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Data: 22 Settembre 2010
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PROGRAMMA ANNUALE
NUOVA PROPOSTA 2009-2010

Comunicati Stampa

COMUNICATO STAMPA N°2 DEL 2010

Il Cardinal Bertone e la pedofilia: non si aggiunga danno al danno!


Roma, 13 aprile 2010 - Il Gruppo "Nuova Proposta - donne e uomini omosessuali cristiani" esprime un profondo sconcerto di fronte alle parole del cardinal Tarcisio Bertone, giunte ieri da Santiago del Cile, in cui si è messa in relazione la pedofilia con l'omosessualità.

In un momento in cui ci si aspetterebbe dalla Gerarchia Vaticana, e dalla Chiesa tutta, esclusivamente un atteggiament o di compassione nei confronti delle vittime dei sacerdoti pedofili, il cardinal Bertone non ha perso occasione per aggiungere danno al danno, ribadendo il concetto astruso e assolutamente infondato, di collegamento tra pedofilia e omosessualità.


In questo modo non solo non ha risolto il problema delle vite dei piccoli devastati dagli abusi dei sacerdoti pedofili, ma ha altresì scaricato il fardello sulle spalle delle persone omosessuali che già sono vittime innocenti dello stigma e del pregiudizio della società.


Al cardinal Bertone auspichiamo un sereno percorso di approfondimento della condizione omosessuale che lo spinga in futuro ad agire, nelle parole e nei fatti, in sequela dell'Amore di Cristo e non in contrapposizione, giacché non è frutto della misericordia utilizzare l'orientamento affettivo di alcune persone come "foglia di fico" per allontanare le responsabilità del Magistero Cattolico.


Siamo convinti, infatti, che l a vera genesi della questione pedofilia tra i sacerdoti sia esclusivamente da attribuire alla cultura della repressione sessuale che ha provocato numerosi mostri tra cui si inseriscono a pieno titolo i sacerdoti pedofili.


La sessualità è, infatti, un dono di Dio e non può essere repressa ma semmai incanalata e indirizzata verso un sistema fecondo di relazione consapevole e adulta e avulsa da ogni forma di sopraffazione e abuso dell'altro. E' un'energia e va utilizzata in modo da renderla un patrimonio di fecondità. Tarparla significa innescare una bomba che può esplodere in migliaia di forme pericolosissime, tra cui la pedofilia.


Siamo altrettanto convinti che dalla "questione sacerdoti pedofili" potrà venire un gran bene per tutta la chiesa, intesa come popolo di Dio in cammino, se essa saprà interpretarla come segnale della necessità di una profonda revisione delle proprie posizioni repressive nei confronti della sessualità, in modo da av viare un percorso di confronto sereno e fattivo.


Con preghiera di diffusione e pubblicazione.

 

COMUNICATO STAMPA N. 1 del 6 febbraio 2010


Lettera aperta dell'associazione "Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani"
al Vescovo Emerito di Grosseto Mons. Giacomo Babini, al Vescovo Emerito di Pistoia Mons. Simone Scatizzi, al Vescovo Emerito di Lucera-Troia Mons. Francesco Zerrillo e, per conoscenza, al Vicario Generale di Sua Santità, Em.mo e Rev.mo Sig. Card. Agostino Vallini

Carissimi Vescovi Emeriti,

nelle ultime settimane le vostre voci, in diversi contesti, hanno rimarcato la vostra posizione di considerare gli omosessuali, ora disordinati, ora anormali, ora rappresentanti di un modo di interpretare la sessualità non come volta alla riproduzione ma come "ricerca di lussuria", ora interpreti di una "pratica aberrante" che addirittura genera "ribrezzo" al solo parlarne (il virgolettato purtroppo è fedele alle vostre dichiarazioni)...

Noi, la gente di "Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani", non possiamo tacere la sofferenza che ci arreca sentire parlare, ancora una volta, rappresentanti della Chiesa con toni e frasi assai lontani da quel messaggio di Amore che Gesù Cristo ci ha lasciato. Parole che, invece di dare la vita, alimentano le separazioni, il pregiudizio, il malessere di chi vive, il più delle volte, dall'adolescenza in poi, una condizione di isolamento ed emarginazione.

Siamo consci che le vostre affermazioni vengono da una cultura ancestralmente omofoba, in cui il di verso va emarginato, allontanato, e che sono parto del vostro essere uomini più che Padri, nati e cresciuti in una società non aperta all'accettazione del diverso.

Noi omosessuali cristiani ci sentiamo parte integrante della Chiesa, popolo di Dio in cammino; una Chiesa Madre e mai matrigna. Non crediamo di peccare di orgoglio affermando che "nulla ci separerà dall'Amore di Dio"; non ci separeranno l'incomprensione, la disinformazione, il pregiudizio, lo stigma. Dio è nostro Padre e Cristo, suo Figlio, nostro modello nell'Amore. Ci piace ricordare in questa lettera che Gesù guardò benevolo e guarì l'emorroissa di sabato; e questo gesto assume un significato ben pregno se lo riconduciamo alla cultura farisea del tempo, che considerava sia la violazione del sabato come peccato gravissimo, sia il contatto con le donne emorroisse (con perdite mestruali continue) una cosa da evitare ad ogni costo, in quanto esse avrebbero reso impu ro chiunque fosse venuto in relazione con loro ed erano pertanto destinate ad una vita di emarginazione. Gesù supera, con gli occhi del cuore, il pregiudizio sociale, le prescrizioni della Legge e dona la vita ad una donna che aveva bisogno del Suo Amore per avere un'esistenza piena e dignitosa.

E' solo guardando con gli occhi del cuore che si riesce a penetrare nelle storie altrui e a comprenderle. Non lo si potrà mai se si guarda agli altri con gli occhi della Legge o del Diritto.
Cosa significa essere omosessuali, cosa significa l'affettività omosessuale lo si capisce solamente incontrando le persone, ponendosi di fronte ad esse con la volontà di aiutare, capire, amare.

Purtroppo dalle vostre Parole non ci arriva Amore, solo giudizio.
E il giudizio, si sa, divide e allontana.

Molti di noi, battezzati e cresciuti in parrocchia, alla fine dell'adolescenza si sono trovati costretti ad abbandonare quel contesto che è s tato così importante per tutti noi. E lo hanno fatto non perché irretiti dalla "ricerca di lussuria", quanto perché è risultato impossibile vivere in un contesto parrocchiale dichiarandosi apertamente omosessuali. Si vive spesso una condizione di morte, costretti a tacere una componente così importante della propria identità, a fingere di essere quello che non si è. E il più delle volte, quando si pretende visibilità, si viene allontanati.

Le vostre parole alimentano, inoltre, una tendenza assai pericolosa, quella di creare una dissociazione tra affettività e sessualità. Quante volte ci siamo sentiti consigliare, in sede di confessione o di guida spirituale, di non cedere alla tentazione di avere una vita affettiva piena, una relazione stabile; quante volte ci è stato prospettato come "male minore" il cadere in singoli rapporti sessuali, magari vissuti frettolosamente e in maniera nascosta.
Invece siamo convinti, confortati dalla voce delle nostre coscienze, che è l'affettività piena che va ricercata, perché l'amore fra due persone legate dall'impegno reciproco ad una relazione esclusiva, duratura ed altruistica è un bene da riconoscere, proteggere e incoraggiare.

Ripetiamo, siamo convinti che le vostre parole siano figlie della disinformazione; ed è per questo che, come associazione Nuova Proposta, ci proponiamo come supporto per chiunque (anche voi)voglia incontraci ed affrontare, serenamente e senza pregiudizi, il tema dell'omosessualità, cercando di conoscere e comprendere.

Lo abbiamo chiesto anche qualche mese fa al nostro Vescovo, il cardinal Vallini, ribadendo l'assoluta necessità di avere una pastorale specifica per le persone omosessuali che devono continuare a sentirsi parte, e figlie, di questa grande famiglia in divenire che è la Chiesa.

Crediamo nel dialogo, nel confronto ed è per que sto che non ci stancheremo mai di ricercarli, di scrivere, di raccontarci.

Fratelli in Cristo, vi salutiamo.

Le donne e gli uomini di Nuova Proposta

Roma, 12 ottobre 2009 - Il Gruppo "Nuova Proposta - donne e uomini omosessuali cristiani" esprime profonda amarezza per il cattivissimo esempio fornito oggi dal Parlamento, in occasione della bocciatura della proposta di legge contro l'omofobia, avvenuta adducendo argomentazioni vergognose e risibili al tempo stesso.

Quindi:

è risibile che un Paese come l'Italia non abbia il coraggio di emanare una legge che difenda dei cittadini che potrebbero essere offesi nel corpo e nello spirito per il loro orientamento sessuale


è risibile che si giustifichi la cosa attaccandosi al fatto che "orientamento sessuale" includerebbe "zoofilia, necrofilia, pedofilia, masochismo, ..." e perversioni varie (in barba ai trattati e alle direttive europee recepite dal Parlamento stesso e in barba alle più elementari nozioni di psichiatria)


è risibile che i parlamentari che hanno difeso la pregiudiziale di incostituzionalità proposta dall'UDC lo abbiano fatto fingendo di non sapere la differenza tra "orientamento sessuale" e "perversione sessuale" e che la cosa sia passata senza che nessuno, tranne l'On.le Concia, si sia stracciato le vesti.


E inoltre:

è vergognoso che una legge che vuole solo tutelare cittadini dai diritti incerti venga spacciata come fosse una legge che tutelerebbe dei criminali


è vergognoso che l'omosessualità venga accostata a perversioni


è vergognoso che tutto questo sia avvenuto proprio in Parlamento, istituzione che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini


è vergognoso che il Parlamento abbia oggi messo ulteriori malta e mattoni per cementare (come se non lo fosse già abbastanza) la disinformazione sull'omosessualità e consolidare l'omofobia, confondendola con cose abberranti come la pedofilia


è vergognoso che dal Parlamento non non provenga alcuno sforzo per fare formazione e informazione per combattere alla nascita l'omofobia

 


Noi di Nuova Proposta saremo stasera alle 21 di fronte al Parlamento, alla fiaccolata promossa dal movimento trasversale We Have A Dream, per ribadire con le nostre voci e o nostri corpi questo sdegno!

E' risibile e vergognoso tutto questo, come lo è essere cittadini Italiani e sapere che per te non ci sarà tutela e sarai sempre considerato un cittadino di serie B.

Con preghiera di diffusione e pubblicazione.

1 dicembre 2008 -comunicato stampa n°2-


Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani, in risposta all'esternazione di Mons. Migliore sulla proposta francese all'Onu di depenalizzare il reato di omosessualità

Noi di Nuova Proposta, gruppo di omosessuali cristiani che da 20 anni a Roma porta avanti un cammino di sensibilizzazione sulla tematica "Fede e Omosessualità ", leggiamo costernati le notizie relative alla recente presa di posizione di monsignor Celestino Migliore in merito alla proposta di depenalizzare il reato di omosessualità , presentata dalla Francia in sede ONU.

E' avvilente constatare come i vertici della Chiesa Cattolica siano inesorabilmente prigionieri di un terribile pregiudizio sull'omosessualità e tenuti in scacco da un paradosso insostenibile: da un lato paventare la discriminazione degli Stati che criminalizzano l'omosessualità , che scaturirebbe dalla proposta risoluzione ONU, e dall'altro sostenere, di conseguenza, la discriminazione dei moltissimi omosessuali che si trovano a vivere in quegli Stati, in molti casi, è bene ricordarlo, rischiando la pena di morte a causa del loro semplice e naturale orientamento sessuale.

E' altrettanto avvilente pensare come ancora oggi sull'omosessualità ci si possa spingere a verbalizzazioni di una tale gravità. Per capire quanto sosteniamo, basti pensare allo scandalo che si genererebbe se la parola omosessualità fosse sostituita con "di colore", paventando la discriminazione che deriverebbe agli Stati, che eventualmente sostenessero l'apartheid, in caso ci fosse ancora bisogno di una risoluzione che vietasse l'apartheid in tutto il mondo. Crediamo si alzerebbero le grida di sdegno in ogni dove. E allora, perché sul tema omosessualità , invece, parole simili non generano sgomento? La discriminzione dell'omosessualità è forse meno grave?

Come Omosessuali Cristiani, speriamo ardentemente che, vista l'indifendibilità di una tale posizione, contraria a qualsiasi concetto evangelico di Amore, carità e fratellanza, e l'assoluta risibilità ed inconsistenza delle motivazioni addotte, quanto riportato dai quotidiani venga prontamente smentito da monsignor Migliore o dalle competenti gerarchie della Santa Sede.


3 giugno 2008 -Comunicato stampa n° 1-


Con preghiera di massima diffusione

Celebrazione Ecumenica in occasione del Gay Pride di Roma 2008

Domenica 8 giugno 2008, ore 11.00
Roma, Via Ostiense n.152/B (presso la Comunita' Cristiana di Base di San Paolo)


Diverse confessioni religiose,
Diverse provenienze,
Diversi orientamenti sessuali e
Diverse identita' sessuali
unite e uniti nel messaggio di Cristo

"Misericordia voglio e non sacrifici"


A cura di:

- Comunita' Cristiana di Base di San Paolo
- Nuova Proposta (Donne e Uomini omosessuali cristiani)
- R.E.F.O. (Rete Evangelica Fede e Omosessualita'
- La Sorgente

La celebrazione e' inserita all'interno delle manifestazioni del gay pride di Roma 2008.