informazioni sul cipax vai al sito http://www.romacivica.net/cipax/chisiamo.htm )

 

Cena di San Valentino

Attenzione, Attenzione!!!

orsocuoreA tutti i singoli impenitenti, o per scelta degli altri, e alle coppie collaudate e non… da non perdere la sensazionale, irripetibile, immancabile serata dedicata all’amore!

L’associazione Nuova Proposta ha il piacere di invitarvi alla “Cena dell’amore” di San Valentino.

All’interno della serata il Karagay in cui tutti potranno cimentarsi nel canto, giochi e a notte inoltrata “Dance in NPDisco” con il pomposo DJ Andrey Rubens!cignicuore

Prenotatevi via mail: cristianonuovaproposta@yahoo.it

Allora, da non perdere, venerdì 15 febbraio 2008, alle 20.30, "Cena dell’Amore"cuore2004b di San Valentino, al Cipax, via Ostiense, 152.

L’umanità di Pietro

La relazione con Dio deve essere una relazione vitale: così esordisce padre Giuliano nel suo intervento dello scorso 30 gennaio. Questo si può fare prendendo esempio dall’esperienza di Pietro con Gesù e la sua umanizzazione attraverso il lungo percorso con Dio.primopiano_san_pietro
A che punto siamo della nostra crescita personale?
La pesca miracolosa segna l’instaurazione della relazione con Dio (… d’ora in poi sarai pescatore di uomini), finalmente il cambiamento interiore, ma non definitivo.
Pietro è armato: troppo spesso, siamo armati di cattivi pensieri, di malelingue di cui ci rivestiamo nell’illusione di difenderci da qualcuno, o meglio, da qualcosa (Rimetti la tua spada nel fodero; non devo bere forse il calice che il Padre mi ha dato?).
Poi l’episodio in cui Gesù invita Pietro impaurito e incredulo a camminare sulle acque (Uomo di poca fede, perchè hai dubitato?)Pietroaffonda
Quanti di noi sono capaci di perdonare il proprio senso di colpa e superare le crisi che affliggono l’esistenza umana?
Riferimenti: Mt 14, 22-32; Lc 5, 1-11; Gv 18, 1-11

Articolo integrale in commenti

 

Incontro del 30 gennaio 2008

Mercoledì 30 gennaio secondo incontro del mese di Nuova Proposta con P. Giuliano che ci parlerà di "L’umanità di Pietro".
All’interno l’intervento di Antonella Montano
 "Nella vita i problemi si posso affrontare e risolvere. Cosa fare quando ciò non è possibile?
MINDFULNESS è LA RISPOSTA. Partecipate gratis al protocollo MBSR di 8 settimane all’Istituto Beck."

L’incontro si terrà nella sala interna della Chiesa Valdese di piazza Cavour, in via Marianna Dionigi, 59 alle ore 20.30.

Polemica Cantelmi

E tutti i fautori della conversione considerano gli psicoterapeuti come dispensatori da supermercato: “il cliente vuole, il cliente ha sempre ragione”. Come se il cliente volesse prendere una coca cola a un distributore automatico di risorse. [pag. 196]

È stupefacente constatare come essi non tengano conto del principio cardine di ogni psicoterapia: l’analisi della domanda, per verificare le motivazioni, i vincoli, le pressioni e le automistificazioni della persona. [pag. 193]

I difensori delle terapie riparative non vogliono raccomandare le terapie affermative – che possono mettere in questione e curare aspetti del sé che rappresentano problemi di credenze piuttosto che di biologia – agli individui che presentano un adattamento profondamente insoddisfacente al proprio orientamento sessuale.

La libertà umana però non si realizza nell’iperuranio, ma in contesti ben definiti da vincoli, norme e credenze. I gay che scelgono di sottoporsi alle terapie riparative sono drammaticamente lacerati nel profondo tra la fedeltà ai valori di una (presunta) morale dominante e quella alla propria, più autentica affettività. [pag. 194]

I “pazienti” dovrebbero essere informati su molti fatti ben dimostrati che demistificano la versione fondamentalista di una fede antigay.

La terapia dovrebbe attingere a una gamma completa di conoscenze che abbiamo sull’omosessualità che vanno ben oltre la clinica e il pulpito. Sono essenziali le prospettive storiche, antropologica ed etologica. La prospettiva storica dimostra chiaramente che la condanna ebraico-cristiana dell’omosessualità è socialmente costruita piuttosto che divinamente ispirata […] Nel conflitto tra l’attitudine ebraico-cristiana e l’omosessualità, scientificamente parlando, è la prima e non la seconda ad essere fuori dalla matrice della natura. [pag. 197]

Al dunque le terapie riparative si rivelano strategie per imprigionare l’essere più autentico della persona in una gabbia prima di tutto sociale, che per funzionare deve essere posta nell’anima della persona omosessuale. Essa deve identificarsi con un Bene che nega il suo stesso essere.

Si apre un varco nell’integrità della persona, che aderisce a proprie spese al dominio della norma sociale. [pag. 200]

Queste terapie istituiscono un vero e proprio calvario spirituale ed emotivo, cui è promesso il riscatto della redenzione: se la malattia è prova che Dio ha donato all’uomo per inverare la sua fede e per offrirgli un cammino di crescita, di espiazione dopo il peccato originale, tale calvario costituisce il banco di prova, la croce attraverso la quale una persona derelitta – l’omosessuale non gay – potrà accedere alla misericordia divina, immolandosi come Lui, grazie al sacrificio della propria vita; di più diventando crocifisso come Lui [secondo l’ottica distorta, croce = sofferenza, quando dovremmo sapere che croce = libertà dell’individuo dal giudizio religioso, morale, sociale sulla sua reputazione! nota di Fausto].

Gli omosessuali allora, come avviene attraverso qualunque altra malattia, hanno l’opportunità per ribadire le virtù redentrici del dolore, della rinuncia, della castità, della morigeratezza espiatrice. [pag. 201]

Da: Paolo Rigliano e Margherita Graglia (a cura di) – Gay e Lesbiche in Psicoterapia, Raffaello Cortina Editore, 2006 MI

Comunicato Stampa

NON  CI  SONO  PIU  LE CONDIZIONI DI PERMANENZA DI NUOVA  PROPOSTA  NEL TAVOLO  DI  COORDINAMENTO PER  ORIENTAMENTO SESSUALE  ED  IDENTITÀ  DI GENERE DEL COMUNE DI ROMA

 


Nuova Proposta, uomini e donne omosessuali cristiani di Roma

 


Il mandato di Nuova Proposta non è propriamente politico, per come viene inteso tale termine nella relazione istituzionale, ma cerca di svelare il messaggio liberatorio del vangelo alle sorelle e ai fratelli cristiani che vedono bloccata la loro vita da interpretazioni del nuovo testamento (ancorate alla tradizione e sempre più lontane da una corretta esegesi dei testi) antitetiche al messaggio di Cristo, soprattutto da parte delle gerarchie vaticane.

Per tutto ciò che riguarda l’equiparazione dei diritti, Nuova Proposta è in linea con le altre associazioni gltq, finanche sulla omo-genitorialità, nel solco degli studi della psicologia contemporanea: non crediamo che atteggiamenti di omofobia interiorizzata (sulla quale lavoriamo col gruppo ogni anno) possano dettare l’agenda politica delle associazioni gltq !

Considerando le persone cui si rivolge, la maggior parte di orientamento cristiano, l’accaduto riguardante – l’ennesimo respingimento di un registro delle unioni civili – diventa, per Nuova Proposta, ancor più grave a seguito dell’ingerenza del Segretario di Stato Vaticano Bertone.

Purtroppo, a nostro avviso, dopo la bocciatura delle delibere in esame, il tavolo di “coordinamento” non può più essere definito tale. L’abbandono del tavolo da parte del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, presente da tempo nel territorio romano e nazionale e nel panorama culturale e politico del movimento gltq italiano, non garantisce l’indipendenza del lavoro del tavolo dalle logiche partitiche che come cristiani rigettiamo.

Questa storia del registro delle unioni civili va avanti da anni (almeno dal patrocinio al World Pride tolto dall’allora sindaco Rutelli – per evidenti incompatibilità col suo futuro incarico di segretario della defunta Margherita) ed è stata da noi percepita come una presa in giro.

Ciò che respingiamo è il pessimo trattamento riservato alle persone gltq, – e a tutti i soggetti che nella società civile sono posti in minorità di diritti, – usati come merce di scambio per giochi di potere dalle gerarchie politiche e religiose.

Per noi che cerchiamo nel vangelo un "manuale di sopravvivenza", valgono le parole dell’evangelista Giovanni: "…il mondo non l’ha conosciuto" – mondo = cosmos come insieme dei soggetti che detengono, aspirano, o si assoggettano, al potere.

 

A malincuore prendiamo questa decisione, riconoscendo l’ottimo lavoro che, attraverso tante tortuosità "politiche", è stato fatto con l’assessore Mariella Gramaglia prima e con l’assessore Cecilia D’Elia poi (in primis il bando per le scuole) che di cuore salutiamo.

 

Roma, li 21 dicembre 2007                                 Il consiglio di Nuova Proposta

 

Nuova Proposta

 

www.nuovaproposta.it

C/o Babele Via dei Banchi Vecchi, 116 00186 Roma

Email:

nuovaproposta@tiscali.it

 

 

Tombolata e asta benefica

Lo scorso 22 dicembre è stato per Nuova Proposta un grande momento di aggregazione. L’incontro ludico e spensierato ha permesso anche, con l’asta di beneficenza, di raccogliere una cifra considerevole che verrà destinata alla casa d’accoglienza dei bambini  del  Brasile.DSC00044
 Si ringraziano tutti coloro che hanno partecipato.
Nuova Proposta augura a tutti Buon Anno!.
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